Counting Crows

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Counting Crows
La band in concerto nel 2008
La band in concerto nel 2008
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Alternative rock
Periodo di attività 1991in attività
Etichetta Geffen Records
Cooking Vinyl
Album pubblicati 12
Studio 6
Live 5
Raccolte 1
Sito web

I Counting Crows sono un gruppo musicale statunitense formatosi a San Francisco nel 1991. Sono tra i gruppi che ha riportato in auge il rock americano classico caratteristico di gruppi degli anni sessanta come Creedence Clearwater Revival, The Band o Little Feat, conosciuto anche come roots rock rinnovato dal gruppo grazie alla lezione dei R.E.M..[1][2][3]

La popolarità della band ha avuto inizio nel 1993, anno dell'uscita del singolo Mr. Jones, presente, poi, nell'album d'esordio August and Everything After.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I Counting Crows nacquero a San Francisco, in California, ad opera del cantante, Adam Duritz, e del chitarrista, David Bryson, che facevano parte, entrambi, della band The Himalayans. Inizialmente, infatti, si trattò di un duo acustico. Il pezzo Round Here, degli Himalayans è stato, infatti, pubblicato dalla nuova band, nell'album d'esordio.

Il loro genere malinconico fece breccia nei giovani della Generazione X che cercavano un'alternativa alle chitarre "cattive" della scena musicale rock di Seattle.[1] La band, perciò, fu formata da musicisti locali e, poi, scritturata dalla Geffen Records.

Il primo album, August and Everything After, realizzato nel 1993 con l'aiuto di T-Bone Burnett, fu un grande successo anche grazie al singolo Mr. Jones, ispirato al padre di un amico d'infanzia di Adam, il bassista degli Himalayans Marty Jones. L'album è considerato tra i migliori album alternative rock degli anni novanta.[1]

Lo stile del gruppo si caratterizza dallo stile personale cantante Adam Duritz, molto spesso paragonato a quello di Van Morrison dal organo gospel di Charlie Gillingham e dai contrappunti chitarristici.[2] I testi delle canzoni, quasi tutti scritti da Duritz narrano, perlopiù, di vita quotidiana ambientati nella provincia americana.

Il secondo album, Recovering the Satellites del 1996, più riflessivo,[4] non riesce ad avere il successo dell'esordio malgrado il singolo A Long December. Anche il terzo This Desert Life fallisce nel tentativo di riportarli alla ribalta [2] anche se apprezzato da una certa parte della critica.[5]

Il quarto, Hard Candy, di tre anni più tardi contiene un paio di brani, del loro classico stile, come la title track e American Girls.[2]

Nel 2004 hanno collaborato con i BLØF per il singolo Holiday in Spain, di gran successo in Belgio e Paesi Bassi.[6]

Nel 2005 sono stati candidati all'Oscar per la canzone Accidentally in Love, inclusa nella colonna sonora di Shrek 2.

Saturday Nights & Sunday Mornings del 2008, album intriso di tradizione, riporta il suono del gruppo agli esordi di August.[7]

Nel 2011 hanno pubblicato l'album August and Everything After: Live at Town Hall, composto esclusivamente dai brani del loro primo album August and Everything After suonati dal vivo in concerto tutto esaurito al Town Hall di New York nella stessa scaletta dell'album tranne per Raining in Baltimore riproposta in medley con l'iniziale Round Here. Ne è stata pubblicata anche una versione in DVD, primo video ufficiale del gruppo.

Nel 2012 il gruppo pubblica un nuovo lavoro, Underwater Sunshine (Or What We Did on Our Summer Vacation).

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex membri[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • Mr. Jones (August And Everything After, 1993)
  • Round Here (August And Everything After, 1994)
  • Einstein On The Beach (For An Eggman) (DGC Rarities Volume 1, 1994)
  • Rain King (August And Everything After, 1995)
  • A Murder Of One (August And Everything After, 1995)
  • Angels of the Silences (Recovering The Satellites, 1996)
  • Daylight Fading (Recovering The Satellites, 1997)
  • A Long December (Recovering The Satellites, 1997)
  • Hanginaround (This Desert Life, 1999)
  • Mrs. Potter's Lullaby (This Desert Life, 2000)
  • All My Friends (This Desert Life, 2000)
  • American Girls (Hard Candy, 2002)
  • Miami (Hard Candy, 2002)
  • Big Yellow Taxi (Hard Candy, 2003)
  • If I Could Give All My Love (Richard Manuel Is Dead) (Hard Candy, 2003)
  • She Don't Want Nobody Near (Films About Ghosts (The Best Of...), 2004)
  • Accidentally in Love (2004)
  • You Can't Count On Me (Saturday Nights & Sunday Mornings, 2008)

Apparizioni in compilation[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Counting Crows - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  2. ^ a b c d http://www.scaruffi.com/vol5/counting.html
  3. ^ Counting Crows | Music Biography, Credits and Discography | AllMusic
  4. ^ Recovering the Satellites - Counting Crows | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  5. ^ This Desert Life - Counting Crows | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  6. ^ Holiday in Spain su dutchcharts.nl. URL consultato il 6 febbraio 2010.
  7. ^ Counting Crows - Saturday Nights & Sunday Mornings :: Le recensioni di OndaRock

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