Battaglia di Saratoga

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Battaglia di Saratoga
La resa del generale Burgoyne di John Trumbull, 1822
La resa del generale Burgoyne di John Trumbull, 1822
Data 19 settembre e 7 ottobre 1777
Luogo Stillwater e Saratoga
Esito Decisiva vittoria statunitense
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
10.000 uomini 15.000 uomini
Perdite
1.600 uccisi, feriti e dispersi , 6.000 catturati 800 uccisi, feriti e dispersi
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La battaglia di Saratoga nel settembre e ottobre 1777 fu la fase decisiva della cosiddetta campagna di Saratoga combattuta durante la Guerra d'indipendenza americana. Lo scontro terminò con una schiacciante vittoria delle truppe delle tredici colonie americane che costrinsero alla resa il corpo di spedizione anglo-tedesco del generale John Burgoyne.

La vittoria americana favorì l'entrata nel conflitto della Francia al fianco delle colonie ribelli, protesse gli stati settentrionali da nuovi attacchi nemici provenienti dal Canada e impedì l'isolamento del New England.

Sotto il nome di battaglia di Saratoga in realtà nella storiografia tradizionale europea si accomunano due diverse battaglie, combattute a diciotto giorni di distanza nella stessa zona: la battaglia di Freeman's Farm, del 19 settembre, conclusa con il successo parziale delle truppe anglo-tedesche, e la battaglia di Bemis Heights, del 7 ottobre, terminata con una decisiva vittoria americana.

La maggior parte degli scontri ebbero luogo a Stillwater, nella contea di Saratoga, mentre negli ultimi sette giorni si combatté nella vicina Saratoga

In quella località il 17 ottobre 1777 il corpo di spedizione al comando del generale Burgoyne, costituito da truppe britanniche, indiani e mercenari tedeschi, si arrese alle milizie americane guidate dal generale Horatio Gates.

Svolgimento degli scontri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1777, nel tentativo di dividere in due le colonie americane, il generale Burgoyne stabilì un piano in base al quale tre colonne britanniche (due provenienti dalla regione dei grandi laghi e una dalla zona di New York) si sarebbero ricongiunte presso Albany. La colonna di New York fu respinta presso West Point, quella più occidentale, poco numerosa, dopo alcuni successi perse forza a causa della diserzione degli alleati indiani e si ritirò.

Al comando della colonna centrale e ignorando il destino delle altre colonne, Burgoyne avanzò in profondità disturbato dalle forze di Gates. Poco lontano da Saratoga gli statunitensi avevano fortificato una posizione collinosa sul cammino inglese. Burgoyne, in attesa dei presunti rinforzi, non attaccò, nonostante la sua momentanea superiorità numerica. La situazione fu capovolta dall'arrivo del generale Benedict Arnold, con parte delle forze dalla regione dei laghi, che portò gli americani ad avere la superiorità numerica, sia pur con poca artiglieria.

Ritirata e accerchiamento finale del corpo di spedizione anglo-tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la drammatica sconfitta a Bemis Heights, il generale Burgoyne decise di dare inizio nella notte dell'8 ottobre alla ritirata; dopo aver abbandonato i feriti nell'ospedale campale, le imbarcazioni con i materiali discesero lentamente lungo il corso fiume Hudson e le truppe si misero in marcia, precedute dall'avanguardia comandata dal generale Riedesel[1]. La ritirata proseguì con esasperante lentezza, i reparti, dopo la marcia notturna, rimasero fermi fino al pomeriggio successivo e solo la sera del 9 ottobre raggiunsero, dopo aver percorso appena otto miglia, il territorio di Saratoga dove si raggrupparono sulla riva settentrionale del fiume Fishkill[2].

La situazione dell'esercito anglo-tedesco stava diventando sempre più difficile; le truppe erano ferme in uno spazio angusto compreso tra il fiume Hudson e l'affluente Fishkill; le forze americane erano vicine e premevano soprattutto da sud, ma dal tiro del fuoco dei cannoni nemici era evidente che gli americani erano presenti in forze anche a nord[3]. La sera dell'11 ottobre il generale Burgoyne si incontrò con i generale Riedesel e Phillips per valutare la situazione; egli affermò che riteneva impossibile sia prendere l'iniziativa e attaccare sia rimanere fermi sulle posizioni sotto gli attacchi nemici[3]. Di fronte a queste disastrose notizie il generale Riedesel propose misure radicali: l'esercito doveva battere subito in ritirata; l'armata avrebbe dovuto abbandonare tutti bagagli e gli equipaggiamenti, attraversare in qualche modo l'Hudson e marciare verso nord attraverso la foresta fino a raggiungere la salvezza a Fort George[3].

Fallita la manovra di accerchiamento del New England e lontani dalle basi di partenza, con l'inverno alle porte e il nemico superiore di numero, Burgoyne non poté fare altro che arrendersi. La vittoria dei coloni spinse la Francia a scendere ufficialmente in campo a sostegno dei ribelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. J. Lowell, The hessians, p. 160.
  2. ^ E. J. Lowell, The hessians, p. 161.
  3. ^ a b c E. J. Lowell, The hessians, p. 161.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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