Creedence Clearwater Revival

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Creedence Clearwater Revival
Da sinistra Tom Fogerty, Doug Clifford, Stu Cook e John Fogerty (1968)
Da sinistra Tom Fogerty, Doug Clifford, Stu Cook e John Fogerty (1968)
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock and roll
Country rock
Blues rock
Swamp rock
Southern rock
Periodo di attività 1967-1972
Album pubblicati 23
Studio 7
Live 2
Raccolte 14
Sito web

I Creedence Clearwater Revival sono stati un gruppo rock statunitense, attivo dal 1967 al 1972. La band era composta dal cantante, chitarrista e principale compositore John Fogerty, dal fratello chitarrista ritmico Tom Fogerty, dal bassista Stu Cook e dal batterista Doug Clifford. Il loro stile musicale era influenzato dal country, dal blues e dal rock 'n roll e veniva definito swamp rock anche se per l'iconografia del sud presente nei loro testi vengono spesso inquadrati nel sottogenere southern rock.

La band ha venduto 26 milioni di album negli Stati Uniti ed è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1993[1], sono stati classificati alla posizione numero 82 su Rolling Stone nella top 100 dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

1959-1964: The Blue Velvets[modifica | modifica wikitesto]

Prima della loro esplosione, avvenuta alla fine degli anni sessanta, i californiani Creedence Clearwater Revival o, più semplicemente, Creedence o CCR, erano un trio di blues-revival chiamato The Blue Velvets formatosi a El Cerrito, nei pressi di San Francisco composto dai tre compagni di scuola della classe 1945: John Fogerty (chitarrista), Stu Cook (al pianoforte), Doug Clifford (batterista). Questo terzetto per il primissimo periodo ebbe un carattere prettamente strumentale. Solo all’inizio degli anni sessanta, infatti, ai tre componenti si aggiunse la voce Tom Fogerty, fratello maggiore di quattro anni di John e già idolo locale per le sue esperienze come cantante in varie band della San Francisco Bay.

Nella prima metà degli anni sessanta, The Blue Velvets avevano pubblicato alcuni brani per la Oakland Orchestra Records, ma non avevano raggiunto risultati di mercato particolarmente incoraggianti. Fu in seguito a quest'esperienza che i quattro ragazzi variarono leggermente la formazione, affiancando alla chitarra solista di John Fogerty una seconda chitarra (suonata dal fratello Tommy) e spostando Stuart 'Stu' Cook dal pianoforte al basso. La ricerca di un nuovo sound era appena cominciata.

1964-1967: The Golliwogs e la Fantasy Records[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964, sotto il nome di The Visions, cominciò la loro nuova collaborazione con la Fantasy Records di San Francisco, che in quel periodo, aveva appena lanciato sulla scena nazionale il jazzista californiano Vince Guaraldi. Al momento di pubblicare i primi singoli, però, il nome della band venne mutato in The Golliwogs, con riferimento a Golliwogg, il pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Dei sette singoli realizzati dalla band in questi anni, si segnalò Brown-eyed Girl, discreta prova R&B intrisa di un sound piuttosto roots. Fu in questo periodo che a prendere le redini del gruppo fu il minore dei Fogerty, che cominciò a scrivere tutti i brani e a divenire la vera anima del gruppo, che, così, mutò profondamente i suoi piani di ricerca musicale.

1968: Creedence Clearwater Revival[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1967, The Golliwogs cambiarono definitivamente nome in Creedence Clearwater Revival, e alla metà dell’anno successivo, pubblicarono il loro primo album, dal titolo omonimo. Il disco (500.000 copie vendute) non smentiva il profilo blues-revival di cui i quattro avevano sempre fatto un segno distintivo, tra i brani: le reinterpretazioni di I Put a Spell on You, Ninety-nine and a Half (Won’t Do) di Wilson Pickett e la celeberrima versione di Suzie Q, firmata Dale Hawkins, primo singolo della band ed interpretata con un piglio quasi “hendrixiano”. Fu incluso anche Porterville, l'ultimo singolo dei Golliwogs. L’album entrò in classifica al 52º posto.

1969: Bayou Country, Green River, Willy and the Poorboys[modifica | modifica wikitesto]

L’affrancamento dei CCR dal filone blues passò innanzitutto per Bayou Country, il loro secondo lavoro: il sound cominciò ad ammorbidirsi, tingendosi con venature profondamente country. Il brano Born on the Bayou è esemplificazione di questa nuova sensibilità di John Fogerty, autore, fino al 1970, di tutti i testi e le musiche della band (esclusi i pezzi di revival, ovviamente). Bayou Country, oltre che per il suo piazzamento al 7º posto in classifica, si ricorda soprattutto per aver dato i natali al primo grande successo della band: la hit Proud Mary, 2º in classifica, proiettata ormai sulle strade del country-rock. Dopo pochi mesi fu la volta di Green River (1º in classifica), compatto album dalla duplice natura: rock e folk. L’album piazzò due brani nella Top10, Green River e Bad Moon Rising, entrambi al 2º posto. In estate i CCR parteciparono al Woodstock Festival of Art and Culture. Furono, peraltro, i primi artisti ad esser contattati per parteciparvi. La loro performance, tuttavia, non trova spazio nel film/documentario che ricorda la tre giorni di rock più importante di quel periodo, perché ritenuta “sotto tono” dagli stessi CCR.

Alla fine del 1969, il loro anno più prolifico, arrivò anche il concept-album Willy and the Poorboys (3º in classifica e 1.000.000 di copie vendute), il primo vero disco in stile Creedence, il quale proponeva, tra le altre, le hit Down on the Corner e Fortunate Son, quest’ultima divenuta, poi, un brano fisso nel repertorio dei Pearl Jam.

1970: Cosmo’s Factory, Pendulum[modifica | modifica wikitesto]

Con tre album sfornati in meno di un anno (1.000.000 di copie vendute a testa) e una tournée europea di cui resta famoso il concerto alla Royal Albert Hall di Londra, i Creedence arrivarono alla definitiva consacrazione mondiale nel 1970, con il disco Cosmo's Factory, che piazzò sei singoli nella Top5. Cosmo’s Factory, con le sue 3.000.000 di copie vendute e con la sua 1ª posizione in classifica, fu l’album più lungo e ricco di capolavori della band, da Up Around the Bend a Who’ll Stop the Rain, alla lunga cover di I Heard It Through the Grapevine di Marvin Gaye, fino a Travelin’ Band e soprattutto alla pacifista Run Through the Jungle.

Con Pendulum, edito in dicembre, s’interruppe, stranamente, la tradizione che voleva in ogni album dei CCR almeno un brano di revival presente. In quest’album, John Fogerty esaltò la sua vena compositiva spaziando dal pop al funky e sfornando un altro classico della band, Have You Ever Seen the Rain. Per il resto, l’album fu riguardato dalla critica come un passo falso nel percorso dei Creedence, che, subito dopo la fine delle registrazioni, persero Tom (in cerca di fortuna da solista) e rimasero in silenzio fino al 1972. La band, tuttavia, rimase in auge per tutto il 1971, grazie alla pubblicazione del libro Creedence Inside e ai postumi di Cosmo's Factory.

1972: Mardi Gras[modifica | modifica wikitesto]

Il tentativo di “democraticizzare” la band, attuato da John Fogerty in quello che fu l’ultimo disco del gruppo, si basò sulla ferrea volontà di dar voce in maniera equa alla vena compositiva di tutti i componenti della band. C'è chi ha visto in questo comportamento di John, la volontà di mandare definitivamente a rotoli l'intero gruppo. Infatti, dei 10 brani che compongono il disco Mardi Gras, 3 sono scritti da ciascuno dei superstiti (che sembrarono definitivamente prosciugati nelle idee e nella brillantezza) e vi è spazio per la reinterpretazione del classico Hello Mary Lou. Mardi Gras contiene anche gli ultimi due classici della band, Someday Never Comes e Sweet Hitch-Hiker - ultima traccia del disco.

Scioglimento e postumi[modifica | modifica wikitesto]

Ad ottobre 1972, i Creedence si sciolsero. Tre anni più tardi, pubblicarono un album contenente i loro successi antecedenti al 1968. Si ricomposero solo in un’occasione: nel 1980, per la ricorrenza del matrimonio di Tom. Di tutti i componenti, solo John Fogerty sarebbe riuscito a sfondare come solista, dopo lo scioglimento.

Tom, infatti, produsse alcuni album senza particolare successo fino al 1990 (anno della sua morte avvenuta per AIDS) e formò la band dei Creedence Clearwater Revived che riproponeva i brani storici dei Creedence. A Doug e Stu si deve invece la ideazione del gruppo Creedence Clearwater Revisited, creato quasi per gioco e poi diventato molto apprezzato grazie all'album Recollection del 1998, nel quale sono stati riproposti i brani del repertorio degli anni sessanta e settanta dei Creedence. Nel 1993, i Creedence Clearwater Revival sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame.

Formazione (1967-1972)[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Pur essendo sostanzialmente una single band, i CCR furono incredibilmente "eterni secondi" nella classifica dei singoli (mai primi, 5 volte secondi, 1 volta terzi e quarti rispettivamente), piazzando, invece, due album in testa alla classifica.
  • I Creedence vantano un numero importante di brani contro la guerra del Vietnam, diventati tutti delle hit: Fortunate son da Willy and the Poorboys (14º in classifica), Run through the Jungle (2º) e Who'll stop the rain (4º) da Cosmo's Factory e, probabilmente, anche Have you ever seen the rain (8º), da Pendulum.
  • Tra i brani dei CCR, si segnalano tre pezzi strumentali: Poorboy shuffle, Side o' the road (entrambe tratte da Willy and the Poorboys) e Rude Awakening #2 (da Pendulum).
  • Durante il loro ultimo concerto tenutosi a Denver, i CCR ricevettero fischi e lanci di bottiglie.
  • Stu Cook è laureato in Giurisprudenza.
  • Il protagonista del film Il grande Lebowski, interpretato da Jeff Bridges, è un assiduo ascoltatore dei CCR.

Brani reinterpretati da altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Molti brani dei CCR (scritti da John Fogerty o facenti parte del bacino "revival") sono stati oggetto di numerose reinterpretazioni da parte di artisti e band di rilievo:

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Brani del gruppo usati in colonne sonore:

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Album Live[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

I Creedence Clearwater Revival sono citati in L'arte di correre di Haruki Murakami

In onore del gruppo è stato nominato l'asteroide 19398 Creedence scoperto il 2 marzo 1998 all'osservatorio astronomico di Sormano

The Golliwogs[modifica | modifica wikitesto]

Creedence Clearwater Revisited[modifica | modifica wikitesto]

  • 1998 - Recollection

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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