Regno di Mysore

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Regno di Mysore
Regno di Mysore – Bandiera Regno di Mysore - Stemma
Regno di Mysore - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale ಮೈಸೂರು ಸಂಸ್ಥಾನ; State of Mysore
Lingue parlate kannada, indiano, inglese
Capitale Mysore
Altre capitali Srirangapatna
Dipendente da Regno Unito (1799 - 1947)
Politica
Forma di governo regno
Nascita 1399 con Yaduraya
Causa Disgregazione dell'Impero Vijayanagara
Fine 1947 con Jayachamaraja Wodeyar
Causa Annessione all'India
Territorio e popolazione
Bacino geografico India meridionale
Massima estensione 205,000 km² nel
Economia
Valuta rupia di Mysore
Commerci con India britannica
Religione e società
Religioni preminenti induismo
Religione di Stato induismo
Religioni minoritarie protestantesimo, islamismo, cattolicesimo, buddismo
Classi sociali aristocrazia, clero, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Impero Vijayanagara
Succeduto da India India

Il Regno di Mysore (1399-1947) fu un regno dell'India meridionale fondato da Yaduraya nel 1399 nella regione della moderna città di Mysore. Il regno, che venne governato dalla famiglia Wodeyar, inizialmente era uno stato vassallo dell'Impero Vijayanagara. Col declino dell'impero Vijayanagara (c.1565), il regno divenne indipendente. Il XVII secolo vide un'estensione dei territori statali sotto la guida di Narasaraja Wodeyar I e di Chikka Devaraja Wodeyar, annettendo la Karnataka meridionale e parti di Tamil Nadu per divenire uno degli stati più potenti del Deccan meridionale.

Il regno raggiunse l'azimut della propria potenza militare nell'ultima parte del XVIII secolo sotto i governo di Hyder Ali e suo figlio Tipu. Durante questo periodo, il regno iniziò guerre coi marathas, gli inglesi ed il nizam di Hyderabad, che culminarono nelle cosiddette Guerre anglo-mysore. Il successo nelle prime due guerre venne seguito da due sconfitte nella terza e nella quarta guerra anglo-mysore. Dopo la morte di Tipu nella quarta guerra nel 1799, gran parte dei territori del regno vennero annessi ai domini britannici, il che segnò la definitiva fine dell'egemonia mysoriana nel Deccan meridionale. Gli inglesi restaurarono al trono la dinastia dei Wodeyar trasformando Mysore in uno stato principesco di dimensioni molto inferiori al passato. I Wodeyar continuarono il governo dello stato sino all'indipendenza indiana nel 1947, quando Mysore passò all'Unione indiana.

Anche come stato principesco, Mysore si distingueva per essere tra le regioni più moderne ed urbanizzarte dell'India. Questo periodo (1799–1947) vide inoltre Mysore emergere come uno dei centri di maggiore importanza artistica e culturale in India.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Origini del Regno di Mysore.

Tra le fonti storiche del regno vengono inclusi molti reperti litici ed alcuni piatti in rame con epigrafi in kannada, persiano e altri linguaggi.[1][2][3] Secondo i racconti tradizionali, il regno si originò da un piccolo stato attorno all'attuale città di Mysore e venne fondato da due fratelli, Yaduraya (conosciuto anche col nome di Vijaya) e Krishnaraya. Le loro origini si perdono nella leggenda e sono ancora oggi oggetto di dibattito, alcuni dall'area settentrionale[4][5] altri dalla Karnataka.[6][7] Yaduraya si dice avesse sposato Chikkadevarasi, principessa locale, assumendo il titolo feudale di "Wodeyar" ("signore"), che mantennero anche i suoi discendenti.[8] La prima menzione non ambigua della famiglia è però ascrivibile al XVI secolo nella letteratura Kannada del regno di Achyuta Deva Raya (1529–1542); la prima iscrizione disponibile, emessa dai Wodeyars stessi, è datata al regno di Timmaraja II nel 1551.[9]

L'autonomia del Regno di Mysore[modifica | modifica sorgente]

I re che seguirono, governarono come vassalli dell'impero Vijayanagara sino al declino di questo nel 1565. Da quel tempo, il regno si espanse a 33 villaggi protetti dalla forza di 300 soldati.[10] Re Timmaraja II conquistò alcuni regni vicini,[11] e re Bola Chamaraja IV ("Bola" significa "il coraggioso") fu il primo governante con qualche valenza politica, il quale negò il tradizionale pagamento di tributi al monarca vijayanagara, Aravidu Ramaraya.[12] Dopo la morte di Aravidu Ramaraya, i Wodeyars iniziarono a considerarsi sovrani effettivi del loro dominio e re Raja Wodeyar I contese Srirangapatna al governatore vijayanagara (Mahamandaleshvara) Aravidu Tirumalla.[13] Il regno di Raja Wodeyar I vide anche un'espansione dei confini del regno con l'annessione di Channapatna[13][14] sviluppo che concesse a Mysore un grande potere politico nella regione.[15][16]

Narasaraja Wodeyar II che governò il regno dal 1704 al 1714. Egli venne chiamato anche Mookarasu.

Di conseguenza, dal 1612–13, i Wodeyars esercitarono un'autonomia sempre crescente acquisendo nominalmene la signoria di Aravidus. Chamaraja V e Kanthirava Narasaraja I tentarono di espanderee ulteriormente i confini dei loro domini a nord ma vennero contrastati dal Sultanato del Bijapur e dai maratha a loro subordinati, anche se le armate del Bijapur al comando di Ranadullah Khan vennero effettivamente espulse nell'Assedio di Srirangapatna del 1638.[16][17] Le ambizioni espansonistiche si rivolsero quindi ai Tamil ove Narasaraja Wodeyar acquisì Satyamangalam (nell'attuale distretto settentrionale di Coimbatore) mentre il suo successore Dodda Devaraja Wodeyar allargò ancora i confini prendendo la parte occidentale delle regioni di Erode e Dharmapuri, dopo aver repulso con successo i capi di Madurai. L'invasione del Keladi Nayaka di Malnad venne portata a termine con successo. Questo periodo venne seguito da una serie di cambiamenti geopolitici quando negli anni '70 del Seicento i Maratha ed i Mughal fecero pressione sul Deccan.[16][17]

Chikka Devaraja (regnante nel 1672–1704), il più importante tra i primi re di Mysore, cercò non solo di mantenere salda la sua corona ma di espandere i propri domini grazie ad alleanze strategiche coi maratha ed i mughal.[18][19] Il regno crebbe in breve tempo sino ad includere Salem e Bangalore ad est, Hassan ad ovest, Chikkamagaluru e Tumkur a nord ed il resto di Coimbatore a sud.[20] Malgrado questa espansione, il regno, che si estendeva ora in gran parte del cuore dell'India interna, non aveva ancora uno sbocco sul mare. I tentativi di Chikka Devaraja di rimediare a questa mancanza portarono Mysore a scontrarsi con i capi Nayaka di Ikkeri ed i re (Rajas) di Kodagu (attuale Coorg).[21]

Ad ogni modo, dal 1704 circa, quando il regno passò al "Muteking" (Mukarasu) Kanthirava Narasaraja II, l'espansione del regno venne momentaneamente accantonata per portare avanti un delicato gioco di alleanze, negoziati ed annessioni in ogni direzione. Secondo gli storici indiani Sanjay Subrahmanyam e Sethu Madhava Rao, Mysore era a questo punto formalmente uno stato tributario dell'impero Mughal. I registri Mughul indicano la provenienza di un regolare tributo (peshkash) da parte di Mysore, ma esso ha più l'aspetto di un alleato, situazione che portò ad una competizione tra i due elementi per la supremazia nell'India meridionale.[22] Dagli anni '20 del Settecento, col crollo dell'impero mughal, ulteriori complicazioni sorsero coi residenti mughal ad Arcot ed a Sira.[18] Gli anni che seguirono videro Krishnaraja Wodeyar I muoversi cautamente sull'argomento mantenendo a bada i capi Kodagu ed i Maratha. Egli venne seguito da Chamaraja Wodeyar VI durante il cui regno il potere passò nelle mani del primo ministro (Dalwai o Dalavoy) Nanjarajiah (o Nanjaraja) e del capo dei ministri (Sarvadhikari) Devarajiah (o Devaraja), influenti fratelli dal villaggio di Kalale presso Nanjangud che governeranno per le successive tre decadi coi Wodeyars relegati al mero compito di sovrani titolari.[23][24] L'ultima parte del regno di Krishnaraja II vide i sultanati del Deccan eclissati dai mughal, status confusionario che permise a Haider Ali, capitano dell'esercito di Mysore, di divenire una figura preminente dello scenario politico dell'epoca.[16] La sua vittoria sui marathas a Bangalore nel 1758 ebbe per risultato l'annessione del loro territorio, rendendolo una figura iconica. In onore dei meriti ottenuti, il re gli concesse il titolo di "Nawab Haider Ali Khan Bahadur".[24]

Sotto Haider Ali e Tipu[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre anglo-mysore.
Cannone usato dalle forze del sultano Tipu nella battaglia di Seringapatam del 1799
I domini del regno di Mysore retti da Hyder Ali, nel 1780.
La bandiera del Sultanato di Mysore all'entrata del forte di Bangalore.
Ritratto del sultano Tipu, realizzato durante la Terza guerra anglo-mysore.
Murales dell famosa Battaglia di Pollilur nel palazzo estivo di Tipu a Seringapatam.
Lord Cornwallis si ritira astiosamente dopo l'insuccesso dell'Assedio di Seringapatam (1792).

Sebbene illetterato, Haider Ali ricoprì un ponto fondamentale della storia della Karnataka per le sue abilità in battaglia e per il suo acume amministrativo.[25][26] L'ascesa di Haidar portò ad uno sviluppo importante nel subcontinente indiano. Mentre le potenze europee erano impegnate a trasformarsi da compagnie commerciali in potenze politiche, il Nizam come sottoposto dei mughals continuò le sue ambizioni nel Deccan, ed i Marathas, a seguito della loro sconfitta a Panipat, cercarono savezza verso sud. Il periodo vide inoltre il colonialismo inglese surclassare quello francese nel controllo della Karnatica grazie a personaggi chiave come Sir Eyre Coote che sconfisse il comandante francese, Thomas Arthur, conte di Lally mnella Battaglia di Wandiwash nel 1760, il che cementò ulteriormente la supremazia inglese nell'Asia meridionale.[27] Sebbene i Wodeyars rimanessero capi nominale di Mysore durante questo periodo, il vero potere fu detenuto da Haider Ali e da suo figlio Tipu.[28]

Dal 1761, la minaccia dei Maratha venne arginata e dal 1763 Haider Ali catturò il regno Keladi, sconfiggendo i regnanti di Bilgi, Bednur e Gutti, invadendo il Malabar a syd e conquistando la capitale di Zamorin, Calcutta, con la quale dal 1766 il regno di Mysore si espanse verso Dharwad e Bellary a nord.[29][30] Mysore divenne così la maggiore potenza politica del subcontinente indiano e l'ascesa di Haider dalla sua relativa oscurità come personaggio storico fu uno dei principali mutamenti nella storia locale prima dell'arrivo dell'egemonia inglese.[31]

Gli inglesi formarono dunque un'alleanza con i marathas ed il Nizam di Golconda che portò poi alla Prima guerra anglo-mysore nel 1767. Malgrado la superiorità numerica, Haider Ali soffrì sconfitte pesanti nelle battaglie di Chengham e Tiruvannamalai. Gli inglesi ignorarono qualsiasi suo tentativo di aprirsi alla pace sino a quando non si avvicinò pericolosamente a Madras quasi imponendo la pace.[27][30][32] Nel 1770, quando l'esercito maratha di Madhavrao Peshwa invase Mysore (vennero combattute tre guerre tra il 1764 ed il 1772 da Madhavrao contro Haider, nelle quali Haider perdette sistematicamente), Haider si aspettò il supporto inglese per via del trattato del 1769 ma quesit rimasero neutrali al conflitto. Il tradimento degli inglesi e la sconfitta successiva di Haider rinforzarono il sentimento indiano anti-inglese ed aprì il via alle Guerre anglo-mysore per le successive tre decadi.

Nel 1779, Haider Ali prese parti degli attuali Tamil Nadu e Kerala a sud, estendendo l'area del regno di 250.000 km².[30] Nel 1780, egli si alleò coi francesi e siglò una pace con i marathas ed il nizam.[33] Ad ogni modo, Haider Ali venne tradito dai marathas e dal nizam che si stavano alleando con gli inglesi. Nel luglio del 1779 Haider Ali invase la Kranataka con un esercito di 80.000 uomini di cui gran parte cavalieri, scendendo dal passo dei Ghats e bruciando i villaggi incontrati prima di porre assedio ai forti inglesi a nord di Arcot dando inizio alla Seconda guerra anglo-mysore. Haider Ali ebbe alcuni successi iniziali con gli inglesi come nella Battaglia di Pollilur, la peggior sconfitta che l'Inghilterra dovette subire in India sino a Chillianwala, ed Arcot, sino all'arrivo di Sir Eyre Coote, quando la sorte degli inglesi iniziò a mutare.[34] Il 1º giugno 1781 Sir Eyre Coote colpì duramente Haider Ali nella decisiva Battaglia di Porto Novo. La battaglia venne vinta da sir Eyre Coote contro le forze in rapporto 5 a 1. Lo scontro venne seguito da un'ulteriore battaglia combattuta a Pollilur (la scena di un trionfo di Haider Ali sulle forze britanniche si trova ancora oggi affrescata nel suo palazzo estivo) il 27 agosto, nella quale gli inglesi portarono avanti un ulteriore successo, colpendo nuovamente le truppe di Mysore a Sholinghur un mese dopo. Haider Ali morì il 7 dicembre 1782, ma la guerra con gli inglesi proseguì. Egli venne succeduto da suo figlio Tipu che continuò le ostilità intraprese dal padre riprendendo Baidanur e Mangalore.[30][35]

Dal 1783 né gli inglesi né i mysoriani furono in grado di ottenere una vittoria schiacciante. I francesi ritirarono il loro supporto a Mysore dopo l'accordo di pace in Europa.[36] Tutt'altro che scoraggiato, Tipu, conosciuto col soprannome di "Tigre di Mysore", continuò la guerra contro gli inglesi ma perse molte regioni nell'attuale area costiera del Karnataka. Egli perse poi i territori di Kittur, Nargund e Badami a favore dei marathas. Il Trattato di Mangalore venne siglato nel 1784 portando a delle ostilità coi britannici e ad una temporanea fermata delle ostilità per riportare lo status quo ante bellum.[37][38] Il trattato è un importante documento della storia d'India, perché fu l'ultima occasione nella quale una potenza indiana dettò delle condizioni agli inglesi che imploravano la pace. L'inizio di nuove ostilità in Europa tra Inghilterra e Francia fu l'occasione per Tipu di rompere il trattato e riprendere la guerra con gli inglesi. Egli tentò senza successo di ottenere supporti militari dal nizam, dai marathas, dai francesi e dal sultano ottomano.[39]

L'inutile attacco di Tipu nel 1789 al Regno di Travancore, alleato inglese, fu un'imbarazzante sconfitta per Tipu, le cui forze vennero respinte da un piccol gruppo di assalitori, nella Terza guerra anglo-mysore. In principio gli inglesi presero il distretto di Coimbatore, ma il contrattacco di Tipu mise in difficoltà questa conquista. Dal 1792, con l'aiuto dei marathas che attaccarono da nord-ovest ed il nizam da nord-est, gli inglesi al comando di Lord Cornwallis assediarono Srirangapatna, portando Tipu alla sconfitta ed alla sigla del Trattato di Seringapatam. Metà del regno di Mysore venne distribuita tra gli alleati vincitori e due dei suoi figli vennero detenuti dagli inglesi come ostaggi.[37] Un umiliato ma indomabile Tipu iniziò a ricostruire la sua lacerata potenza economica e militare. Egli tentò segretamente di ottenere supporti dalla Francia rivoluzionaria, dall'emiro dell'Afghanistan, dall'Impero ottomano e dall'Arabia, sempre respinti. Nel 1799, Tipu morì difendendo Seringapatam nella Quarta guerra anglo-mysore, portando così alla fine dell'indipendenza del regno.[40]

Lo stato principesco[modifica | modifica sorgente]

Il "Palazzo del Maharajah di Mysore, India," dall'Illustrated London News, 1881 (con una moderna ridipittura a mano)

Dopo la caduta di Tipu, parte del regno di Mysore venne annesso e diviso tra la presidenza di Madras ed il Nizam. Il restante territorio venne trasformato in uno stato principesco; il rampollo di appena cinque anni della famiglia Wodeyar, Krishnaraja III, venne posto sul trono col primo ministro (Diwan) Purnaiah, che aveva già servito sotto Tipu, mentre le redini effettive del governo vennero dirette dal tenente colonnello Barry Close come residente britannico in loco. Gli inglesi mantennero il controllo sulla politica estera di Mysore e ne richiesero un tributo annuale per mantenere un esercito di truppe inglesi nello stato.[41][42][43] Come Diwan, Purnaiah si distinse per le sue idee progressiste ed innovative sino a quando non decise di ritirarsi a vita privata nel 1811 (morendo poco dopo) al compimento del sedicesimo anno di età del re-bambino.[44][45]

Il Palazzo di Mysore costruito tra il 1897 ed il 1912

Gli anni che seguirono furono segnati da relazioni cordiali tra Mysore e gli inglesi sino agli anni '20 dell Ottocento. Nel 1825 una serie di investigazioni condotte dal governatore di Madras, Thomas Munro, determinarono la presenza di un malgoverno dello stato che portò nel 1831 ad una presa diretta del controllo della corona inglese sul regno (in precedenza l'amministrazione era effettivamente retta dalla Compagnia britannica delle Indie Orientali).[46][46][47] Per i successivi cinquant'anni, Mysore passò sotto il controllo di commissari britannici appositi; Sir Mark Cubbon, politico rinomato per la sua epoca, fu impegnato a Mysore dal 1834 al 1861 in importanti opere di sviluppo che portarono il regno allo status di un paese moderno per l'epoca.[48]

Nel 1876–77, ad ogni modo, con la fine del periodo di controllo diretto degli inglesi, Mysore venne colpita da una tremenda carestia che uccise tra 700.000 e 1.100.000 persone (1/5 degli interi abitanti della regione).[49] Poco dopo, il maharaja Chamaraja IX, educato nel sistema scolastico britannico, prese il governo di Mysore, nel 1881.[50] Da quel momeno in poi sino all'indipendenza indiana nel 1947, Mysore rimase uno stato principesco del British Raj coi Wodeyar al governo.[50]

Dopo la rinuncia al trono del maharaja Chamaraja IX, Krishnaraja IV, ancora ragazzino di appena 11 anni, ascese al trono nel 1895. Sua madre Maharani Kemparajammanniyavaru fu sua reggente sino a quando questi non prese direttamente le redini del governo l'8 febbraio 1902.[51] Sotto il suo governo, con sir M. Vishweshwariah come suo Diwan, il maharaja trasformò ulteriormente Mysore in uno stato moderno e al passo coi tempi, promuovendo in particolare l'industria, l'educazione, l'agricoltura e le arti. Fu per questo che il Mahatma Gandhi chiamò il maharaja il "re santo" (Rajarishi).[52] Paul Brunton, filosofo britannico ed orientalista, John Gunther, autore americano, e lo statista inglese lord Samuel furono i contrafforti su cui il maharaja si puntò per costruire ed estendere la sua potenza.[53] Il maharaja era inoltre un ottimo musicista dilettante e come i suoi predecessori patrocinò largamente quest'arte ed il suo sviluppo.[54] Egli venne seguito al trono da suo nipote Jayachamaraja il cui governo portò ala fine dell'indipendenza dello stato e l'ingresso nell'Unione Indiana il 9 agosto 1947.[55]

Elenco dei reggenti di Mysore[modifica | modifica sorgente]

Feudatari dell'Impero Vijayanagara (dinastia Wodeyar; 1399-1565)[modifica | modifica sorgente]

  • Yaduraya (1399–1423)
  • Chamaraja Wodeyar I (1423–1459)
  • Timmaraja Wodeyar I (1459–1478)
  • Chamaraja Wodeyar II (1478–1513)
  • Chamaraja Wodeyar III (1513–1553)

Re di Mysore (dinastia Wodeyar; 1565-1761)[modifica | modifica sorgente]

  • Timmaraja II (1553–1572)
  • Chamaraja Wodeyar IV (1572–1576)
  • Bettada Wodeyar (1576–1578)
  • Raja Wodeyar I (1578–1617)
  • Chamaraja Wodeyar V (1617–1637)
  • Raja Wodeyar II (1637–1638)
  • Narasaraja Wodeyar I (1638–1659)
  • Dodda Devaraja Wodeyar (1659–1673)
  • Chikka Devaraja Wodeyar (1673–1704)
  • Narasaraja Wodeyar II (1704–1714)
  • Krishnaraja Wodeyar I (1714–1732)
  • Chamaraja Wodeyar VI (1732–1734)

Sultanato di Haider Ali e Fateh Ali Tipu (1761-1799)[modifica | modifica sorgente]

Governatorato britannico (dinastia Wodeyar; 1799-1947)[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kamath (2001), pp. 11–12, pp. 226–227; Pranesh (2003), p. 11
  2. ^ Narasimhacharya (1988), p. 23
  3. ^ Subrahmanyam (2003), p. 64; Rice E.P. (1921), p. 89
  4. ^ Kamath (2001), p. 226
  5. ^ Rice B.L. (1897), p. 361
  6. ^ Pranesh (2003), pp. 2–3
  7. ^ Wilks, Aiyangar in Aiyangar and Smith (1911), pp. 275–276
  8. ^ Aiyangar (1911), p. 275; Pranesh (2003), p. 2
  9. ^ Stein (1989), p. 82
  10. ^ Stein 1987, p. 82
  11. ^ Kamath (2001), p. 227
  12. ^ Subrahmanyam (2001), p. 67
  13. ^ a b Subrahmanyam (2001), p. 68
  14. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), p. 200
  15. ^ Shama Rao in Kamath (2001), p. 227
  16. ^ a b c d Venkata Ramanappa, M. N. (1975), p.201
  17. ^ a b Subrahmanyam (2001), p. 68; Kamath (2001), p. 228
  18. ^ a b Subrahmanyam (2001), p. 71
  19. ^ Kamath (2001), pp. 228–229
  20. ^ Subrahmanyam (2001), p. 69; Kamath (2001), pp. 228–229
  21. ^ Subrahmanyam (2001), p. 69
  22. ^ Subrahmanyam (2001), pp. 70–71; Kamath (2001), p. 229
  23. ^ Pranesh (2003), pp. 44–45
  24. ^ a b Kamath (2001), p. 230
  25. ^ Shama Rao in Kamath (2001), p. 233
  26. ^ Genio strategico e uomo di grande vigore, valore e risolutezza (Chopra et al. 2003, p. 76)
  27. ^ a b Venkata Ramanappa, M. N. (1975), p. 207
  28. ^ Chopra et al. (2003), p. 71, 76
  29. ^ Chopra et al. (2003), p. 55
  30. ^ a b c d Kamath (2001), p. 232
  31. ^ Chopra et al. (2003), p. 71
  32. ^ Chopra et al. (2003), p. 73
  33. ^ Chopra et al. (2003), p. 74
  34. ^ Chopra et al. (2003), p. 75
  35. ^ Chopra et al. 2003, p. 75
  36. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), p. 211
  37. ^ a b Chopra et al. (2003), p. 78–79; Kamath (2001), p. 233
  38. ^ Chopra et al. (2003), p. 75–76
  39. ^ Chopra et al. (2003), p. 77
  40. ^ Chopra et al. (2003), pp. 79–80; Kamath (2001), pp. 233–234
  41. ^ Kamath (2001), p. 249
  42. ^ Kamath (2001), p. 234
  43. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), p. 225
  44. ^ Quote:"The Diwan seems to pursue the wisest and the most benevolent course for the promotion of industry and opulence" (Gen. Wellesley in Kamath 2001, p. 249)
  45. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), pp. 226-229
  46. ^ a b Kamath (2001), p. 250
  47. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), pp. 229-231
  48. ^ Venkata Ramanappa, M. N. (1975), pp. 231-232
  49. ^ Lewis Rice, B., Report on the Mysore census (Bangalore: Mysore Government Press, 1881), p. 3
  50. ^ a b Kamath (2001), pp. 250–254
  51. ^ Rama Jois, M. 1984. Legal and constitutional history of India ancient legal, judicial and constitutional system. Delhi: Universal Law Pub. Co. p. 597
  52. ^ Puttaswamaiah, K. 1980. Economic development of Karnataka a treatise in continuity and change. New Delhi: Oxford & IBH. p. 3
  53. ^ The Mysore duo Krishnaraja Wodeya IV & M. Visvesvaraya, India Today. URL consultato il 23 ottobre 2007.
  54. ^ Pranesh (2003), p. 162
  55. ^ Kamath (2001), p. 261

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