Tesoro di Atreo

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L'interno del Tesoro di Atreo
Sezione verticale
L'ingresso della tomba a tholos

Il Tesoro di Atreo, detto anche Tomba di Agamennone, è una maestosa tomba a tholos situata nei pressi della Rocca di Micene, in Grecia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Citata da Pausania, era ancora visibile nel 1879 quando l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann scoprì le altre tombe reali sotto l'agorà nella Rocca.

Fu edificata intorno alla metà del XIII secolo a.C. (quattro secoli prima dell'epoca presunta della Guerra di Troia) ed ospitò i resti forse del sovrano che portò a termine la ricostruzione della rocca o di un suo vicino regnante. La tomba ripete la forma di altre tholoi del Mediterraneo orientale, presenti anche nei dintorni di Micene (circa dodici), ma in forme monumentali e grandiose, arrivando ad essere uno dei più impressionanti monumenti pervenutoci dall'epoca della Grecia arcaica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una camera semi-sotterranea a pianta circolare, con una copertura a sezione ogivale, realizzata con massi progressivamente aggettanti (falsa volta). È alta tredici metri, mentre il diametro misura 14,50 metri: per trovare una costruzione in muratura con una copertura voltata altrettanto ampia si deve scorrere gli edifici conosciuti fino al Pantheon, costruito 1400 anni dopo[1]. Grande attenzione fu posta nel posizionamento delle enormi pietre, sia per garantire la stabilità alla volta alle forze di compressione del peso, sia per ottenere una superficie interna perfettamente levigata, dove un tempo dovevano risaltare le decorazioni in oro, argento e bronzo.

Si accede alla tholos da un corridoio scoperto inclinato o dromos, lungo 36 metri e con le pareti rivestite di pietre. La tholos portava attraverso un breve passaggio alla camera funeraria vera e propria, scavata con una forma pressoché cubica.

Il portale di ingresso del tumulo presentava una ricca decorazione: semicolonne in calcare verde con motivi a zig-zag sul fusto[2], un fregio con rosette sopra l'architrave della porta e decorazione a fasce con spirali per la lastra in marmo rosso che chiudeva l'apertura triangolare di alleggerimento sopra l'architrave. I capitelli sono a cavetto, simili a quelli lotiformi egizi. Altre decorazioni erano intarsiate con porfido rosso e alabastro verde, un lusso sorprendente per l'età del bronzo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Prima degli scavi ottocenteschi si pensava che la tholos fosse stata un enorme forno.
  • La camera funeraria annessa al tholos ha un nome specifico. Infatti si chiama naos.

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In età ellenistica sono esistite volte anche più grandi, ma con struttura lignea, quali l'Arsinoeion di Samotracia.
  2. ^ Alcuni resti sono conservati oggi al British Museum

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