Giggi Zanazzo

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Giggi Zanazzo

Giggi Zanazzo, all'anagrafe Luigi Antonio Gioacchino Zanazzo, (Roma, 31 gennaio 1860Roma, 13 dicembre 1911), è stato un poeta, commediografo, antropologo[1] e bibliotecario italiano. Studioso delle tradizioni del popolo romano e poeta in romanesco, è considerato, insieme con Francesco Sabatini, il padre fondatore della romanistica. Alla sua scuola mossero i primi passi Trilussa e i più bei nomi della poesia dialettale della Roma d'inizio secolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giggi Zanazzo all'età di 23 anni
Una firma di dedica de "lo sfacciatissimo Giggi Zanazzo"

Nacque in via dei Delfini 5 nel rione Campitelli dal padre Carlo, nativo di Lozzolo ma originario del Veneto, che si era trasferito circa nel 1830 a Roma, dove gestiva un'osteria a Testaccio. Con lui Luigi non ebbe ottimi rapporti. Sua madre era invece romana. Studiò ragioneria presso il collegio Poli. Lavorò alla Biblioteca Vittorio Emanuele e quindi fu distaccato, sempre come bibliotecario, presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Sposò Agnese Bianchini, prima donna della Compagnia Romanesca da lui fondata con la collaborazione dell'attore e poeta Pippo Tamburri. Questa compagnia, che agiva al Teatro Rossini, recitò molte fortunate commedie, tra cui più d'una di pugno dello stesso Zanazzo, come l'operetta Li Maganzesi a Roma, messa in scena il primo ottobre 1882 per le musiche del maestro Mascetti, o la scoppiettante Pippetto ha fatto sega a scola,[2] interpretata dall'incontenibile Oreste Capotondi. Dette così forte impulso al teatro dialettale romanesco e incuriosì anche la regina Margherita (cui poi Zanazzo avrebbe dedicato una poesia), la quale il 2 dicembre 1887 volle assistere al Rossini alle recite della compagnia.

Zanazzo è stato un abile verseggiatore, di grande sensibilità e realismo.

La loggetta e il busto di via dei Delfini, oggi

Come folklorista ha contribuito alla conoscenza del popolo di Roma e delle sue tradizioni, registrandole dalla viva bocca degli anziani, appena in tempo prima che andassero definitivamente perdute, quando la città, ormai capitale d'Italia e soggetta ad una intensa immigrazione e modernizzazione, subiva una rapida trasformazione economica e sociale. Parte dei suoi manoscritti di argomento folkloristico si trovano attualmente conservati presso la Biblioteca Angelica. Famosissima la sua opera Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma, edita in tre volumi, insostituibile guida allo studio della cultura popolare cittadina e raro esempio di prosa in romanesco.

Per i tipi dell'editore Perino fondò i periodici dialettali Rugantino (1887) e Casandrino (1897) che nello stesso anno si fusero dando vita al Rugantino e Casandrino per riassumere in breve la prima testata.[3] Si avvalse nella direzione di questi periodici della preziosa collaborazione di Adolfo Giaquinto. Inaugurò così la più prolifica stagione della stampa periodica romanesca. I suoi articoli apparivano con le firme pseudonime soprattutto di Abbate Luviggi,[4] ma anche di Mappa, Adorfo e Miodine. Fu dalle colonne del Rugantino che prese il via il festival della canzone romanesca di San Giovanni. Sempre per lo stesso editore nel 1896 diresse Il Valore Italiano periodico storico-militare-patriottico-aneddotico illustrato sino alla sua definitiva chiusura avvenuta il 14 marzo 1897.

Sostenitore di Crispi, fu estromesso dal suo impiego di bibliotecario del Ministero della Pubblica Istruzione a seguito della tristemente famosa epurazione della Minerva.[5]

Morì poco dopo a soli 51 anni. Alla sua memoria è intitolata una via di Trastevere e il bel monumento, con il suo busto bronzeo, eseguito nel 1929 da Amleto Cataldi.[6] L'opera si trova all'inizio di via dei Delfini, sulla parete della sua casa natale, oggi cadente, verso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, sotto la sua loggetta. Sul lato destro[7] sono riportati alcuni versi del poeta: "Da la loggetta / di casa mia m'affaccio / e guardo in giù / vedo la strada / vedo la piazzetta".

Opere[modifica | modifica sorgente]

Poesie[modifica | modifica sorgente]

  • Vox populi, Roma, tip. E. Sinimberghi (1880)
  • A la mi' regazza. Poesie romanesche, Velletri, Pio Stracca tipografo editore (1881)
  • 'N'infornata ar Teatro Nazionale (1882)
  • Streghe stagioni e fattucchieri. Sestine romanesche, con appunti di Francesco Sabatini, Roma, Perino (1884)
  • Rugantino a Milano. Chiacchierata romanesca de Giggi Zanazzo con du' facchi simili de Peppe Signorini, Roma, Ag. Giornalistica Libr. E. Perino (1884)
  • Smorfie. Stuzzichini pe' le donne, Roma, E. Perino (1884)
  • Fiori d'acanto. Sonetti romaneschi, Roma, Agenzia giornalistica-libraria di Edoardo Perino (1886)
  • La Guardia Nazionale (1886)
  • Giggi pe' Roma (1886)
  • Giggi pe' Trastevere (1887)
  • Anticaje, pietrelle e bboccaje pe' Li lumi. Sestine romanesche, Roma, Cerroni e Solaro (1887)
  • Per il genetliaco di S.M. Margherita di Savoia, regina d'Italia. Poesia romanesca, Roma, Tip. E. Perino Edit. (1891)
  • Per le nozze della signorina Giuseppina Crispi con Franz Bonanno principe di Linguaglossa, Roma, Tip. E. Perino (1895)
  • Bellaggio. Sonetti romaneschi, Roma, s.n. (1897)
  • L' ospizio de li Bbocci. Sestine romanesche, Roma, Tip. di Via Marghera (1898)
  • Dialigo affamoso fra er cavajer Cannella e la sora Tetona La Saputa, Roma, Stab. tipografico F.lli Capaccini (1899)
  • Lugrezzia romana. Attijo Regolo. Sestine romanesche, Roma, Tipografia della Minerva (1899)
  • A quer piacioccone de Padron Santi Rossi ar giorno de la Su' festa, s.l., s.n. (1899)
  • Poesie romanesche, Torino - Roma, Casa ed. nazionale Roux e Viarengo (1904)

Saggi[modifica | modifica sorgente]

  • Proverbi romaneschi (1886); riedito da: il cubo, Roma (1993)
  • Statuto della Società der Chi se ne...?, Roma, tip. E. Perino (1886)
  • Ritornelli romaneschi (1888)
  • Margherita la perla di Savoia prima regina d'Italia. Appunti storici (1893)
  • Novelle favole e leggende romanesche (1907)
  • Usi costumi e pregiudizi del popolo di Roma (1908). Pubblicato in quattro volumi con il titolo Tradizioni popolari romane.
  • Voci dell'antico dialetto romanesco, a cura di Giulio Vaccaro, il cubo, Roma (2009)

Lavori teatrali[modifica | modifica sorgente]

In musica[modifica | modifica sorgente]

Rappresentate e pubblicate[modifica | modifica sorgente]
  • Li Maganzesi a Roma. Operetta in tre atti in dialetto romanesco. Parole di Giggi Zanazzo, musiche del maestro Giovanni Mascetti, Roma, Tip. Commerciale, 1887, rappresentata già nel (1882)
  • Pippetto ha fatto sega a scôla. Operetta comica in tre atti. Parole di Giggi Zanazzo, musica del Maestro cav. Cesare Pascucci, Roma, Tip. Cerroni e Solaro Edit., 1887, rappresentata nello stesso (1887)
Rappresentate ma inedite[modifica | modifica sorgente]
  • Muzio Scevola (1882)
  • L'obelisco (1893)
  • Crementinella (1883)
  • Le fanatiche p'er gioco der lotto (1884)
  • Streghe, stregoni e fattucchiere (1884)
  • È re gobbetto (1884)
  • Li tempi de Checco e Nina (1884)
  • Lo sposalizzio der Boccio (1884)
  • Li fanatichi p'er gioco del lotto (1885)

In prosa[modifica | modifica sorgente]

Rappresentati e pubblicati[modifica | modifica sorgente]
  • L'amore in Trastevere (1887)
  • La guida Monaci (1888)
  • Evviva la migragna (1888, ridotta in milanese da Sbodio)
  • 'Na dichiarazione d'amore pe' Trastevere (1885)
  • Accidenti a la prescia (1898)
  • Me voressivo? (1890 ridotta in veneziano da Zago e in milanese da Sbodio)
Rappresentati ma inediti[modifica | modifica sorgente]
  • Zitellona (1906)
  • La socera (1908)
  • La famija de la cantante (1908)
Inediti e non rappresentati[modifica | modifica sorgente]
  • Er pizzardone avvelito
  • 'Na dichiarazione d'amore pe' li Monti
  • Fanatica pe' li romanzi
  • Essere o non essere
  • Elettori influenti
  • Doppo er 20 settembre

Riduzioni e traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Li carbonari (1886, dal francese)
  • Maria la grevetta, (1886, dal francese)
  • La consegna è di russare (1908)
  • Mastro Nino (1908, dallo spagnolo)
  • Giulio Cèsere (riduzione-parodia da Shakespeare, rimasta incompiuta al III atto)
Studi su Zanazzo[modifica | modifica sorgente]

Le voci di Roma, omaggio a Giggi Zanazzo (Atti del convegno del 2010), Roma, il Cubo, 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. la scheda di autorità su Zanazzo dell'OPAC nazionale.
  2. ^ La maschera di Pippetto, creata da Zanazzo, incarnava un romano raffinato, tappo e vanesio, che vestiva attillato e con un buffo cappello e, da bravo spaccamonti, pretendeva di essere rispettato come un gigante. Il personaggio entrò nella cultura popolare e i romani diedero poi il soprannome di Pippetto a Vittorio Emanuele III.
  3. ^ L'alternarsi delle denominazioni era dovuto a questioni di copyright, un problema che sarebbe tornato a incomodare Zanazzo in altre occasioni.
  4. ^ L'"Abate Luigi" è una delle sei statue parlanti di Roma, insieme con Pasquino, Marforio, il Babuino, Madama Lucrezia e il Facchino. La staua, raffigurante un magistrato o oratore romano di tarda età imperiale, scambiato dal popolino per un abate, è attualmente posta sul muro esterno della chiesa di Sant'Andrea della Valle, lato piazza Vidoni. Fonte: Italo De Tuddo, Roma quarto giorno, Capitolo IV, pag. 95 e seg. Libreria Frattina Editrice, Roma, 1967.
  5. ^ Su cui vd. R. Ugolini, Per una storia dell'amministrazione centrale. Il Ministero della Pubblica istruzione 1859-1881, Roma, Edizioni dell’Ateneo & Bizzarri, 1979.
  6. ^ Scultore (Napoli 1882 - Roma 1930) attivo prevalentemente a Roma. Per una scheda biografica e delle opere si veda Amleto Cataldi, un grande scultore dimenticato del primo Novecento italiano.
  7. ^ Al centro, sotto il busto, appare la dedica: "Al poeta Giggi Zanazzo / che dell'anima popolare romana / seppe esprimere il riso e la tenerezza / con accenti d'arte non perituri / i concittadini memori / XXXI GENNAIO MCMXXIX XVII E.F.". Sul lato sinistro: "Nacque in questa casa il XXXI di gennaio MDCCCLX".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Orioli (a cura di), Poesie romanesche di Giggi Zanazzo, Roma, Avanzini e Torraca Editori, 1968, 3 volumi.
  • Renato Merlino, Il Teatro Rossini dalle origini a oggi, Roma, Sovera, 2000.
  • Giovanni Orioli, La poesia di Giggi Zanazzo, in "Capitolium" novembre 1960.
  • Giulio Vaccaro, Nun c'è lingua come la romana. Voci dell'antico dialetto romanesco in Giggi Zanazzo, Roma, il cubo, 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 120698406 SBN: IT\ICCU\CFIV\043343