Edward Bulwer-Lytton

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Edward George Earle Bulwer-Lytton

Edward George Earle Bulwer-Lytton, primo barone Lytton (25 maggio 180318 gennaio 1873), è stato uno scrittore, drammaturgo e politico britannico. Personaggio molto popolare al suo tempo, coniò alcune espressioni che sono rimaste nell'uso comune, come "la penna è più potente della spada" e il celeberrimo "era una notte buia e tempestosa".

Vita e opere[modifica | modifica sorgente]

Edward Bulwer-Lytton

Edward era il figlio minore del generale William Earle Bulwer di Heydon Hall e Wood Dalling e di Elizabeth Barbara Lytton, figlia di Richard Warburton Lytton di Knebworth, nell'Hertfordshire; dei suoi due fratelli, William intraprese la carriera militare ed il maggiore Henry, futuro Lord Dalling, fu anch'egli politico, drammaturgo e romanziere. Suo figlio Robert fu viceré dell'India dal 1876 al 1880.

Il padre morì quando Edward aveva quattro anni e la sua famiglia si trasferì a Londra: il bambino si dimostrò subito molto cagionevole di nervi, ma altrettanto precoce. All'età di quindici anni, su esortazione di un istitutore pubblicò la sua prima opera, Ishmael and other Poems. Nel 1822 entrò al Trinity College di Cambridge ma presto si trasferì al Trinity Hall, dove nel 1825 vinse il premio Chancellor per la poesia. Nell'anno successivo si laureò e pubblicò un altro piccolo volume di poesie, Weeds and Wild Flowers. Nel 1827 sposò, contro il volere della madre, la scrittrice Rosina Doyle Wheeler: dopo il matrimonio gli venne così tolta ogni rendita ed Edward si trovò in seri problemi economici. I suoi impegni in letteratura ed in politica per guadagnare un sostentamento per la famiglia minarono il rapporto con la moglie, e si separarono nel 1836: tre anni dopo, pubblicò un romanzo dal titolo Cheveley, or the Man of Honour, in cui veniva fatta una feroce caricatura di Rosina. Nel giugno 1858, durante la sua candidatura al parlamento per l'Hertfordshire, la moglie fece una comparsa in aula e lo denunciò pubblicamente: venne rinchiusa per squilibrio mentale ma rilasciata qualche settimana dopo, come scrisse successivamente nel suo A Blighted Life.

Nel 1828, pubblicò Pelham, uno studio sul fenomeno dei dandy. Nel 1833 aveva già raggiunto l'apice della sua popolarità con Godolphin, seguito da The Pilgrims of the Rhine (1834), Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii, 1834, per cui coniò il nome Nydia)[1], Rienzi (1835)[2] e Harold: Last of the Saxon Kings (1848).

The Last Days of Pompei gli venne ispirato da un dipinto del russo Karl Briullov, che Bulwer-Lytton ebbe modo di ammirare a Milano nel 1833. È probabile che Pelham sia invece stato ispirato dal romanzo Vivian Grey di Benjamin Disraeli, col cui padre, Isaac D'Israeli, rimase a lungo in corrispondenza. Nel 1842 pubblicò Zanoni, un romanzo d'amore con una forte componente esoterica.

Scrisse numerose altre opere, tra cui La razza ventura (The Coming Race, 1871)[3][4], che risentì profondamente dei suoi interessi per l'occulto[5] e che contribuì alla nascita della fantascienza e del filone dei "mondi perduti". È opinione comune che l'opera abbia contribuito a creare l'immaginario misticheggiante del nazismo, oltre ad aver probabilmente influenzato La macchina del tempo di Herbert George Wells per la sua tematica di una razza sotterranea che attende di conquistare il proprio posto al sole.

Nel 1837 venne pubblicata un'altra famosa opera a soggetto storico: Athens: Its Rise and Fall.[6]

Opere[modifica | modifica sorgente]

(elenco parziale)

  • Ishmael and other Poems
  • Weeds and Wild Flowers (1826)
  • Pelham (1828)
  • Paul Clifford (1830)
  • Godolphin (1833)
  • The Pilgrims of the Rhine (1834)
  • Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii, 1834)
  • Rienzi (1835)
  • Athens: Its Rise and Fall (1837)
  • Cheveley, or the Man of Honour (1839)
  • Zanoni (Zanoni, 1842)
  • L'ultimo de' baroni (1843)
  • Harold: Last of the Saxon Kings (1848)
  • La razza dell'avvenire (anche La razza futura, La razza ventura[4] o La razza che verrà[7]) (The Coming Race, 1871)[3]
  • A Blighted Life

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Romanzo al quale si ispirarono (almeno nel titolo) ben 7 film dal 1908 al 1959.
  2. ^ Ispirato alla figura di Cola di Rienzo, da cui Wagner trasse nel 1842 il suo Rienzi.
  3. ^ a b Vril, The Power of the Coming Race in Progetto Gutenberg. di sir Edward Bulwer-Lytton (1871)
  4. ^ a b Edward Bulwer-Lytton, La razza ventura, Edizioni Arktos, Carmagnola, Torino 2006 (prima: 1980). A cura di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. Prima edizione italiana: La razza futura, Treves, Milano, 1898.
  5. ^ La razza ventura | Lankelot
  6. ^ Bryn Mawr Classical Review 2005.04.02
  7. ^ Reggio Emilia, Miraviglia editore, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia italiana di Edward Bulwer-Lytton in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

Controllo di autorità VIAF: 99871326 LCCN: n79032869