Casu frazigu

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Casu frazigu
Pecorino sardo colonizzato dalle larve.
Pecorino sardo colonizzato dalle larve.
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Sardegna
Zona di produzione tutto il territorio regionale
Dettagli
Categoria formaggio
Riconoscimento P.A.T.
Settore Formaggi
 

Il casu fràzigu[1] è un prodotto alimentare della Sardegna caratterizzato dal suo particolare processo di formazione: si tratta di formaggio pecorino o meglio caprino colonizzato dalle larve della mosca del formaggio che per tale motivo è conosciuta come mosca casearia (Piophila casei). È conosciuto anche come casu martzu, casu modde, casu becciu, casu fattittu, casu giampagadu, cassu 'attu, casu cundítu, (i nomi si differenziano a secondo delle regioni storiche dell'Isola).[1] Viene prodotto anche in Corsica, dove è conosciuto come casgiu merzu.[2]

Come si ottiene[modifica | modifica wikitesto]

Familiarmente viene ancora ottenuto in modo naturale tramite la Piophila casei (conosciuta anche come mosca casearia), un insetto dalle cui uova, deposte sulla forma di pecorino, nascono larve che traggono nutrimento cibandosi della forma stessa e sviluppandosi al suo interno[1]. Il periodo di produzione è quello primaverile ed estivo, ma si può protrarre sino ad autunno inoltrato. Durante la fase di produzione del formaggio, solitamente si utilizzano alcuni accorgimenti atti a creare condizioni favorevoli per la riproduzione della Phiophila casei, come quello di ridurre i tempi della salamoia oppure di fare dei piccoli buchi colmati poi di olio con il duplice obiettivo di ammorbidire la crosta e di attirare l'insetto[1].

Altro accorgimento è quello di limitare il rivoltamento delle forme di pecorino, che vengono poste in locali aperti proprio per essere attaccate (punte) dall'insetto che depone le sue uova. Dopo la schiusa le larve trasformano con i loro enzimi la pasta casearia del pecorino in una morbida crema. Il periodo di maturazione dura da tre a sei mesi. Quando il formaggio è maturo e le larve sono notevolmente diminuite di numero, la forma viene aperta togliendo la parte superiore (su tappu). L'interno della forma si presenta composto da una crema omogenea di colore giallastro e dal sapore molto particolare e pungente.[1]

Metamorfosi delle larve[modifica | modifica wikitesto]

Si possono osservare quattro fasi nel processo di metamorfosi:

  • La deposizione delle uova da parte della mosca casearia.
  • Sviluppo della larva che si ciberà del formaggio.
  • Stadio di pupa.
  • Sfarfallamento del moscerino.

Una volta spuntate le ali e diventati moscerini, il tempo a disposizione per deporre le uova è molto limitato: prima di morire dovranno trovare un'altra forma di formaggio sul quale deporre le uova, dalle quali poi si schiuderà la nuova generazione di larve. Nei caseifici di tutto il mondo, queste larve sono ben conosciute e temute in quanto attaccano tutti i tipi di formaggio. Intere partite di formaggio possono venire contaminate irrimediabilmente e a quel punto non resta che distruggere parte della produzione del caseificio, provvedendo poi alla disinfestazione dei locali.

Le ricerche nei laboratori[modifica | modifica wikitesto]

Le norme tecniche emanate dall'Unione Europea non ne consentono più la produzione ed è proibita dalla legge la commercializzazione, perché in contrasto con le norme igieniche e sanitarie stabilite in sede comunitaria.

Per poter salvaguardare questo prodotto la regione Sardegna lo ha inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani: tale riconoscimento certifica che la produzione è codificata da oltre 25 anni così da poter richiedere una deroga rispetto alle normali norme igienico-sanitarie.

Nel 2005 alcuni allevatori sardi in collaborazione con la facoltà di Veterinaria dell'Università di Sassari, per poter produrre questo formaggio legalmente e con le adeguate garanzie igieniche, hanno incaricato l'istituto di Entomologia agraria di Sassari di realizzare un allevamento di Piophila casei in ambiente controllato, per poter ottenere il pieno controllo dell'intero processo produttivo[3].

Tutela del prodotto[modifica | modifica wikitesto]

Il Casu fràzigu è inserito all'interno della banca dati dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Rientra tra quelli che la Regione Sardegna vuole proteggere ed è stato richiesto all'Unione Europea il marchio DOP per tutelarne la denominazione d'origine Casu Martzu e salvaguardarlo dalla pirateria alimentare[4].

Formaggi simili in Italia e nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Formaggi con larve (o acari) o contenenti le deiezioni di queste ultime sono presenti non solo in Italia ma anche su territorio extranazionale. In particolare, sono presenti sul mercato europeo:

  • il formaggio tedesco Milbenkäse, prodotto non con delle larve ma con degli acari (Tyroglyphus L. casei)[5]
  • la mimolette francese dove invece l'acaro è di un'altra specie (Acarus siro) o Ciron ed agisce principalmente sulla crosta dandogli un particolare aspetto bucherellato.

In Italia sono presenti altre varietà meno note ma che ripropongono tutte lo stesso procedimento biologico di costituzione del formaggio sardo come:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Sardegna Agricoltura Laore, Casu frazigu (PDF) in sardegnaagricoltura.it, Laore.Regione Sardegna. URL consultato il 30 aprile 2011.
  2. ^ Fromage corse: le Sartenais
  3. ^ Emanuele Dessì, Casu marzu, vermi col bollino. Il formaggio marcio in lizza per il marchio Dop in www.regione.sarda.it, UnioneSarda, 9 agosto 2005. URL consultato il 30 aprile 2011.
  4. ^ Sardegna Industriale, Una tutela per i prodotti regionali in www.sardegnaindustriale.it, Sardegna.it. URL consultato il 30 aprile 2011.
  5. ^ (DE) Würchwitzer Milbenkäse. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  6. ^ Prodotti tipici, Pecorino marcetto (PDF) in www.prodottitipici.com, prodottitipici.com. URL consultato il 30 aprile 2011.
  7. ^ Prodotti tipici, Formaggio saltarello (PDF) in www.prodottitipici.com, prodottitipici.com. URL consultato il 30 aprile 2011.
  8. ^ Prodotti tipici, Robiola, furmai nis (PDF) in www.prodottitipici.com, prodottitipici.com. URL consultato il 30 aprile 2011.
  9. ^ Casu du quagghiu in www.formaggio.it. URL consultato il 30 aprile 2011.
  10. ^ Comuni italiani Enogastronomia, Cacie' punt in www.comuni-italiani.it. URL consultato il 30 aprile 2011.
  11. ^ azienda agricola La Montaldina, Bruss ch'a marcia. URL consultato il 20 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Formaggi italiani
Formaggi della Campania
Formaggi della Lombardia
Formaggi del Piemonte