Alligator sinensis

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Alligatore della Cina
2011 China-Alligator 0491.JPG
Alligator sinensis
Stato di conservazione
Status iucn2.3 CR it.svg
Critico
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Crocodylia
Famiglia Alligatoridae
Genere Alligator
Specie A. sinensis
Nomenclatura binomiale
Alligator sinensis
Fauvel, 1879

L'alligatore della Cina (Alligator sinensis Fauvel, 1879) è l'unica specie di alligatoridi presente in Asia, endemica della Cina orientale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I maschi di questa specie sono lunghi fino a 2,3 m, le femmine sono ovviamente più piccole raggiungendo gli 1,75 m. I pochi esemplari conservati nei musei non superano i 180 cm. Questa specie è il parente più stretto dell' alligatore americano.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

L'alimentazione dell'alligatore cinese consiste principalmente in: pesci,anfibi, rettili, insetti e piccoli mammiferi (topi). I cuccioli si cibano principalmente di: molluschi, insetti ed anfibi. Questo alligatore si iberna, probabilmente in pozze di fango.

Distribuzione e conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Areale

È oggi presente nel tratto del fiume Yang-tze che percorre le province di Anhui, Zhejiang e Jiangsu. Tuttavia, il corso inferiore dello Yang-tze è soltanto l'estremo lembo orientale di un areale originariamente ben più vasto: fino a tempi storici, infatti, l'alligatore della Cina era diffuso anche nel medio corso del Fiume Azzurro, raggiungendo ad ovest le province di Hupeh e Yunnan, e a nord lo Hwang Ho. Le cause della scomparsa della specie da queste regioni e della sua attuale estrema rarefazione nelle province cinesi più orientali sono molteplici e intimamente correlate. La distruzione e l'inquinamento degli ambienti umidi, l'incremento demografico "esplosivo" e la conseguente espansione degli insediamenti umani in aree naturali prossime a quelle occupate dalla specie sono senz'altro gli interventi antropici indiretti che maggiormente hanno pesato sul destino dell'alligatore della Cina. Altrettanto nefasti sono stati però gli interventi antropici diretti, e cioè le uccisioni degli esemplari catturati accidentalmente o volontariamente e le cacce effettuate a scopo commerciale. Per il suo indubbio interesse scientifico, l'alligatore della Cina è oggi minacciato anche dalle brame dei collezionisti di trofei naturalistici, i quali non esitano a sborsare cifre spesso considerevoli pur di entrare in possesso della pelle o del cranio di questo rarissimo rettile. A tale proposito vale la pena di ricordare che, secondo i dati forniti dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), diversi esemplari della specie in questione, ovviamente catturati ed esportati in maniera illegale, vengono ogni anno importati e messi in vendita a Hong Kong e in molti altri grandi mercati erpetologici internazionali. Nel 1956 uno studio condotto da alcuni zoologi cinesi permise di contare, in tutto il territorio attraversato dal corso inferiore del Fiume Azzurro, un totale di appena 500 esemplari di alligatore della Cina. Attualmente, invece, non esistono dati precisi sulla reale consistenza numerica delle residue popolazioni della specie. Tuttavia è pressoché certo che il maggior numero di colonie si trova oggi nella provincia di Anhui, ove nel 1981 furono osservati circa 300 individui di questo piccolo alligatore. Per cercare di impedire l'estinzione di un rettile tanto interessante, il governo della Repubblica Popolare Cinese ha istituito delle riserve naturali - destinate unicamente all'allevamento e allo studio della specie - nelle aree meno soggette ad antropizzazione. Una delle stazioni di allevamento più note si trova a Xiadu, nella regione di Xuancheng; in questa località sono presenti almeno 90 esemplari di alligatore della Cina, e molti di questi sono stati catturati e successivamente liberati a Xiadu dai contadini e dai pastori della zona. La specie compare nella lista dei vertebrati cinesi in via di rarefazione ed è perciò protetta anche da una legge governativa che ne proibisce rigidamente la cattura e l'uccisione.


L'alligatore della Cina, incluso dal 1975 nel Red Data Book, è inoltre tutelato dalla Convenzione di Washington (Appendice I).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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