Atreo

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Tieste e Atreo, dipinto di Giovanni Francesco Bezzi

Atreo è una figura della mitologia greca, figlio di Pelope e di Ippodamia, fratello di Tieste e padre di Agamennone e Menelao.

Atreo, insieme a suo fratello Tieste, uccise il fratellastro Crisippo, attirandosi la maledizione paterna. Atreo e Tieste si rifugiarono presso i Danaidi che regnarono a Micene (Steleno e poi Euristeo) e successero a essi dopo che furono sterminati dagli Eraclidi. La rivalità tra i fratelli nacque dalla contesa per il titolo regale e fu esasperata dall'adulterio di Aerope, moglie di Atreo, col cognato. Divenuto finalmente re di Micene, Atreo prima bandì Tieste, poi, richiamatolo, si vendicò dell'adulterio facendo con l'inganno mangiare al fratello i tre figli da lui avuti con una ninfa.

Fuggito a Sicione, Tieste generò da Pelopia, propria figlia, Egisto; poi Pelopia sposò lo zio Atreo, che allevò anche Egisto (senza conoscerne né il padre né la madre) finché non lo inviò a uccidere Tieste; ma il giovane, scoperto che la vittima designata era suo padre, uccise lo zio e patrigno.

Agamennone e Menelao erano figli di Atreo e Aerope o, secondo un'altra versione, di Plistene, figlio di Atreo a lui premorto.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome può risalire dalle parole greche ateirés = "indomabile", àtreston = "intrepido", o ateròn = "accecato dal male". Il personaggio viene tratto dall'Iliade.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]