Uber

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Uber
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 2009 a San Francisco
Fondata da Travis Kalanick, Garrett Camp
Sede principale San Francisco
Persone chiave Travis Kalanick (CEO)
Settore Trasporto
Sito web
Questioni legali in tutto il mondo

Uber è un'azienda con sede a San Francisco (USA) che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione software mobile (app) che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti.

La società è presente in decine di città in tutto il mondo.

Le auto possono essere prenotate con l'invio di un messaggio di testo o usando l'applicazione mobile, tramite la quale i clienti possono inoltre tenere traccia in tempo reale della posizione dell'auto prenotata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Uber Technology Inc. è stata ideata nel 2009 da Garett Camp, insieme al suo collaboratore Travis Kalanick. All'inizio il nome non era Uber, ma UberCab.

L’investimento iniziale di $200.000 in un solo anno, tra il 2009 e il 2010, frutta ben $1.25 milioni.

Nel 2010 Uber fa un grande passo in avanti: sviluppa una applicazione che con un semplice click permette alla clientela di usufruire di un servizio di prenotazione online. Il segnale inviato dall’applicazione viene trasmesso automaticamente al taxi Uber più vicino.

Entro la fine del 2011 il capitale accumulato dalla Uber Technology Inc. ammonta a $44.5 milioni di dollari. In quello stesso anno l’azienda ha cambiato il nome, da UberCab diventa semplicemente Uber.

Il 12 dicembre 2012 un quotidiano rivela che il motore di ricerca cinese, “Baidu”, che è il più importante di tutta la Cina, è pronto a investire nella Uber Technology Inc. Pochi giorni dopo, il 17 dicembre 2012, viene confermato l'accordo tra le due aziende. Inizialmente in Cina Uber apre sedi in sole in otto città, ma in seguito le città aumentano. Nel maggio del 2015 il capitale ammonta a $2 miliardi di dollari in fondi aggiuntivi, e il valore dell'azienda sale a $50 miliardi di euro. L'azienda sta diventando sempre più' importante, e altre aziende decidono di investire nel progetto. Il motore di ricerca Baidu decide un altro investimento importante per connettere l'applicazione alle mappe. La Toyota investe per garantire a Uber l’utilizzo delle proprie auto, e anche Google Ventures investe ben $258 milioni di dollari nel progetto.


Prezzi e Contratto Uber[modifica | modifica wikitesto]

I requisiti per guidare un Uber non sono molti. Si deve avere la giusta età e possedere la patente di guida, bisogna superare una prova di controllo del veicolo. L'autista deve saper usare e gestire tutti i mezzi tecnologici, e soprattutto l'applicazione che serve per prenotare il servizio. Chi possiede questi semplici requisiti può guidare un Uber.

Per il servizio di pagamento, esistono due funzioni diverse. Per le corse entro i 18km, il pagamento viene calcolato non in base al tempo, ma in base alla distanza. Invece oltre i 18km il costo viene calcolato come per tutti i taxi, cioè in base alla durata della corsa. Alla fine del servizio, il pagamento viene effettuato direttamente con la carta di credito del passeggero. Dall'aprile del 2016, l’azienda ha deciso di lasciare ai passeggeri la possibilità di pagare in contanti direttamente ai guidatori. Nel maggio del 2015 sono state fatte delle prove in India, dove i passeggeri pagavano utilizzando cash e non carte di credito. Invece nel Settembre del 2015 la Uber ha collaborato con la Artiel India per implementare il programma di pagamento Artiel Mobile Payment . Questo servizio permette ai passeggeri di utilizzare la Artiel usando il 4G senza costi aggiuntivi.

Proteste[modifica | modifica wikitesto]

La Uber riceve contestazioni in tutto il mondo per diverse ragioni e da parte di diversi soggetti, principalmente da altri tassisti. I tassisti contestano alla Uber di non pagare le tasse; sostengono inoltre che le persone che guidano questo tipo di taxi non avrebbero la patente, e per questa ragione metterebbero a rischio il passeggero.

Le proteste provengono anche dagli stessi autisti della Uber, i quali sostengono che le condizioni di lavoro siano troppo rigide e non verrebbero rispettati loro diritti di lavoratori. Nel 2015 ci sono state proteste in dieci paesi diversi che hanno causato anche gravi incidenti. Il 31 dicembre del 2013, Syed Muzzaffar alla guida di un Uber, investì una bambina di sei anni a San Francisco. La famiglia della giovane bambina fece denuncia alla Uber Technology Inc, spiegando che Uber era responsabile per le azioni di Syed Muzaffar. L'8 Dicembre del 2014, quasi un anno dopo l'incidente, Syed Mazuffar venne arrestato, e si scoprì che era stato arrestato anche nel 2004 in Florida perché guidava in stato di ebrezza. Questo incidente, accaduto alla fine del 2013 ha scatenato moltissime polemiche. Nel dicembre del 2014 la Uber Technology Inc. è stata chiusa in Spagna, per poi tornare disponibile nel 2016 solo dopo che gli autisti si erano dotati di una patente adatta.

Nella città di Delhi in India il servizio è stato limitato perché non tutte le persone che guidano gli Uber hanno la patente adatta.

In Polonia, grazie alle continue proteste, le persone che guidano gli Uber godono ora degli stessi diritti e benefici dei tassisti comuni.

In Germania nel 2015 il governo ha deciso di vietare il servizio Uber a causa delle proteste da parte di tassisti e degli utenti.

In Texas, a Austin, nel 2015 la Uber Technology Inc. ha proposto il servizio, ma poi nel 2016 ha deciso di ritirare il progetto a causa delle imposizioni dettate dal governo.

UberPOP[modifica | modifica wikitesto]

Uber propone anche un altro servizio: UberPOP.

Si tratta di un servizio in parte assimilabile ad un servizio di tipo "taxi", in cui - attraverso la stessa app Uber - è possibile ottenere passaggi da privato a privato.

L'azienda sta implementando con lo stesso sistema un servizio di consegne di merce a domicilio.

Il pagamento (e qui UberPOP si differenzia da altri servizi di car pooling) è effettuato tramite carta di credito, direttamente all'azienda stessa, come il classico Uber.

Il 13 febbraio 2015 a Genova il giudice di pace Giovanni Gualandi ha accolto il ricorso presentato da un guidatore Uber, il quale era stato sanzionato mesi prima come tassista abusivo[1], affermando che il servizio offerto da UberPop non è riconducibile al taxi ma semmai al noleggio con conducente.[2]

Nel maggio 2015 il Tribunale di Milano ha disposto il blocco dell'App Uber Pop in tutta Italia.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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