Breda Ba.39
| Breda Ba.39 | |
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Vista laterale destra del Ba.39 marche I-GARD.
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| Descrizione | |
| Tipo | aereo da turismo aereo da collegamento |
| Equipaggio | 1 |
| Progettista | Cesare Pallavicino |
| Costruttore | |
| Data primo volo | settembre 1932 |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | oltre 100 |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 7,45 m |
| Apertura alare | 10,40 m |
| Altezza | 2,95 m |
| Superficie alare | 17,50 m² |
| Peso a vuoto | 560 kg |
| Peso max al decollo | 840 kg |
| Passeggeri | 1-2 |
| Propulsione | |
| Motore | un Colombo S.63 |
| Potenza | 130 CV (69 kW) |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 222 km/h |
| Velocità di crociera | 182 km/h |
| Autonomia | 900 km |
| Tangenza | 6 000 m |
| Note | dati riferiti alla versione Ba.39 |
| voci di aerei civili presenti su Wikipedia | |
Il Breda Ba.39 era un monoplano monomotore biposto da turismo e da collegamento ad ala bassa a semisbalzo, prodotto dall'azienda italiana Società Italiana Ernesto Breda negli anni trenta.[3]
Indice |
Storia[modifica]
Sviluppo[modifica]
A seguito del buon successo conseguito dal Ba.33, l'ingegner Cesare Pallavicino iniziò il progetto di una versione maggiorata basata sull'esperienza acquisita sul precedente velivolo da destinare al mercato dell'aviazione civile da turismo e competizione. Il prototipo del nuovo modello, al quale venne assegnata la designazione Ba.39, venne portato in volo per la prima volta nel settembre 1932 ottenendo incoraggianti prestazioni. Benché le maggiori dimensioni e il maggior peso influissero negativamente sulla velocità massima raggiunta, risultata inferiore al Ba.33, le caratteristiche generali suggerirono di avviarne la produzione in serie.[2]
Il Ba.33 partecipò a diverse manifestazioni aeree del periodo, collezionando alcuni tentativi di record sulla distanza.[2]
Pur essendo concepito come velivolo civile si ritrovò a ricoprire un ruolo anche in ambito militare. Infatti alla iniziale produzione si aggiunsero in un secondo tempo altri 60 velivoli, a seguito di una richiesta del Ministero dell'Aeronautica di dotare la Regia Aeronautica di nuovi aerei da collegamento.[2]
Da questo modello venne sviluppato il Ba.42, dotato di un più potente radiale Fiat A.70S da 180 CV (132 kW) coperto aerodinamicamente da una cappottatura NACA.[2]
Impiego operativo[modifica]
Venne impiegato come addestratore nel 4º Stormo con sede a Gorizia negli anni quaranta[4].
Descrizione tecnica[modifica]
La cellula, monoplana ad ala bassa, era collegata alla fusoliera ed al carrello tramite una serie di profilati in acciaio. La tecnica di costruzione è mista, impiegando longheroni in legno, traverse metalliche, centine in legno e rivestimento in tela.[5] La fusoliera era realizzata in tubi d'acciaio saldati e ricoperti in tela, ad eccezione dei cofani anteriori che sono in lamiera di metallo.
Il motore, separato dalla fusoliera da una paratia ignifuga, poteva essere ispezionato dall'esterno ed era possibile, in caso d'emergenza, l'avviamento a manovella. L'elica era metallica, a passo regolabile al suolo.[5] Il carburante era in due serbatoi disposti in modo tale che, in caso d'avaria della pompa d'alimentazione, l'altro serbatoio avrebbe continuato ad alimentare il motore per gravità.
Erano presenti alette centrali che, su richiesta del pilota, entravano in funzione sotto i 95-100 km/h di velocità ed aumentavano il sostentamento.
In corrispondenza degli aleroni erano infine presenti alette di estremità che si aprivano automaticamente alla medesima velocità, garantendo la stabilità laterale.[5]
Il carrello era completamente aperto e dotato di ammortizzatori oleodinamici Vickers con una corsa totale di oltre 30 cm che permetteva l'atterraggio su qualsiasi terreno: oltre che la discesa a picco (sino a 5 m/s di velocità di discesa): durante i collaudi fu possibile sorvolare un ostacolo alto 8 m, arrestando a terra il velivolo dopo solo 100 m dall'ostacolo, con due persone a bordo. Le ruote erano pneumatici Dunlop a bassa pressione e i freni Bendix.[5]
Versioni[modifica]
- Ba.39 Met
- (Metropolitano) versione riservata al mercato interno, prodotta in 20 esemplari.
- Ba.39 Col
- (Coloniale) versione riservata al mercato coloniale, prodotta in 20 esemplari.
- Ba.39S
- versione a tre posti prodotta dal 1934
Utilizzatori[modifica]
Militari[modifica]
Note[modifica]
- ^ Breda Ba.39 in Aerei Italiani. http://www.aerei-italiani.net/. URL consultato in data 10 luglio 2010.
- ^ a b c d e Breda Ba.39 in Уголок неба.
- ^ Donald, The Encyclopedia of World Aircraft, p.183.
- ^ Tutti i velivoli del 4º Stormo in Associazione Culturale 4º Stormo - GORIZIA. http://www.asso4stormo.it/. URL consultato in data 21 feb 2009.
- ^ a b c d Jotti da Badia Polesine, Annuario dell'Aeronautica Italiana, Milano, Libreria Aeronautica, 1934, pp. 39.
Bibliografia[modifica]
- David Donald, The Encyclopedia of World Aircraft, First Edition (in inglese), Bookmart Ltd, 31 dicembre 1997. ISBN 1-85605-375-X
Collegamenti esterni[modifica]
- (RU) Breda Ba.39 in Уголок неба. http://www.airwar.ru. URL consultato in data 24 maggio 2010.
- (RU) Breda Ba.39 in Авиация от A до Z - Энциклопедия мировой авиации. http://www.cofe.ru/avia. URL consultato in data 10 luglio 2010.