Walter Chiari - Fino all'ultima risata

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Walter Chiari - Fino all'ultima risata
Paese Italia
Anno 2012
Formato miniserie TV
Genere biografico, commedia
Puntate 2 Modifica su Wikidata
Durata 100 min (puntata)
Lingua originale italiano
Rapporto 16:9
Crediti
Regia Enzo Monteleone
Soggetto Enzo Monteleone, Luca Rossi
Sceneggiatura Enzo Monteleone, Luca Rossi
Interpreti e personaggi
Fotografia Marco Pieroni
Montaggio Osvaldo Bargero
Musiche Pivio e Aldo De Scalzi
Scenografia Stefano Pica
Costumi Enrica Barbano
Produttore Luca Barbareschi
Produttore esecutivo Claudio Gaeta
Casa di produzione Casanova Multimedia, Rai Fiction
Prima visione

Walter Chiari - Fino all'ultima risata è una miniserie televisiva italiana in due puntate, trasmessa da Rai 1 il 26 e 27 febbraio 2012.

La fiction racconta la vita, i successi e gli insuccessi del grande attore Walter Chiari, interpretato da Alessio Boni.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto si svolge come un lungo flashback. Parte dalla fabbrica Isotta Fraschini dove Chiari lavora come operaio. Un giorno, per puro caso, sale sul palcoscenico di un teatro per raccontare una barzelletta. Da lì inizia una carriera in continua ascesa che lo porterà a diventare uno dei più grandi attori italiani del secondo dopoguerra. Una vita ricca non solo di apparizioni in tv, cinema, spettacoli teatrali, pubblicità e rotocalchi, ma anche di rapporti con splendide donne.

Le donne paiono infatti avere un'importanza fondamentale nella sua vita: l'amica di sempre Valeria Fabrizi, Sophie Blondel, starlette di avanspettacolo che lo fa esordire, Alida Chelli, moglie e madre del figlio Simone. Per passare poi alla storia con la Miss Italia Lucia Bosè e al travagliato rapporto con Ava Gardner.

All'apice del successo Chiari viene però arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti: da tempo era schiavo della cocaina. Al ritorno in scena scopre che le porte del mondo dello spettacolo per lui si sono chiuse.

Ricomincia a lavorare in piccoli locali e con le nascenti televisioni private, cercando di ritrovare la fama perduta. Dopo anni difficili, il grande pubblico lo riscopre grazie ad un'interpretazione nel film Romance che lo porta ad un passo dalla Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Sfuggitogli il premio per un soffio, capisce che non ha ancora finito di espiare le sue colpe.

Termina così i suoi giorni in solitudine e dimenticato, in un residence della periferia milanese, davanti ad un televisore che trasmette i suoi vecchi sketch.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata da Casanova Multimedia e da Rai Fiction, la miniserie (inizialmente nota come Il mio amico Walter[1]) è stata prodotta da Luca Barbareschi, diventato a suo tempo amico di Walter Chiari durante la lavorazione di Romance; sul set di quel film, Chiari si era fatto promettere dal giovane collega che un giorno avrebbe realizzato un film sulla sua vita.[2][3]

Alessio Boni, protagonista della fiction e straordinariamente somigliante a Chiari,[4] ha dichiarato più volte come questo sia stato il ruolo più difficile della propria carriera[1][5] («sono diventato pazzo a interpretarlo, ma ne è valsa la pena»[6]), essendo Walter Chiari un personaggio ancora ben radicato nella memoria degli spettatori, e quindi inevitabilmente confrontabile con l'interprete.[7] Nel prepararsi al ruolo, Boni ha evitato di imitare Chiari per non incappare in un possibile scimmiottamento («non ho nemmeno provato a imitarlo, sarebbe stato inutile»[5][6]), e per mesi ha letto e visto tutto ciò che era inerente all'attore, facendo suo il modo di parlare («sincopato, aritmico, quasi jazzistico») e la gestualità.[7]

Il regista Enzo Monteleone ha parlato della miniserie come di un buon modo per ricordare Walter Chiari, un uomo che «ha dato tanto allo spettacolo italiano. Ha divertito generazioni diverse. È stato maltrattato e dimenticato troppo in fretta. Con questo film abbiamo cercato di ricordarlo». Monteleone ha raccontato che durante i mesi della lavorazione ha incontrato molte persone che hanno realmente conosciuto l'attore, ed ha potuto constatare ancora un grande affetto, oltre che una grande nostalgia, nei suoi confronti. Inoltre «fare un film sulla vita di Walter Chiari significa attraversare vari decenni dello spettacolo italiano, dal varietà, al cinema, al musical, alla televisione. E poi la Dolce Vita, le dive, i grandi amori. Insomma la vita avventurosa di Walter doveva essere raccontata».[8]

Simone Annicchiarico, figlio di Walter Chiari e di Alida Chelli, ha svolto il ruolo di consulente al progetto; inizialmente poco convinto dai contenuti della fiction, ha poi cambiato opinione quando ha capito in che modo il produttore Barbareschi voleva tratteggiare suo padre.[9] Annicchiarico è anche apparso in un breve cameo nei minuti iniziali della fiction.[10][11]

La trama si ispira ai fatti e momenti più significativi della vita dell'attore, cogliendone la realtà della persona sia dal punto di vista umano che artistico. Non è raccontata come un'agiografia, ma bensì come una vicenda umana, molto travagliata.[6] La miniserie si concede però alcune licenze in fase di sceneggiatura, inventando o modificando alcuni aspetti della biografia;[12] questa scelta non è stata apprezzata da una parte di pubblico e critica, ma è stata parzialmente difesa da Simone Annicchiarico, che ha commentato: «un sacco di gente mi scrive o mi messaggia indignata per come è stata sceneggiata questa fiction sul mio babbo, e allora vi rispondo: mi ricordate per favore una fiction che si è attenuta alla realtà? La maggior parte di fiction dedicate a personaggi storici sono finite in tribunale. Una cosa è un documentario ...Un'altra è una fiction. La prima è realtà o almeno una ricostruzione, la seconda è pura finzione...»[12] In seguito lo stesso Annicchiarico ha puntualizzato che, nonostante «Alessio Boni è straordinario, da fargli un monumento per quanta dedizione ha messo nel personaggio», riguardo alla sceneggiatura, «se nella prima puntata l'85 per cento delle cose sono vere e il restante 15 è romanzato, nella seconda è esattamente il contrario: l'85 per cento è inventato [...] Ne esce fuori un uomo fallito, dominato da brutti demoni, mentre lui era di un'allegria contagiosa, aveva un sacco di persone intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì».[13]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La critica è stata pressoché unanime nel lodare l'ottima interpretazione di Alessio Boni, che è riuscito a rappresentare al meglio le varie sfaccettature di Walter Chiari.[11] In particolare, Alessandra Comazzi della Stampa ha parlato di «una davvero notevole interpretazione di Alessio Boni, signor attore d'Accademia [...] Dunque Boni, alla Actor's Studio, "diventa" Chiari. Ma nello stesso tempo, alla italiana, alla Mastroianni, non imita ma interpreta».[14]

Commenti meno lusinghieri sono stati rivolti in generale alla miniserie e alla sua realizzazione. Aldo Grasso del Corriere della Sera ha parlato di una «rivisitazione superficiale e maldestra», in cui «alla ricostruzione si è preferito la caricatura», commentando: «e dire che con tutto il materiale di repertorio che esiste su uno dei più grandi entertainer dello spettacolo italiano era quasi impossibile costruire una fiction così brutta. Ci sono riusciti»[15]; la Comazzi ha espresso un giudizio meno netto ma anch'esso un po' deluso, scrivendo in merito di «un bel lavoro, peccato che, oltre alla personalità dell'artista, non sia resa di più pure l'aria dei tempi. Deve essere questione di costi».[14]

In seguito alla recensione non entusiasta di Grasso, la Casanova Multimedia ha replicato alle critiche attraverso un messaggio sul proprio sito web, contestando tra le altre cose l'idea di dover seguire a tutti i costi una «rigida verosimiglianza» nel presentare una storia, e spiegando che: «l'ambizione di Walter Chiari non era fornire un documento filologicamente esatto della vita di un protagonista della TV italiana, ma costruire un racconto emozionante e comprensibile per gli spettatori di oggi».[16]

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

Puntata Prima TV Italia Telespettatori Share
1 26 febbraio 2012 5.535.000 21,01%
2 27 febbraio 2012 6.452.000 22,66%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Diego Odello, Il mio amico Walter, Alessio Boni è Walter Chiari: “Il personaggio più difficile che ho interpretato finora”, fictionitaliane.com, 2 dicembre 2011. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  2. ^ Michela Ventrella, Una fiction per ricordare Walter Chiari, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 10 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  3. ^ Stefania Rossini, Parliamoci Chiari (PDF), in l'Espresso, 23 febbraio 2012, pp. 58-59. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  4. ^ Michela Tamburrino, "Il mio Walter Chiari è quello della caduta", www3.lastampa.it, 25 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  5. ^ a b Boni: “Il mio Walter Chiari, genio inafferrabile”, kataweb.it, 24 febbraio 2012. (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  6. ^ a b c Elena Martelli, Amori, coca e spese folli, ma in TV ritorna grande (PDF), in Il Venerdì di Repubblica, 17 febbraio 2012, pp. 130-131. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  7. ^ a b Beba Marsano, Sono un artigiano, un ladro e un bambino (PDF), in Class, febbraio 2012, p. 14. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  8. ^ Walter Chiari - Fino all'ultima risata, la fiction con Alessio Boni su Raiuno, tvblog.it, 26 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  9. ^ Grazia Lissi, Sono come mio padre: un timido seduttore (PDF), in Oggi, 22 febbraio 2012, pp. 84-88. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  10. ^ Giorgia Iovane, Walter Chiari rivive con Alessio Boni: la miniserie stasera e domani su RaiUno, televisionando.it, 26 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  11. ^ a b Walter Chiari, una fiction scandita più dalle donne che dal protagonista. Alessio Boni bravo "fino all'ultima risata", tvblog.it, 27 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  12. ^ a b Walter Chiari - Fino all'ultima risata, il figlio Simone Annicchiarico difende (in parte) la fiction poco attinente alla realtà: "Non è un documentario", tvblog.it, 28 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  13. ^ Renato Franco, Il figlio di Walter Chiari: "La fiction su mio padre? Troppe invenzioni", corriere.it, 29 febbraio 2012. URL consultato il 29 febbraio 2012.
  14. ^ a b Alessandra Comazzi, Alessio Boni, il meglio di un attore, lastampa.it, 28 febbraio 2012. URL consultato il 29 febbraio 2012.
  15. ^ Aldo Grasso, La caricatura di Walter Chiari, una sofferenza guardarla, corriere.it, 28 febbraio 2012. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  16. ^ Risposta ad Aldo Grasso, casanovamultimedia.it, 29 febbraio 2012. URL consultato il 29 febbraio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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