Allobrogi

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Gli Allobrogi erano una bellicosa tribù celtica della Gallia ubicata tra il fiume Rodano e il lago di Ginevra nelle odierne Savoia, Delfinato e Vivarese. Le loro città sono oggi nell'area di Lione, Saint-Étienne e Grenoble, nel moderno dipartimento dell'Isère e nell'odierna Svizzera. La loro capitale era Vienne.

Sono menzionati per la prima volta nelle fonti da Polibio, che dice che non riuscirono a resistere ad Annibale quando questi attraversò le Alpi nel 218 a.C.

Relazioni con i Romani[modifica | modifica sorgente]

Gli Allobrogi erano famosi ai Romani come guerrieri, per la loro ricchezza e per l'importazione di frumento. Controllarono la maggior parte della valle del fiume Rodano e diversi passi montani sulle Alpi, come la via Agrippa.

Nel 123 a.C. gli Allobrogi diedero asilo a Tutomotulo re dei Salluvi, che erano stati conquistati da Roma. Gli Allobrogi si rifiutarono di consegnarlo, e allora Roma li attaccò.[1] L'8 agosto del 121 a.C. le legioni comandate da Quinto Fabio Massimo Allobrogico sconfissero e sottomisero gli Allobrogi.

Quando nel 63 a.C. Catilina invitò gli Allobrogi a unirsi alla sua congiura, essi non solo rifiutarono, ma denunciarono il suo complotto. Truppe di Allobrogi facevano parte dell'esercito di Gaio Giulio Cesare durante la conquista della Gallia. L'imperatore Augusto collocò gli Allobrogi nella provincia della Gallia Narbonense e poi in quella della Gallia Viennense. Durante il periodo imperiale Vienne crebbe molto e divenne un centro importante, come hanno dimostrato gli scavi archeologici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 61.2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia e fonti[modifica | modifica sorgente]