Xavier Niel

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Xavier Niel in occasione della conferenza LeWeb 2014

Xavier Niel (Maisons-Alfort, 25 agosto 1967) è un imprenditore francese. Miliardario, è attivo nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie industriali; è primariamente conosciuto come fondatore ed azionista di maggioranza della compagnia francese Iliad, di cui è presidente.[1][2] È inoltre co-proprietario del quotidiano Le Monde,[3] co-proprietario dei diritti della canzone My Way[4] e del marchio Lunettes Pour Tous (occhiali a basso costo),[5] proprietario di Monaco Telecom.[6][7] Siede anche nel consiglio di amministrazione del fondo di investimento americano KKR e nel consiglio di Unibail Rodamco Westfield.

A novembre 2020, la rivista Forbes ha stimato il suo patrimonio a $9,1 miliardi.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Xavier Niel è nato il 25 agosto del 1967 a Maisons-Alfort, nella banlieue a sud-est di Parigi. Di origini modeste, è cresciuto nella città di Créteil dove ha frequentato dapprima la scuola Allezard, successivamente il collège Louis Pasteur ed infine il collège de Maillé, scuola privata cattolica, nella quale è rimasto sino al 1983. A quattordici anni ha ricevuto il suo primo computer come regalo di compleanno e a 16 ha cominciato a sviluppare applicazioni per il Minitel. Ha conseguito il baccalauréat scientifico al lycée Saint-Michel-de-Picpus, un istituto privato parigino; si è poi iscritto ad un corso preparatorio alle Grandes écoles senza, tuttavia, concluderlo.

Ancora studente, Niel ha creato il Minitel rose, un servizio di messaggeria rosa per Minitel che si è rivelato la sua fortunata porta di lancio; pur continuando a investire nel mercato delle hot line e dei sex shop, ha cominciato a diversificare i suoi interessi lanciando nel 1994 Worldnet, il primo internet service provider francese (ISP) e, nel 1999, Free, il quale deve il nome al codice Minitel di Xavier Niel dell'epoca.[9][10]

Nel 2004 l'ormai miliardario Niel ha trascorso un mese in carcere con l'accusa di sfruttamento della prostituzione, accusa da cui è stato successivamente prosciolto. Nel 2006 ha tuttavia dovuto pagare una multa di 250mila euro per aver sottratto illegalmente dalle casse della sua società di sex shop 200 mila euro in contanti.[11]

Xavier Niel ha avuto i suoi primi due figli, Jules e John, con Catherine Samama,[12][13] mentre Élisa l'ha avuta dalla compagna Delphine Arnault, figlia di Bernard Arnault.[14] Xavier Niel possiede un hotel a cinque stelle nella stazione sciistica di Courchevel.[15]

Attività imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Telecomunicazioni

Xavier Niel possiede operatori in tutto il mondo attraverso le sue due società: Iliad e NJJ Holding (dal nome dei suoi figli Jules e John).[16]

Attraverso la sua società NJJ Holding, non quotata in borsa, ha acquistato nel 2014 il 55% di Monaco Telecom per 322 milioni di euro.[17]

Lo stesso anno ha acquistato la società Salt Mobile in Svizzera per un importo di 2,3 miliardi di euro.[18]

A novembre 2015 ha acquisito una partecipazione del 15% in Telecom Italia per 225 milioni di euro. Rivende le sue azioni nel luglio 2016.[19]

A settembre 2018, tramite Monaco Telecom, ha acquistato l'operatore cipriota MTN Cyprus per 260 milioni di euro, l'operatore verrà ribattezzato Epic a giugno 2019.[20]

Nell'aprile 2018 ha acquistato oltre il 60% dell'operatore irlandese Eir.[21]

Niel sta investendo anche in Africa acquistando nel 2018 l'operatore senegalese Tigo, che nel 2019 sarà ribattezzato Free Senegal. Ha inoltre acquisito una partecipazione nell'operatore Telma 2016.[22]

A marzo 2020 ha annunciato di aver acquistato l'operatore maltese Vodafone Malta, che diventerà Epic Malta a novembre 2020. L'operazione è costata 250 milioni di euro.[23]

Editoria e altri media

Nel 2010, insieme ad altri due soci, l'imprenditore della moda Pierre Bergé, ex compagno di Yves Saint Laurent, e l'ex politico Matthieu Pigasse, ha fatto parte di una cordata che ha rilevato la proprietà del prestigioso quotidiano Le Monde. L'allora presidente Nicolas Sarkozy cercò di ostacolare questa operazione, sapendo che Niel finanziava due siti di giornalismo d'inchiesta schierati a sinistra e temendo che il giornale potesse assumere un atteggiamento di feroce opposizione in vista delle elezioni presidenziali del 2012, ma l'assemblea dei dipendenti del giornale e il consiglio di amministrazione espressero voto favorevole all'acquisto da parte dei tre soci.[11]

Sempre nel 2010, Niel ha investito in diverse startup attive in ambiti multimediali, quali Mediapart, Bakchich, Vendredi, la piattaforma di condivisione video Vpod e il servizio di streaming musicale on demand Deezer. È inoltre membro del consiglio di amministrazione di Ateme, società specializzata in tecnologie di compressione video digitale.[24] Nel dicembre 2017 acquisisce, con altri tre azionisti, il 40% della quota azionaria della rivista letteraria Le Nouveau Magazine Littéraire.[25]

Nel febbraio 2020, tramite la sua holding personale, ha acquisito il 100% del Gruppo Nice-Matin, che pubblica Nice-Matin, Var-Matin e Monaco-Matin. Possiede anche l'11% del quotidiano marsigliese La Provence, di cui Bernard Tapie è l'azionista di maggioranza.[26][27]

Nel marzo 2020 ha acquistato il quotidiano France-Antilles dal tribunale commerciale di Fort-de-France, quotidiano distribuito nelle Antille e in Guyana francese.[28]

Nel giugno 2020, tramite la sua compagnia NJJ Presse, Xavier Niel ha acquistato il quotidiano di sport equestri Paris-Turf dal tribunale commerciale di Bobigny per un milione di euro.[29]

Educazione e formazione

Nel settembre del 2011, ha collaborato con gli imprenditori Jacques-Antoine Granjon e Marc Simoncini per dar vita all'École Européenne des Métiers de l'Internet (EEMI), ovverosia una scuola privata atta a preparare gli studenti alle professioni del web per formare nuovi manager, cosiddetti "nativi digitali".[30][31]

Il 26 marzo 2013, Xavier Niel con Florian Bucher e Nicolas Sadirac Kwame Yamgnane annuncia l'apertura della scuola École 42. Si tratta di un progetto di nuova concezione che promuove un sistema educativo libero e gratuito – finanziato interamente con fondi propri per un importo stimato di settanta milioni di euro su un periodo di dieci anni – dedicato alla programmazione e alle nuove professioni dell'era digitale. L'iscrizione non prevede, infatti, conoscenze pregresse o prerequisiti quali l'aver conseguito attestazioni o diplomi; l'unico vincolo è dato dall'età, in quanto l'accesso è riservato ai giovani dai diciotto ai trent'anni.[32][33][34]

Il progetto si è rivelato di forte successo in Francia,[35][36] tant'è che il modello è stato esportato all'estero: dapprima negli Stati Uniti, dove nell'estate del 2016, una filiale diretta della scuola, denominata 42 Silicon Valley, ha aperto i battenti a Fremont in California, nell'omonima Silicon Valley;[37] successivamente in Belgio nel 2018, con L'école 19, una filiale in franchising sita a Uccle.[38][39][40] Infine, non sono mancate emulazioni, così come occorso nel contesto italiano.[41][42]

Il 23 ottobre 2014, Xavier Niel ha annunciato la creazione del più grande incubatore di start-up del mondo, nel tredicesimo arrondissement di Parigi, all'interno della Halle Freyssinet, un'ex stazione ferroviaria. Xavier Niel finanzia la maggior parte del progetto investendo 250 milioni di euro. Il 29 giugno 2017 a Parigi ha inaugurato il campus della “Station F” alla presenza del presidente Emmanuel Macron.[43]

Occhiali a basso costo

Nel maggio 2014 Niel investe un milione di euro [44] fondando insieme a Paul Morlet, giovane imprenditore di Lione che ha una start-up di occhiali con scritte personalizzate e gli ha indirizzato una lettera all'Ècole 42 proponendogli le sue idee,[45][46] il marchio Lunettes Pour Tous con un primo negozio a Parigi:[47] il modello di business è la realizzazione di montature e lenti a basso costo, immediatamente disponibili nei negozi.[48][49]

Altri investimenti

Xavier Niel ha forse ancora partecipazioni di minoranza discrete, perché non sono pubbliche, nelle start-up prima che siano note al grande pubblico (le principali: Nest Labs, Devialet e Airbnb) o dopo (Square nel 2009, Uber e Snapchat). Questi investimenti non superano mai i 100 milioni di euro quando si prende una quota.[50]

Nel marzo 2010, Xavier Niel ha unito le forze con l'imprenditore e business angel Jérémie Berrebi per lanciare il proprio fondo di investimento, Kima Ventures. Questo fondo di investimento mira a investire, in tutto il mondo, in 50-100 start-up all'anno per un investimento medio di 150.000 euro. Pertanto, a maggio 2019, Kima Ventures ha investito in 750 start-up. Alla fine del 2010, il media americano Business Insider ha citato Kima Ventures come il fondo di business angel più attivo al mondo per numero di partecipazioni. Dal 2015 è Jean de la Rochebrochard, uno degli uomini di fiducia di Xavier Niel, a prendere il testimone da Jérémie Berrebi.[51]

Nell'ottobre 2020, ha acquisito una partecipazione in il colosso mondiale dello shopping e del retail real estate Unibail-Rodamco-Westfield attraverso la sua società NJJ Holding, il consorzio ha annunciato di aver superato la soglia del 5% il 22 ottobre 2020 ed è riuscito a sconfiggere l'aumento di capitale a seguito del voto degli azionisti del 10 novembre 2020, quest'ultimo ha conseguentemente ottenuto tre seggi nel consiglio di sorveglianza della società.[52]

Il 6 aprile 2021, ha annunciato di possedere l'15,50% della proprietà di Unibail-Rodamco-Westfield.[53]

L'imprenditore è associato a diversi investimenti immobiliari (negozi, uffici, alloggi, hotel di lusso) e il suo patrimonio immobiliare tramite le sue società è stimato intorno al miliardo di euro.[54]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Xavier Niel e Dominique Roux, Les 100 mots de l'internet, 1ª ed., Parigi, PUF, maggio 2008, ISBN 978-2-13-056631-1.
  • Xavier Niel e Dominique Roux, Le 100 parole di internet, traduzione di Giulia Mantè, Roma, Gremese, 2013, ISBN 978-88-8440-780-1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) France v Google, in The Economist, 12 gennaio 2013. URL consultato l'11 agosto 2018.
  2. ^ (FR) Iliad: Xavier Niel prend la présidence du conseil d'administration, su investir.lesechos.fr. URL consultato l'8 aprile 2021.
  3. ^ (EN) Simon Kuper, Lunch with the FT: Xavier Niel, in Financial Times, 3 maggio 2013. URL consultato l'11 agosto 2018.
  4. ^ (FR) Le fils de Cloclo cède les droits de «Comme d'habitude», in Le Figaro, 25 novembre 2009. URL consultato l'11 agosto 2018.
  5. ^ (FR) Ce concept que Lunettes pour Tous teste à Nice, in La Tribune, 11 dicembre 2018. URL consultato il 26 dicembre 2018.
  6. ^ (FR) Audrey Fournier, Xavier Niel, le patron de Free, rachète Monaco Telecom, in Le Monde, 26 aprile 2014. URL consultato l'11 agosto 2018.
  7. ^ (FR) Nicolas Richaud, Comment Xavier Niel tisse sa toile dans les télécoms à l'étranger, in Les Echos, 29 maggio 2018. URL consultato l'11 agosto 2018.
  8. ^ (EN) Xavier Niel, in Forbes. URL consultato il 15 novembre 2020.
  9. ^ (FR) Xavier Niel, le PDG, a grandi à Créteil, in Le Parisien, 11 gennaio 2012. URL consultato il 13 agosto 2018.
  10. ^ (FR) Michel Puech, Le monde du Minitel se paye Le Monde, in Mediapart, 21 giugno 2010. URL consultato il 13 agosto 2018.
  11. ^ a b John Lichfield, Xavier Niel, l'editore a due facce, Internazionale, n. 855, 22 luglio 2010.
  12. ^ Solveig Godeluck e Emmanuel Paquette, Xavier Niel. La voie du pirate.
  13. ^ (FR) Gilles Tanguy, Les petits secrets du patron de Free, Xavier Niel, in Capital, Gennevilliers, 13 giugno 2013. URL consultato il 20 agosto 2018.
  14. ^ (EN) Xavier Niel, su Forbes. URL consultato il 10 marzo 2021.
  15. ^ L'Apogée à Courchevel, le palace de Xavier Niel - Challenges, su www.challenges.fr. URL consultato il 10 marzo 2021.
  16. ^ (FR) Charles de Laubier, Président de 25 holdings personnelles, Xavier Niel simplifie ses « NJJ » et s’engage à ne pas concurrencer Iliad | Edition Multimédi@, su editionmultimedia.fr. URL consultato l'8 marzo 2021.
  17. ^ (FR) Xavier Niel, fondateur de Free, rachète Monaco Telecom, in Le Monde.fr, 25 aprile 2014. URL consultato l'8 marzo 2021.
  18. ^ (FR) Xavier Niel rachète Orange Suisse pour 2,3 Mds¤, su LEFIGARO. URL consultato l'8 marzo 2021.
  19. ^ njjcapital.org, http://www.njjcapital.org/media/NJJ_Holding_CP_04112014.pdf.
  20. ^ Xavier Niel rachète MTN Chypre pour 260 millions €, su www.jeuneafriquebusinessplus.com. URL consultato l'8 marzo 2021.
  21. ^ (EN) Mathieu Rosemain, Gwénaëlle Barzic, Conor Humphries, French telecoms tycoon Niel to take over Ireland's eir in $770 million deal, in Reuters, 20 dicembre 2017. URL consultato l'8 marzo 2021.
  22. ^ (FR) Télécoms: Tigo Sénégal racheté par un consortium comprenant Xavier Niel, su LEFIGARO. URL consultato l'8 marzo 2021.
  23. ^ (FR) Monaco Télécom (Xavier Niel) rachète Vodafone Malta, su alloforfait.fr, 20 dicembre 2019. URL consultato l'8 marzo 2021.
  24. ^ (FR) Alexandre Habian, X. Niel investit dans la start-up du fondateur de Twitter, su Clubic, 14 gennaio 2010. URL consultato il 18 agosto 2018.
  25. ^ (FR) Chloé Woitier, Xavier Niel investit dans Le Nouveau Magazine littéraire, in Le Figaro, 15 dicembre 2017. URL consultato il 18 agosto 2018.
  26. ^ (FR) Nice Matin: Xavier Niel finalise le rachat, finance un plan de départs volontaires, su LEFIGARO. URL consultato il 10 marzo 2021.
  27. ^ (FR) Thomas Romanacce, Xavier Niel rejoint Bernard Tapie au capital de La Provence, su Capital.fr, 28 giugno 2019. URL consultato il 10 marzo 2021.
  28. ^ (FR) L’offre de reprise de « France-Antilles » déposée par Xavier Niel validée, su www.20minutes.fr. URL consultato il 10 marzo 2021.
  29. ^ (FR) Xavier Niel devient le nouveau propriétaire du groupe Paris-Turf, in Le Monde.fr, 30 giugno 2020. URL consultato il 10 marzo 2021.
  30. ^ (FR) Xavier Biseul, Les stars du web lancent leur école de l'internet au Palais Brongniart, in BFM Business, 6 giugno 2011. URL consultato il 20 agosto 2018.
  31. ^ (FR) Philippe Mandry, Marie-Anne Nourry e Florian Reynaud, L'EEMI: l'école fondée par des stars du Web, in L'Étudiant, 20 marzo 2013. URL consultato il 20 agosto 2018.
  32. ^ (FR) Quentin Descamps, Alt garderie pour bébés Niel, in Libération, 1º marzo 2015. URL consultato il 20 agosto 2018.
  33. ^ Diletta Parlangeli, Viaggio nell'École 42, la scuola di coding di tutti, ma non per tutti, in Wired Italia, 30 settembre 2016. URL consultato il 20 agosto 2018.
  34. ^ Marco Moussanet, A Parigi «42», come funziona la scuola dei geek: gratis senza professori, in Il Sole 24 ORE, 4 giugno 2016. URL consultato il 20 agosto 2018.
  35. ^ (FR) L'école 42 de Xavier Niel classée meilleure école de code au monde, in Capital, Gennevilliers, 13 gennaio 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  36. ^ Sonia Montrella, Ecole42, la scuola dove non si "insegna nulla" ma il 100% dei diplomati trova lavoro, in Agenzia Giornalistica Italia, 4 settembre 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  37. ^ (FR) Ysis Percq, Xavier Niel ouvre une école 42 dans la Silicon Valley cet automne, in Les Échos Start, 18 maggio 2016. URL consultato il 20 agosto 2018.
  38. ^ (FR) Philippe Coulée, Xavier Niel ouvre son "anti-école" de codage à Bruxelles, in L'Écho, Bruxelles, 16 settembre 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  39. ^ (FR) Bruxelles va accueillir Xavier Niel et son «anti-école» de codage, in Le Soir, 16 settembre 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  40. ^ (FR) L'école 19 cherche ses futurs étudiants codeurs, in RTBF, 8 gennaio 2018. URL consultato il 20 agosto 2018.
  41. ^ Claudio Cerasa, Perché anche l'Italia non crea la sua École 42?, in Il Foglio, 30 novembre 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  42. ^ L'Ecole 42 anche in Italia. Il progetto della Luiss, in Il Foglio, 7 dicembre 2017. URL consultato il 20 agosto 2018.
  43. ^ (FR) Avec Station F, Xavier Niel s’impose comme figure incontournable du monde des start-up, su Les Echos, 29 giugno 2017. URL consultato il 10 marzo 2021.
  44. ^ Anais Ginori, Niel e la passione low cost. Pima Iliad, ora gli occhiali, Affari&Finanza, 28 gennaio 2019, p. 18
  45. ^ (FR) Audrey Chabal, Paul Morlet (Lunettes Pour Tous), L’Entrepreneur Qui N’A Pas Froid Aux Yeux, in Forbes France, 13 novembre 2017. URL consultato il 26 dicembre 2018.
  46. ^ Anais Ginori, op.cit., p. 18
  47. ^ (FR) "Lunettes pour tous", le "Free" de l'optique qui casse les prix, in Challenges, 12 ottobre 2015. URL consultato il 26 dicembre 2018.
  48. ^ (FR) 10 euros la monture : Lunettes pour tous bouscule les opticiens, in Les Echos Executives, 21 ottobre 2016. URL consultato il 26 dicembre 2018.
  49. ^ (FR) Une start-up expérimente avec succès un modèle discount, in Le Monde, 15 gennaio 2018. URL consultato il 26 dicembre 2018.
  50. ^ Xavier Niel, la voie du pirate.
  51. ^ (FR) Guillaume Bregeras et Deborah Loye, Les disciples de Xavier Niel aux commandes, su Les Echos Executives, 16 maggio 2019. URL consultato il 10 marzo 2021.
  52. ^ (FR) Immobilier: le coup de force de Xavier Niel chez le géant Unibail, su LEFIGARO. URL consultato il 10 marzo 2021.
  53. ^ (EN) Business Immo, Unibail-Rodamco-Westfield: Xavier Niel crosses the 15% threshold, su Business Immo - Le site de l'immobilier d'entreprise, 7 aprile 2021. URL consultato l'8 aprile 2021.
  54. ^ (FR) 7 choses que vous ignoriez sur Xavier Niel, le patron de Free, su BFM BUSINESS. URL consultato il 10 marzo 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Gilles Sengès, Xavier Niel. L'homme Free, Parigi, Michel de Maule, 2012, ISBN 978-2-87623-468-0.
  • (FR) Aude Lancelin, Le monde libre, Parigi, Les Liens qui Libèrent, 2016, ISBN 979-10-209-0460-7.
  • (FR) Solveig Godeluck e Emmanuel Paquette, Xavier Niel. La voie du pirate, Parigi, Édi8 – Éditions First, 2016, ISBN 978-2-7540-8194-8.

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