Basilica di Sant'Andrea delle Fratte

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Coordinate: 41°54′13.06″N 12°29′00.79″E / 41.903629°N 12.483552°E41.903629; 12.483552

Basilica di Sant'Andrea delle Fratte
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Chiesa cattolica di rito romano
Titolare Andrea apostolo
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVI secolo
Completamento 1826

La Basilica di Sant'Andrea delle Fratte è una chiesa del centro storico di Roma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ricostruita verso la fine del XVI secolo per l'Ordine dei Minimi di Francesco di Paola, Sant'Andrea delle Fratte è una caratteristica chiesa dalla pianta a croce latina con cupola e un corto transetto, ispirato alla tipologia della Controriforma inaugurata dalla chiesa del Gesù. Il nome deriva dalla sua ubicazione, nei pressi di Piazza di Spagna, un tempo alla periferia del centro abitato, dove erano situati alberi e cespugli. Il rifacimento della torre campanaria, affidato a Francesco Borromini, è stato finanziato dal marchese Paolo del Bufalo, che abitava poco distante nel palazzo di famiglia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Sant'Andrea delle Fratte è ricordata soprattutto per i lavori di Francesco Borromini, che, fra il 1653 e il 1667, costruì lo stupendo campanile a due ordini (con i capitelli del secondo costituiti da singolari erme di Giano Bifronte) e la cupola rinforzata da contrafforti diagonali che fanno assumere all'architettura l'immagine della croce di Sant'Andrea (il santo titolare della chiesa). Singolare è il contrasto tra il tiburio, rimasto privo del rivestimento e ancora in mattone grezzo, e il campanile, bianco e curatissimo. Pur essendo incompiuto, il complesso fu da sempre uno dei più studiati all'interno dell'opera di Borromini; da segnalare i numerosi disegni di Filippo Juvarra che si ispirò a questa chiesa per la costruzione della cupola della basilica di Sant'Andrea a Mantova.

La facciata della chiesa fu finanziata grazie ad una donazione di Ercole Consalvi, plenipotenziario di papa Pio VII al Congresso di Vienna (1826). I Lavori furono affidati a Pasquale Belli il quale, probabilmente seguendo il consiglio del Valadier, disegnò l'intera facciata gli schemi tradizionali delle chiese romane del 500 a due ordini sovrapposti, ma con diversa sensibilità spaziale caratterizzata dalla rinunzia ad ogni elemento decorativo che non fosse essenziale, dalla contenutezza degli aggetti e da una certa finezza neoclassica nel disegno delle cornici e dei particolari. Sulla destra, il chiostro è ornato da un bel ciclo di affreschi del XVII secolo.

La cupola e il campanile (Borromini)

La seconda cappella a destra (la Cappella Accoramboni), forse anch'essa opera di Borromini, aveva originariamente un impianto analogo alla Cappella Spada di San Girolamo della Carità, con decorazioni marmoree che imitano un apparato funebre provvisorio. L'interno, riccamente decorato, raccoglie diverse opere di artisti del XVII e XVIII secolo, tra i quali Francesco Cozza, Francesco Queirolo, Giovanni Battista Maini, Giuseppe Bottani, Paolo Posi, Pietro Bracci.

Angelo con la corona di spine (Bernini)

I due altari del transetto sono opera di Luigi Vanvitelli (sinistra) e Filippo Barigioni (destra). Nel presbiterio tele di vari artisti, tra cui il Martirio di Sant'Andrea di Francesco Trevisani.

Uno degli elementi di spicco dell'arredo della chiesa sono le due monumentali statue con Angeli con i simboli della Passione, opera di Gian Lorenzo Bernini, scolpite inizialmente (su commissione di Clemente IX) per la serie della Via Crucis di Ponte Sant'Angelo insieme ad altri opera di allievi, furono considerati troppo belli per essere esposti alle intemperie e furono donati allo scultore. Nel 1729 gli eredi di Gian Lorenzo Bernini, che abitavano in un palazzo non lontano, donarono i due angeli alla chiesa, che si trovò così ad essere un terreno di confronto tra i due massimi geni del barocco.

La cripta della chiesa, sotto l'altare maggiore, contiene l'unico esempio di putridarium presente a Roma.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

L'organo a canne della chiesa è stato costruito nella seconda metà del XX secolo dall'organaro monteverdese Michele Continiello. Collocato in due profonde cantoria che si aprono sulle due pareti laterali del presbiterio, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera di 32. A trasmissione elettrica, ha la seguente disposizione fonica:

Prima tastiera - Positivo Aperto
Corno di Camoscio 8'
Flauto Camino 4'
Silvestre 2'
Clarinetto 8'
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Ottava 4'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 file
Flauto 8'
Flauto 4'
Dulciana 8'
Voce Umana 8'
Tromba 8'
Terza tastiera - Espressivo
Viola 8'
Bordone 8'
Principalino 8'
Ottavina 4'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Ripieno 3 file
Piccolo 2'
Terza 1.3/5'
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Contrabbasso 16'
Basso 8'
Ottava 4'
Bordone 16'
Fagotto 16'
Fagotto 8'
Fagotto 4'

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]