Bhopal (stato)

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Stato di Bhopal
Stato di Bhopal – Bandiera Stato di Bhopal - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficiale State of Bhopal
Lingue parlate persiano, hindustani, inglese
Capitale Bhopal
Dipendente da autonomo nell'ambito del British Empire
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
(principato)
Capo di Stato nawab o begum (donna)
Nascita 1723 con Dost Muhammad Khan Bahadur
Fine 1º giugno 1949 con Nawab Hamidullah Khan
Territorio e popolazione
Economia
Valuta rupia di Bhopal
Commerci con India britannica
Religione e società
Religioni preminenti induismo, islamismo
Religione di Stato induismo, islamismo
Religioni minoritarie protestantesimo, cattolicesimo
Classi sociali aristocrazia, clero, popolo
Stato di Bhopal - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of the Mughal Empire.svg Impero Moghul
Succeduto da Flag of India.svg India

Lo Stato di Bhopal fu uno stato principesco del subcontinente indiano, avente per capitale Bhopal.

Lo stato venne fondato da Dost Mohammad Khan, un soldato afghano dell'esercito mughal che divenne mercenario dopo la morte dell'imperatore Aurangzeb e riuscì a conquistare diversi territori oltre ai possedimenti feudali che già deteneva. Egli passò sotto la sovranità del Nizam di Hyderabad poco dopo la fondazione del suo stato nel 1723. Nel 1737, i marathas sconfissero i mughals nella battaglia di Bhopal, portando Bhopal sotto il governo maratha. La città rimase sotto la sovranità dei maratha sino alla Terza guerra anglo-maratha del 1818 quando Bhopal divenne a tutti gli effetti uno stati principesco dell'India britannica, secondo stato per grandezza del subcontinente indiano, governato da un monarca di fede musulmana. Lo stato venne unito all'Unione Indiana nel 1949.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione del regno[modifica | modifica sorgente]

Francobollo con stemma del regno
Dost Muhammad Khan Bahadur, fondatore dello stato di Bhopal

Lo stato di Bhopal venne fondato da Dost Mohammad Khan (1672–1728), un soldato di stirpe afghana che militava nell'esercito mughal.[1] Dopo la morte dell'imperatore Aurangzeb, Khan iniziò a prestare servizio come mercenario per capi locali nella regione politicamente instabile di Malawa. Nel 1709 conquistò Berasia. Successivamente, egli usurpò il rajput di Mangalgarh ed il regno di Gond di Rani Kamlapati, dopo la morte delle sue governanti di linea femminile.[2] Si annesse inoltre diverse altri territori di Malawa al proprio stato

Durante gli anni venti del Settecento, Khan trasformò il villaggio di Bhopal in una città fortificata ed assunse il titolo di Nawab.[3] Khan divenne amico dei fratelli Sayyid, che erano divenuti molto influenti alla corte mughal. Il supporto di Khan ai fratelli gli garantì l'inimicizia del rivale Nizam-ul-Mulk, che invase Bhopal nel marzo del 1724, forzando Khan a cedere gran parte del suo territorio, prendendo un suo figlio come ostaggio.[4]

Dost Mohammad Khan ed i suoi associati afghani furono portatori della cosiddetta "influenza islamica" nella cultura e nell'architettura di Bhopal, thele cui rovine ancora oggi si possono ammirare a Islamnagar presso l'attuale città di Bhopal. Dopo la morte di Khan nel 1728, lo stato di Bhopal rimase sotto l'influenza del Nizam.[5] Lo stato inoltre pagava un tributo all'Impero maratha che aveva sconfitto l'impero mughal nella Battaglia di Bhopal nel 1737.

Nawab Faiz Muhammed Khan (1742–1777) spostò la capitale da Islamnagar a Bhopal. Lo stato divenne un protettorato britannico nel 1818 e venne governato dai discendenti di Dost Mohammad Khan sino al 1949, quando venne unito alla Repubblica d'India. Per due anni dopo la partenza degli inglesi dall'India nel 1947, Bhopal sopravvisse come stato indipendente.

Il governo delle Begums[modifica | modifica sorgente]

Qudsia Begum (1819-1837)[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo reale a Bhopal

Il Bhopal è noto per essere stato governato in modo consecutivo, con pochi intervalli, da quattro donne (1819-1926), le begums (titolo equivalente a quello di regina): fu un caso straordinario dato che gli islamici non gradivano la presenza femminile ai vertici del potere: per trovare casi analoghi si possono ricordare le quattro regine del Madagascar e le tre sovrane olandesi.[6]

Figlia del nawab Ghous Mohammad Khan (1801), Qudsia (detta anche Gohar Begum) sposò nel 1817 il nawab Nazar Mohammad Khan. Questi fu assassinato due anni dopo e la giovanne diciottenne salì al trono e fu la prima governante di Bhopal. Nonostante fosse illetterata amò e protesse le arti e la cultura. Fece edificare, come residenza regale, un magnifico palazzo detto"Gohar Mahal", un misto di architettura hindu e mughal.

Regnò fino al 1837, le subentrò Nawab Jahangir (1837-1844) marito di sua figlia Sikander che intanto si preparava alle responsabilità di governo. Morì nel 1881 e fu tumulata nel sepolcro reale a Sufia Masjid (Latur).

Sikander Begum (1860-1868)[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Bhopal city (1910)

Figlia di Qudsia, alla morte del marito fu reggente 1844-1860) per la piccola Shah Jehan che salirà effettivamente sul trono qualche anno dopo. Era esperta nelle arti marziali e durante il suo regno ci furono molte battaglie. Durante la ribellione indiana del 1857 si schierò dalla parte degli inglesi e questo contribuì al declino dei poteri principeschi Nel 1860 fu incoronata begum con una sfarzosa cerimonia: morì otto anni dopo.[7]

Shah Jehan Begum (1844-1860 e 1868-1901)[modifica | modifica sorgente]

Salì al trono a quattro anni sotto la tutela della madre e della nonna Qudsia che si era ritirata ma ancora influenzava la vita del regno. Per risolvere i problemi della reggenza, Sikander preferì poi salire lei stessa al trono. Jahan sposò Sardar Bahshi e Wala Jah Amin: dal 1868 assunse pienamente il rango di begum. Jahan, amante delle arti, fece realizzare una piccola città regia - Shahjahanabad - e un nuovo magnifico palazzo, di cui però rimangono solo i resti.[8]

Jahan Begum (1901-1926)[modifica | modifica sorgente]

Nata nel 1858 succedette nel 1901 alla madre Jehan: sposò Ihtisham Ul-Mulk da lei nominato principe consorte. Fu la sovrana più conosciuta all'estero per alcuni viaggi che fece e per avere partecipato, unica donna sovrana, all'incoronazione di Giorgio V e della regina Mary celebrata a New Delhi. Anche Jahan fece edificare splendidi palazzi con piacevoli giardini. Nel 1926 preferì abdicare in favore di suo figlio Hamidullah Khan (1926-1947) che fu l'ultimo nawab del Bhopal indipendente (sua moglie fu Sahiba).[9]

I sovrani di Bhopal (1723-1949)[10][modifica | modifica sorgente]

La begum di Bhopal Jahan
L'ultimo sovrano Hamidullah Khan
Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Nawab Dost Mohammad khan 1723 1728 Mehraj Bibi, Fatah Bibi, Taj Bibi;
Dinastia Mirazi Khez
2 Nawab Yar Mohammad Khan 1728 1742 Asmat Begum
3 Nawab Faiz Mohammad Khan 1742 1777 Saleha Sahiba
4 Nawab Hayat Mohammad Khan 1777 1807 Asmat Sahiba
5 Nawab Ghous Mohammad Khan 1807 1826 Zeenat Sahiba, Amir Sahiba
6 Nawab Wazir Mohammad Khan 1807 1816 in opposizione a Ghous
7 Nawab Nazar Mohammad Khan 1816 1819 Qudsia Begum; figlio di Wazir
8 Begum Sultan Qudsia 1819 1837 Nazar; figlia di Ghous
9 Nawab Jahangir Mohammad Khan 1837 1844 Sikander
10 Begum Sikander Jahan 1860 1868 Jahangir; figlia di Qudsia
11 Begum Shah Jahan 1844
1860
1868
1901
Baqi Mohammad Khan, Siddiq Hasan Khan
12 Begum Kaikhusran Jahan 1901 1926 Alì Jah, nawab consorte
13 Nawab Hamidullah khan 1926 1949 Maimoona Sahiba (+1982);
ultimo sovrano (+1961)
14 Begum Sajda 1961 1995 Jfetekhar Alì khan; sovrana titolare

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Falconer, James Waterhouse, The Waterhouse albums: central Indian provinces, Mapin, 2009, ISBN 978-81-89995-30-0.
  2. ^ Kamla Mittal, History of Bhopal State, Munshiram Manoharlal, 1990, p. 2, OCLC 551527788.
  3. ^ Somerset Playne, R. V. Solomon, J. W. Bond, Arnold Wright in Arnold Wright (a cura di), Indian states: a biographical, historical, and administrative survey, illustrated, reprint, Asian Educational Services, 1922, p. 57, ISBN 978-81-206-1965-4.
  4. ^ William Hough, A brief history of the Bhopal principality in Central India, Calcutta, Baptist Mission Press, 1845, pp. 1–4, OCLC 16902742.
  5. ^ Shaharyar M. Khan, The Begums of Bhopal, illustrated, I. B. Tauris, 2000, pp. 1–29, ISBN 978-1-86064-528-0.
  6. ^ Khan, p.32
  7. ^ Khan, p. 50
  8. ^ Khan, p.65
  9. ^ Khan, p.85
  10. ^ Khan, p.122

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • W. Hough, A brief history of the Bhopal principality, Calcutta 1845.
  • S.M. Khan, The begums of Bhopal, London 2000.
  • K. Mittal, History of Bhopal State, London 1990.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]



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