Campagna di Saratoga

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Campagna di Saratoga
La resa del generale Burgoyne, di John Trumbull
La resa del generale Burgoyne, di John Trumbull
Data 14 giugno – 17 ottobre 1777
Luogo A nord dello stato di New York
Esito Decisiva vittoria americana.
  • Resa dell’esercito britannico.
  • Entrata in guerra della Francia.
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
25.000 8.500 (Burgoyne)
1.600 (St. Leger)
3.000 (Clinton)
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La campagna di Saratoga fu combattuta tra giugno e ottobre 1777 durante la Guerra d'indipendenza americana ed ebbe un'importanza decisiva per l'esito del conflitto. La campagna ebbe origine dal tentativo da parte dell'alto comando britannico di separare le colonie del New England dagli altri territori ribelli attraverso una complessa offensiva combinata dal Canada e dalla regione occupata di New York.

Il generale John Burgoyne guidò quindi un corpo di spedizione di truppe britanniche e mercenari tedeschi dal Canada verso sud lungo la valle del fiume Hudson, ma, a causa di difficoltà organizzative ed errori tattici, l'avanzata si trasformò in un disastro, anche per il mancato concorso da New York delle truppe del generale William Howe. Attaccato ripetutamente dalle forze americane dell'Esercito continentale e dai volontari patrioti, guidati dai generali Horatio Gates e Benedict Arnold, il corpo di spedizione anglo-tedesco venne fermato e progressivamente accerchiato nel territorio della cittadina di Saratoga dopo una serie di drammatici e sanguinosi combattimenti; il generale Burgoyne fu costretto alla resa con le truppe superstiti il 17 ottobre 1777.

La campagna di Saratoga costituì un grande successo militare e propagandistico per le colonie americane e favorì la decisione della Francia di scendere in guerra contro la Gran Bretagna.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1776 molti in Gran Bretagna iniziavano a pensare che pacificare il New England sarebbe stato ormai molto difficile e che dunque sarebbe stato più saggio evitare che i patrioti americani guadagnassero consensi anche nelle altre colonie del sud.

Il generale John Burgoyne alla ricerca di un comando di un esercito in America del Nord, approfittando delle difficoltà sin lì incontrate dalle forze britanniche, presentò a Lord Germain un piano che – anche grazie all’insoddisfazione del governo britannico per l’andamento del conflitto – venne approvato.

Burgoyne ottenne dunque il controllo di due armate: una (comandata da Burgoyne e composta da circa 10.000 uomini) partendo dal Canada avrebbe dovuto dirigersi verso Albany attraverso il lago Champlain. L’altra (circa 2.000 soldati sotto il comando del colonnello Barry St. Leger) avrebbe dovuto effettuare una manovra diversiva attraversando la valle del fiume Mohawk. Le due unità avrebbero dovuto incontrarsi ad Albany e unirsi a quelle di Howe.

Gli interessi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla guerra dei sette anni, la Francia aveva deciso che l’indipendenza delle colonie britanniche del Nord America avrebbe portato grandi vantaggi per sé mettendo in difficoltà il governo britannico. Per questo motivo, a partire da quel momento, Parigi rinunciò a recuperare parti della Nuova Francia[1].

Allo scoppio della guerra di indipendenza americana, il ministro degli Esteri francese Charles Gravier, elaborò una serie di piani per dare segretamente sostegno ai ribelli. Gravier non intendeva impegnarsi in un conflitto prima di avere la certezza che i patrioti americani avessero la forza e l’abilità di ottenere da soli successi militari[2].

La campagna[modifica | modifica wikitesto]

L’esercito di Burgoyne (tra cui figuravano anche truppe dei principati tedeschi di Assia-Hanau e Brunswick) arrivò in Quebec Nel maggio 1777 dopo aver attraversato il fiume Richelieu ed il lago Champlain.

Circa un mese dopo, al comando di circa 8.000 soldati, Burgoyne mosse verso sud marciando fino a Saratoga. Dopo una serie di schermaglie con le truppe patriottiche americane le forze britanniche venne duramente sconfitte dal generale Horatio Gates nella battaglia di Saratoga e furono costrette ad arrendersi.

I vari tentativi fatti dai britannici di fornire supporto a Burgoyne fallirono. Le truppe del colonnello Barry St. Leger, dopo aver attraversato il Mohawk, persero il sostegno delle tribù irochesi e – durante l’assedio di Fort Stanwix – furono costrette a ritirarsi.

Un’altra spedizione che avrebbe dovuto aiutare Burgoyne arrivando da sud non si materializzò mai dopo che il generale britannico William Howe decise (forse a seguito di una mancata comunicazione sugli obiettivi strategici del conflitto) di inviare le proprie forze contro Filadelfia.

Il successo nella campagna di Saratoga fu una fondamentale iniezione di fiducia per i patrioti americani e convinse la Francia ad entrare in guerra al fianco degli Stati Uniti allargando il teatro del conflitto e fornendo truppe, finanziamenti e supporto navale.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 dicembre 1777 Benjamin Franklin, che si trovava a Versailles, ricevette la notizia della caduta di Filadelfia e della resa di Burgoyne.

Due giorni dopo re Luigi XVI di Francia diede il proprio assenso per negoziare un’alleanza tra i francesi e gli americani[3]. L’accordo venne firmato il 6 febbraio 1778 e un mese dopo la Francia dichiarò guerra alla Gran Bretagna.

Nel frattempo a Londra la resa di Burgoyne aveva sollevato grandi preoccupazioni e il governo di Lord North elaborò una proposta di pace che non prevedeva l’indipendenza delle tredici colonie. Quando questa proposta venne presentata al Congresso americano, venne respinta[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nickerson (1967), p. 26
  2. ^ Nickerson (1967), p. 65–66
  3. ^ Nickerson (1967), p. 411
  4. ^ Rowman & Littlefield. p. 72

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]