Breda Ba.82

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Breda Ba.82
Breda Ba.82 front quarter view larger.jpg
Descrizione
Tipo bombardiere medio
Equipaggio 4
Costruttore Società Italiana Ernesto Breda
Data primo volo estate 1937
Data entrata in servizio mai
Esemplari 1
Dimensioni e pesi
Lunghezza 14,0 m
Apertura alare 21,0 m
Altezza 4,50 m
Superficie alare 66,0
Peso a vuoto 6 840 kg
Peso max al decollo 10 400 kg
Propulsione
Motore 2 Fiat A.80 RC.41
Potenza 1 030 CV (758 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 425 km/h
Tangenza 9 500 m
Armamento
Mitragliatrici 3 Breda-SAFAT da 7,7 mm

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Il Breda Ba.82 era un prototipo di bombardiere bimotore ad ala bassa realizzato dalla italiana Società Italiana Ernesto Breda negli anni trenta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla metà degli anni trenta il progettisti della Breda cominciarono lo sviluppo di un bombardiere medio per equipaggiare la Regia Aeronautica. Il progetto si concretizzò nel 1937 con la realizzazione del Ba.82, un bimotore dalle caratteristiche comparabili ai similari britannico Bristol Blenheim, al tedesco Dornier Do 17 ed al sovietico Tupolev SB-2.

Di aspetto convenzionale era di costruzione interamente metallica. La fusoliera presentava un imponente muso vetrato dove era alloggiata una delle tre torrette difensive dotata di mitragliatrici Breda-SAFAT da 7.7 mm, una cabina di pilotaggio rialzata, e terminava in un piano di coda dall'impennaggio bideriva. L'ala bassa alloggiava i due motori radiali Fiat A.80 RC.41 dalla potenza di 1.030 CV (758 kW) cadauno in due gondole, le quali accoglievano il carrello d'atterraggio anteriore retrattile, completato da un ruotino d'appoggio posteriore.

Il prototipo compì il primo volo durante l'estate del 1937, e pur presentando diversi problemi legati all'aerodinamica del muso ed alla messa a punto dei motori il Ministero dell'Aeronautica era disposto a commissionarne una piccola serie sempre che se ne fossero risolti i difetti iniziali. Lo sviluppo quindi continuò fino al 1939 senza riuscire a risolvere i problemi ai motori, quando venne deciso di abbandonare il progetto, già superato all'inizio dello sviluppo, in quanto le prestazioni di velocità, autonomia e capacità di carico bellico risultavano ancora al disotto delle aspettative minime. A quella data gli erano già stati preferiti i bombardieri trimotori realizzati dalla Savoia-Marchetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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