Carrión de los Condes

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Carrión de los Condes
comune
Carrión de los Condes – Stemma
Carrión de los Condes – Veduta
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Flag of Castilla y León.svg Castiglia e León
Provincia Bandera de la provincia de Palencia.svg Palencia
Territorio
Coordinate 42°19′59.88″N 4°36′00″W / 42.3333°N 4.6°W42.3333; -4.6 (Carrión de los Condes)Coordinate: 42°19′59.88″N 4°36′00″W / 42.3333°N 4.6°W42.3333; -4.6 (Carrión de los Condes)
Altitudine 830 m s.l.m.
Superficie 63,37 km²
Abitanti 2 302 (2009)
Densità 36,33 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 34120
Prefisso (+34) 979
Fuso orario UTC+1
Targa P
Nome abitanti carrionés/esa
Patrono Natività della Beata Vergine Maria
Comarca Tierra de Campos
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Carrión de los Condes
Sito istituzionale

Carrión de los Condes è un comune spagnolo di 2.302 abitanti situato nella comunità autonoma di Castiglia e León, comarca della Tierra de Campos, a 40 km di distanza da Palencia, capitale della provincia di cui fa parte, 80 km da Burgos e 95 km sia da Valladolid che da León. È situata su una collina sulla sponda sinistra del fiume Carrión e domina da un lato l'arida e piatta Meseta castigliana, dall'altro la fertile pianura del fiume Carrión. È stata nel medioevo ed è tuttora un'importante tappa del Camino de Santiago. Del periodo medievale conserva diversi monumenti romanici e gotici. Oggi è un centro rurale i cui abitanti si dedicano prevalentemente all'agricoltura e alla pastorizia ed esistono alcune piccole industrie manifatturiere.

La località di Torre de los Molinos fa parte del comune di Carrión de los Condes.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini sono celtiberiche. I Romani, che la occuparono, la chiamarono Lacobriga. Passò senza traumi né gloria le dominazioni visigota ed araba. La Reconquista nel IX secolo ad opera di Alfonso II, detto il Casto l'assegnò al Regno di León col nome di Santa Maria de Carrión che era il nome della sua parrocchia. Divenne capoluogo di una contea del regno di León passando sotto la signoria della famiglia dei Banu Gomez.[1]

Ai conti Gomez è collegata una leggenda narrata dal Poema del mio Cid, poema epico spagnolo del XII secolo di autore incerto (un manoscritto è sottoscritto da un certo Per Abat ma non si sa se sia l'autore o il copista). Il Cid campeador, personaggio reale ma poi mitizzato, eroe della lotta ai musulmani, dopo aver conquistato diverse città della Spagna orientale, s'impadronì di Valencia acquistando gloria e ricchezze. È qui che due cacciatori di dote, i fratelli conti di Carrión, chiesero ed ottennero la mano delle figlie del Cid, Elvira e Sol, ma nel viaggio da Valencia a Carrion le bastonarono e abbandonarono quasi morte in un bosco. Scoperto il fatto, i due fratelli furono trascinati davanti alle Cortes e giudicati dal re, alla fine il Cid li uccise. Ai due conti e a questa vicenda risalirebbe il riferimento a los condes che compare nel nome. Gli storici ritengono, invece, che l'origine del riferimento ai conti di Carrión sia un'altra e sarebbe relativa a Gomez Diaz ed a sua moglie Teresa, conti di Carrión che nel 1077 chiamarono qui i Benedettini e li alloggiarono nel Convento de San Zoilo. Favorirono, inoltre, il passaggio dei pellegrini giacomiti costruendo anche un ponte perché potessero agevolmente attraversare il fiume e fare tappa a Carrión che trasse notevoli benefici e rinomanza. Nei secoli successivi sorsero diversi servizi per i pellegrini ed ostelli per ospitarli fino a contarne quattordici nel XV secolo. Furono costruiti altri conventi per altri ordini monacali e diverse chiese, vi si tennero Concili, Cortes e conferenze, vi presero dimora diverse famiglie nobili ed il paese poté godere di una certa floridezza, infatti, in un codice medioevale si fa riferimento a Carrión affermando che è ricco di grano e di vino. Nel XII secolo fu coinvolto nei disordini seguiti alla morte di Alfonso X, subì dei danni ma si riprese. Nel XIV secolo era costituito da tre borghi distinti. Dopo il medioevo, cessati i pellegrinaggi a Santiago, il paese si stabilizzò e divenne un piccolo centro rurale del regno di Spagna senza grandi sussulti.

Nel 1811 un grave incendio distrusse diversi edifici e ne danneggiò altri ma poi il paese si riprese. Nel corso del XX secolo vennero costruite nuove case con criteri e materiali idonei sostituendo vecchie case medioevali costruite con blocchi di fango e paglia essiccati al sole. Oggi la sua economia è legata principalmente all'agricoltura e all'allevamento del bestiame ovino e caprino, ai servizi e all'artigianato e ad alcune piccole industrie manifatturiere e di trasformazione.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è ricco di monumenti medioevali romanici e gotici di carattere religioso quali: il Monasterio de San Zoilo, dichiarato BIC (Bien de Interés Cultural), dei secoli X e XI, dello stesso periodo è il campanile, la chiesa è del XVII secolo e conserva al suo interno le tombe dei conti di Carrión, il Monasterio de Santa Clara con la chiesa pure intitolata alla santa del 1261, i resti del Monasterio de San Francisco del XIII secolo distrutto in gran parte dall'incendio del 1811, indenne la coeva chiesa omonima, il moderno Convento de la Santissima Trinidad del 1974 con la relativa chiesa dello stesso anno, le chiese di Santa Maria del Camino dei secoli XII-XIII, della Magdalena del XII secolo, di San Juan del Mercado del XVIII secolo, di Santiago del XII secolo riedificata nel 1849, nel cui fregio del portale è rappresentato il Cristo Pantacratore attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti (il leone, il bue, l'angelo e l'aquila) uno dei più alti esempi di scultura del romanico, le chiese di San Andrés del XIII secolo, di Nuestra Seňora de Belem del XIV secolo, Nuestra Seňora de la Pietad del 1625 di San Julian del XII secolo, di Sancti Espiritu del XIII secolo, di San Juan de Cestillos del 1740, di Santa Maria de la Victoria del XII secolo ed ancora la Ermita de la vera Cruz già sinagoga edificata nel secolo e l'Hospital della Herrada del XIII secolo.

Dintorni[modifica | modifica wikitesto]

A 21 km Saldaña dove si trova il Museo monografico della villa romana La Olmeda in ottimo stato di conservazione con bellissimi mosaici. A 42 km Sahagún.

Feste[modifica | modifica wikitesto]

Le feste principali, oltre alle cerimonie della Settimana Santa che si svolgono come nelle altre località spagnole (famose quelle di Siviglia), sono la festa del Corpus Christi con le strade infiorate, le feste di San Zoilo che durano 4 giorni prima del 27 giugno con cena medievale in costume, processione di carri allegorici e relativo concorso a premi per i migliori, processioni, danze e musiche tradizionali. Ci sono poi, anche, due fiere che sono occasione di feste e concorsi: la Feria de maquinaria agricola y automacion e la Feria de Turismo y Artesania in cui il paese ritorna medioevale con gli artigiani che propongono nelle strade vecchi mestieri e vendono i loro prodotti ed altrettanto fanno i contadini, mentre ci si diverte con musica e danze folcloristiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al pari dei Banu Alfonso, i Banu Gómez erano una famiglia asturleonese. Il condizionamento culturale del mondo arabo di al-Andalus, con tutto la sua superiorità militare, economica e culturale, fece impiegare, "alla araba", per i cristiani "figli e discendenti di Gómez", il sostantivo plurale arabo Banū (che vuol dire "figli").

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