Counting Crows

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Counting Crows
La band in concerto nel 2008
La band in concerto nel 2008
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Alternative rock
Periodo di attività 1991 – in attività
Etichetta Geffen Records
Cooking Vinyl
Album pubblicati 12
Studio 6
Live 5
Raccolte 1
Sito web

I Counting Crows è una rock band statunitense formata nel 1991 a Berkeley in California. La band è composta da Adam Duritz (voce, piano), David Bryson (chitarra), Charlie Gillingham (tastiera, fisarmonica cromatica), Dan Vickrey (chitarra), David Immerglück (chitarra, banjo, mandolino), Jim Bogios (batteria) e Millard Powers (basso).

I Counting Crows hanno guadagnato la notorietà in seguito all'uscita del loro album d'esordio, August and Everything After (1994), che include la hit Mr. Jones. Hanno venduto più di 20 milioni di dischi in tutto il mondo e ricevuto una nomination al premio Oscar per la canzone Accidentally in Love, inclusa nel film Shrek 2.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origine del nome della Band[modifica | modifica sorgente]

Il cantante Adam Duritz e il chitarrista David Bryson iniziarono a suonare insieme nelle caffeterie di San Francisco in California, sotto il nome di Counting Crows. Il nome è preso da One for Sorrow, una filastrocca britannica sulla superstizione di contare le gazze, un uccello della famiglia dei corvi. Duritz sentì la filastrocca nel film Signs of Life, in cui recitava Mary-Louise Parker, amica dello stesso Duritz. Avendo un piccolo seguito nella Bay Area e avendo deciso di espandere la band, Duritz e Bryson mantennero il nome anche con l'aggiunta di nuovi membri.

La versione più comune della filastrocca è:

One for sorrow,
Two for joy,
Three for a girl,
Four for a boy,
Five for silver,
Six for gold,
Seven for a secret never to be told.

La filastrocca è citata nel terzo verso della canzone "A Murder of One" ("Well I dreamt I saw you walking up a hillside in the snow/Casting shadows on the winter sky as you stood there/counting crows...") nell'album d'esordio August and Everything After.

I Counting Crows nacquero a San Francisco, in California, ad opera del cantante, Adam Duritz, e del chitarrista, David Bryson, che facevano parte, entrambi, della band The Himalayans. Inizialmente, infatti, si trattò di un duo acustico. Il pezzo Round Here, degli Himalayans è stato, infatti, pubblicato dalla nuova band, nell'album d'esordio.

Il loro genere malinconico fece breccia nei giovani della Generazione X che cercavano un'alternativa alle chitarre "cattive" della scena musicale rock di Seattle.[1] La band, perciò, fu formata da musicisti locali e, poi, scritturata dalla Geffen Records.

Il primo album, August and Everything After, realizzato nel 1993 con l'aiuto di T-Bone Burnett, fu un grande successo anche grazie al singolo Mr. Jones, ispirato al padre di un amico d'infanzia di Adam, il bassista degli Himalayans Marty Jones. L'album è considerato tra i migliori album alternative rock degli anni novanta.[1]

Lo stile del gruppo si caratterizza dallo stile personale cantante Adam Duritz, molto spesso paragonato a quello di Van Morrison dal organo gospel di Charlie Gillingham e dai contrappunti chitarristici.[2] I testi delle canzoni, quasi tutti scritti da Duritz narrano, perlopiù, di vita quotidiana ambientati nella provincia americana.

Il secondo album, Recovering the Satellites del 1996, più riflessivo,[3] non riesce ad avere il successo dell'esordio malgrado il singolo A Long December. Anche il terzo This Desert Life fallisce nel tentativo di riportarli alla ribalta [2] anche se apprezzato da una certa parte della critica.[4]

Il quarto, Hard Candy, di tre anni più tardi contiene un paio di brani, del loro classico stile, come la title track e American Girls.[2]

Nel 2004 hanno collaborato con i BLØF per il singolo Holiday in Spain, di gran successo in Belgio e Paesi Bassi.[5]

Nel 2005 sono stati candidati all'Oscar per la canzone Accidentally in Love, inclusa nella colonna sonora di Shrek 2.

Saturday Nights & Sunday Mornings del 2008, album intriso di tradizione, riporta il suono del gruppo agli esordi di August.[6]

Nel 2011 hanno pubblicato l'album August and Everything After: Live at Town Hall, composto esclusivamente dai brani del loro primo album August and Everything After suonati dal vivo in concerto tutto esaurito al Town Hall di New York nella stessa scaletta dell'album tranne per Raining in Baltimore riproposta in medley con l'iniziale Round Here. Ne è stata pubblicata anche una versione in DVD, primo video ufficiale del gruppo.

Nel 2012 il gruppo pubblica un nuovo lavoro, Underwater Sunshine (Or What We Did on Our Summer Vacation).

Nell'estate 2013 iniziano la scrittura di materiale per il nuovo album, Somewhere Under Wonderland. In agosto, Duritz, Powers, Vickrey e Immerglück si sono riuniti a New York per dieci giorni durante la quale hanno composto sei canzoni inedite. La band ha inziato a registrare in studio nei primi di dicembre e ha finito a gennaio 2014. Il gruppo ha firmato un contratto con la Capitol Records per la distribuzione dell'album la cui uscita è prevista per l'autunno 2014. L'8 luglio 2014 è uscito il singolo Palisades Park.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex membri[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • Mr. Jones (August And Everything After, 1993)
  • Round Here (August And Everything After, 1994)
  • Einstein On The Beach (For An Eggman) (DGC Rarities Volume 1, 1994)
  • Rain King (August And Everything After, 1995)
  • A Murder Of One (August And Everything After, 1995)
  • Angels of the Silences (Recovering The Satellites, 1996)
  • Daylight Fading (Recovering The Satellites, 1997)
  • A Long December (Recovering The Satellites, 1997)
  • Hanginaround (This Desert Life, 1999)
  • Mrs. Potter's Lullaby (This Desert Life, 2000)
  • All My Friends (This Desert Life, 2000)
  • American Girls (Hard Candy, 2002)
  • Miami (Hard Candy, 2002)
  • Big Yellow Taxi (Hard Candy, 2003)
  • If I Could Give All My Love (Richard Manuel Is Dead) (Hard Candy, 2003)
  • She Don't Want Nobody Near (Films About Ghosts (The Best Of...), 2004)
  • Accidentally in Love (2004)
  • You Can't Count On Me (Saturday Nights & Sunday Mornings, 2008)

Apparizioni in compilation[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  3. ^ Recovering the Satellites - Counting Crows | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  4. ^ This Desert Life - Counting Crows | Songs, Reviews, Credits, Awards | AllMusic
  5. ^ Holiday in Spain su dutchcharts.nl. URL consultato il 6 febbraio 2010.
  6. ^ Counting Crows - Saturday Nights & Sunday Mornings :: Le recensioni di OndaRock

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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