Comandante (nautica)

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Il grado di comandante è il più elevato tra gli Ufficiali nella gerarchia di bordo delle navi mercantili, il comandante è la massima autorità a bordo di una nave mercantile ovvero civile. Il comandante quale soggetto apicale di una gerarchia interna alla nave, nell' espletamento del suo mandato, non ha superiori gerarchici diretti, ma soggiace solamente alla legge posta a disciplina dell'attività della nave. Il comandante è seguito in ordine gerarchico discendente dal comandante in seconda a bordo delle navi da passeggeri di oltre 20.000 GT, e dal primo ufficiale a bordo di tutte le altre navi.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, le attività funzionali del comandante sono regolamentate dal codice della navigazione[1]. A bordo, con nave in corso di navigazione, quale "Capo della spedizione", ovvero quale "Capo della comunità viaggiante", il comandante assume funzioni di ufficiale di stato civile, di ufficiale di polizia giudiziaria, di tutore a bordo della pubblica sicurezza e di capo e responsabile della polizia di bordo[2]. In qualità di ufficiale di stato civile, quando a bordo e con nave in corso di navigazione, può redigere alcuni importanti atti di stato civile quali: l'Atto di nascita, l'Atto di morte e l'Atto di scomparizione in mare. Sempre a bordo in corso di navigazione, può ricevere un testamento ed in presenza di imminente pericolo di perdita della vita può celebrare il matrimonio.

Possono assumere il comando di una nave ed operare nel grado di comandante coloro i quali siano in possesso dei particolari requisiti, dei titoli richiesti e delle certificazioni previste dall'attuale normativa nazionale ed internazionale disciplinanti l'attività marittima.

I comandanti appartenenti o appartenuti ai Ruoli del personale di stato maggiore in Regolamento organico delle compagnie di navigazione della Flotta Italiana di Linea del Gruppo Finmare, aventi al loro attivo, ventisei anni di anzianità di servizio e ventiquattro mesi di effettivo comando su navi di oltre 28.000 TSL, con velocità di oltre 20 miglia all'ora, impiegate in servizi transoceanici di linea, acquisiscono il diritto a potersi fregiare con il titolo di comandante superiore.

Deontologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Comandante,

nel rispetto delle norme di etica professionale e di comportamento che disciplinano l’esercizio della delicata professione, ovvero nel rispetto delle regole che rappresentano l’insieme dei doveri, degli obblighi e dei diritti del "Capitano a Capo della Spedizione Marittima" e di quanto previsto relativamente ai legami con la legge, ai rapporti con le autorità ed agli obblighi che lo legano a quanti con lui a bordo ed ai vari operatori e soggetti del settore aventi contatti diretti ed indiretti con la nave,

per l' assunzione del comando, deve soddisfare e dare ottemperanza all'obbligo dell'atto deontologico più importante relativo alla professione di Comandante di Nave, atto solenne, ufficiale ed ineludibile che è costituito dalla pubblica ed ufficiale prestazione di Giuramento di Fedeltà alla Repubblica Italiana ed al suo Capo.

Comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT[modifica | modifica wikitesto]

Per conseguire il certificato di abilitazione di comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT occorrono i seguenti requisiti:

Ovvero

  • Essere in possesso dell'abilitazione di comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT nonché di un diploma di scuola secondaria di II ciclo ad indirizzo nautico o marittimo o di un diploma di laurea triennale in scienze nautiche, conseguita presso università legalmente riconosciuta;
  • Aver effettuato 24 mesi di navigazione a bordo di navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, di cui 12 mesi in qualità primo ufficiale risultanti dal libretto di navigazione.

Comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT[modifica | modifica wikitesto]

Il certificato di abilitazione di comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT consente al titolare di assumere il comando di navi aventi stazza compresa tra 500 e 3000 GT. Per conseguirlo occorrono i seguenti requisiti:

  • Essere in possesso del certificato di abilitazione di primo ufficiale di coperta su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT;
  • Essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di II ciclo ad indirizzo nautico o marittimo o di un diploma di laurea triennale in scienze nautiche, conseguita presso università legalmente riconosciuta;
  • Aver effettuato 24 mesi di navigazione in qualità di primo ufficiale di coperta a bordo di navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT a livello direttivo risultanti dal libretto di navigazione.

Ovvero

  • Essere in possesso del certificato di abilitazione di primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT nonché di un diploma di scuola secondaria di II ciclo ad indirizzo nautico o marittimo o di un diploma di laurea triennale in scienze nautiche, conseguita presso università legalmente riconosciuta;
  • Aver effettuato 6 mesi di navigazione con tale abilitazione a livello direttivo, risultanti dal libretto di navigazione.

Comandante su navi che compiono viaggi costieri[modifica | modifica wikitesto]

Il personale marittimo in possesso della certificazione di comandante su navi che compiono viaggi costieri può assumere il comando di navi di stazza inferiore a 500 GT che compiono navigazione costiera come definita dall'articolo 1, comma 1 punti 37 e 39 del decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435. Per conseguire il certificato di abilitazione di comandante su navi che compiono viaggi costieri occorrono i seguenti requisiti:

  • Essere in possesso del certificato di abilitazione di ufficiale di navigazione su navi che compiono viaggi costieri;
  • Aver compiuto 20 anni;
  • Essere in possesso di apposita certificazione rilasciata ai sensi delle Regole IV/1 paragrafo 3 e IV/2 della Convenzione STCW per il servizio connesso alle comunicazioni di bordo rilasciato o riconosciuto dal Ministero delle comunicazioni, ed essere in possesso della certificazione di assistenza medica (medical care) rilasciata dal Ministero della salute ai sensi del decreto ministeriale 25 agosto 1997;
  • Aver effettuato 12 mesi di navigazione in qualità di primo ufficiale su navi che compiono viaggi costieri a livello direttivo risultanti dal libretto di navigazione su navi di stazza inferiore a 500 GT che compiono navigazione costiera come definita dall'articolo 1, comma 1 punti 37 e 39 del d.P.R. 435 del 1991.

"Master"[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Master, nella lingua inglese, indica il grado apicale a bordo di una nave mercantile. Master significa "principale", "leader", chi ha la responsabilità ed il comando effettivo, organizzativo, commerciale operativo e nautico della nave.

Master Mariner Unlimited è il titolo professionale, ovvero la licenza di chi è abilitato, qualificato, certificato a poter assumere il comando di una nave senza nessun limite in termini di stazza ed in termini di utilizzo navigatorio legato alle caratteristiche dei viaggi da effettuare ed il tipo di navigazione da compiere.

Il termine Master sembrerebbe essere di diretta derivazione della locuzione latina magister navis, che in epoca romana era utilizzata per indicare il comandante di una nave oneraria.

Per quanto detto, la locuzione Master, nel mondo marittimo anglosassone e nei più attenti contesti marittimi internazionali, non viene mai utilizzato quale appellativo; le più nobili ed affermate consuetudini e tradizioni marinare prevedono per la persona in comando di una nave, il grado e l'appellativo universalmente riconosciuto tra gli uomini di mare, di Captain. La locuzione Master è utilizzata esclusivamente per indicare la posizione, ovvero il rango di chi è al comando a bordo di una nave.

In ambito militare, nei paesi anglofoni, in luogo di Master, si usa la locuzione Commanding Officer. La professione di Comandante di Nave in lingua inglese viene indicata con la locuzione Shipmaster o Ship Captain.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'identità giuridico-funzionale del comandante è tracciata dai contenuti degli articoli 292 e seguenti del Codice della Navigazione.
  2. ^ Articolo 186 del codice della navigazione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti normative italiane[modifica | modifica wikitesto]

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]