Formaggi sardi

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Forme di Pecorino sardo

I formaggi sono una delle specialità gastronomiche della Sardegna e la loro elaborazione si deve alla sua antica tradizione pastorale.

L'Isola attualmente offre la più vasta produzione di formaggi pecorini d'Europa. Sono esportati ed apprezzati in molti mercati, soprattutto in Nord America. Il prodotto è talvolta soggetto a pirateria alimentare e alcuni formaggi, specialmente nelle Americhe, vengono surrettiziamente venduti con il nome di Sardo cheese, ma a volte sono formaggi che non hanno mai visto l'Isola.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Sin da tempi remoti la Sardegna è stata terra di pastorizia. I sardi nuragici erano, oltre che guerrieri, allevatori e di conseguenza produttori di formaggi. In epoca romana poi i formaggi sardi arricchivano le tavole dei senatori e dei patrizi romani. Durante il periodo dei quattro regni dall'Isola ne venivano esportate diverse varietà tra le quali il Sardesco, il formaggio di Torres, il formaggio bianco di Arborea, il formaggio di Gallura. Sul mercato di Genova i dazi per l'importazione del formaggio di Torres era di tre soldi e mezzo, superiore a quella del formaggio Paramensis (ossia di Parma).[1]

Altrettanto conosciuti ed apprezzati lo furono in epoca sabauda dove le casse reali riscuotevano cospicue somme provenienti dalle gabelle pagate dai commercianti che esportavano formaggi verso Marsiglia, Napoli, Livorno, Genova. Nella seconda metà dell'Ottocento iniziarono le esportazioni verso il mercato americano del Pecorino romano oramai prodotto direttamente in Sardegna, comportando la crescita del numero degli ovini che passarono da circa 850 000 capi del 1881 a oltre 2 milioni di capi nel 1918.[1]

Pecora di razza sarda[modifica | modifica sorgente]

I formaggi ovini sardi sono ottenuti dal latte di una razza autoctona di pecora le cui origini sono antichissime: la razza sarda. È allevata in modo estensivo oltre che in Sardegna, anche in diverse regioni della Penisola tra le quali il Lazio, la Toscana, l'Umbria, le Marche.

Una delle sue principali caratteristiche e quella di avere una elevata produzione di latte che può arrivare fino a 300 litri all'anno. Nonostante sia ad attitudine lattifera, la sua carne è molto richiesta e apprezzata sul mercato, soprattutto l'agnello tra gli 8 e i 10 kg di peso. Marginale è invece la produzione della lana che risulta di qualità grossolana, adatta per tappeti e materassi.[2]

Pecorino sardo

I formaggi DOP[modifica | modifica sorgente]

In Sardegna, secondo i disciplinari di produzione, si possono produrre tre D.O.P. (Denominazione di origine protetta): il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo e il Fiore Sardo, quest'ultimo tipico della zona di Gavoi.

Per tradizione sono prodotti con latte intero crudo di sola pecora, ma in tempi recenti la produzione è stata modificata per accogliere anche quote di latte vaccino e caprino, con cui si sono aperte nuove linee di mercato.

Lista dei principali formaggi sardi[modifica | modifica sorgente]

  • Biancospino (Caprino)
  • Bonassai (Ovino)
  • Brotzu (Brocciu) (Ovino)
  • Caciotta Sarda (Ovino)
  • Cagliu (Caprino)
  • Calcagno (Ovino)
  • Casu Conzeddu (bovino)
  • Casu de cabreddu (Caprino)
  • Caprino (pasta cruda) (Caprino)
  • Casizolu (Vaccino)
  • Casizolu di pecora (Pirittas) (Ovino)
  • Casu Friscu (Formaggio fresco) (Caprino)
  • Casu spiattatu (Vaccino)
  • Dolce sardo (Vaccino)
  • Frue (ovino)
  • Fiore Sardo (DOP dal 28/11/1984) (Ovino)
  • Formaggio di colostro ovino (Ovino)
  • Fresa (Vaccino)
  • Gioddu (Ovino)
  • Ircano (Caprino)
  • Pischedda (Ovino)
  • Pecorino di Osilo (Ovino)
  • Pecorino Romano (DOP dal 30/10/1955) (Ovino)
  • Pecorino Sardo (DOP dal 04/11/1991) (Ovino)
  • Pirittas (Vaccino)
  • Provolone Sardo (Vaccino)
  • Ricotta gentile (Ovino)
  • Ricotta moliterna (Ovino)
  • Ricotta mustia (Ovino)
  • Ricotta salata (Ovino)
  • Semicotto Caprino (Caprino)
  • Semicotto Ovino (Ovino)

Cagliu[modifica | modifica sorgente]

Il Cagliu è un formaggio caprino dal sapore molto intenso, piccante e particolare, ottenuto dal rumine di un capretto pieno di latte materno, essiccato dopo la macellazione e solitamente affumicato, è tipico dell'Ogliastra anche se oggi è possibile trovarlo un po' in tutta l'Isola; a seconda delle zone può essere chiamato anche callu, calgiu, cagiu. Dopo la macellazione, al capretto viene asportato il rumine, che, dopo essere stato aperto e lavato, viene riempito di latte materno, che grazie agli enzimi presenti nella parete del rumine, si coagula, dando forma a questo particolare formaggio.

Formaggi Caprini Sardi[modifica | modifica sorgente]

In Sardegna sono presenti circa 500.000 capi di capre, che producono un latte molto particolare, in quanto gli stessi animali si cibano allo stato brado. I formaggi caprini sardi, sono in forte crescita negli ultimi anni, in quanto la loro qualità e genuinità, viene sempre più apprezzata e riconosciuta a livello internazionale.

Casu Marzu o hasu muhidu - Dopo un po' di tempo dall'inizio del processo di maturazione, le larve scompaiono

Casu marzu[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casu marzu.

Uno dei prodotti che desta tanta curiosità, a causa del suo particolare processo di formazione, è il cosiddetto hasu muhidu o formaggio marcio, conosciuto anche come casu muchidu, casu frazigu, casu fatu, casu cundìdu, casu modde, casu becciu, casu fatitu, casu gumpagadu. Viene prodotto familiarmente, in modo naturale, tramite la Piophila casei, un insetto dalle cui uova, deposte all'interno della forma di pecorino, nascono centinaia di larve che traggono nutrimento dalla forma di formaggio stessa, cibandosene e sviluppandosi in essa, proteolizzando il contenuto proteico del formaggio, e modificandone il sapore, conferendole un gusto molto intenso [3] . Anni fa alcuni allevatori per poter produrre questo prodotto legalmente e con le adeguate garanzie igieniche, hanno incaricato l'istituto di Entomologia agraria di Sassari di realizzare un allevamento di Piophila casei in ambiente controllato, per poter ottenere il pieno controllo dell'intero processo produttivo.[4], per tutelarne la denominazione d'origine e salvaguardarlo dalla pirateria alimentare [5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Massimiliano Venusti, Formaggi di Sardegna in www.sardegnadigitallibrary.it. URL consultato il 6 maggio 2011.
  2. ^ Salvatore Casu, Allevamento ovino da latte in Sardegna: situazione attuale e possibilità di evoluzione in www.ressources.ciheam.org. URL consultato il 6 maggio 2011.
  3. ^ Sardegna Agricoltura Laore, Casu frazigu (PDF) in sardegnaagricoltura.it, Laore.Regione Sardegna. URL consultato il 6 maggio 2011.
  4. ^ Emanuele Dessì, Casu marzu, vermi col bollino. Il formaggio marcio in lizza per il marchio Dop in www.regione.sarda.it, UnioneSarda, 9 agosto 2005. URL consultato il 06 maggio 2011.
  5. ^ Sardegna Industriale, Una tutela per i prodotti regionali in www.sardegnaindustriale.it, Sardegna.it. URL consultato il 30 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimiliano Venusti, Antonio Cossu - L'arte casearia in Anglona tra storia e attualità - ERSAT, Cagliari, 2001. (In formato PDF).
  • Antonio Pirisi, Tiziana Cubeddu - "I formaggi della Sardegna - Viaggio tra i formaggi, le tradizioni e la cultura casearia dell'Isola" Anfosc, Potenza, 2004 - pagine: 158 con illustrazioni

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]