Vittorio Tur

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vittorio Tur
Vittorio Tur.jpg
L'ammiraglio Tur durante l’occupazione di Cefalonia, il 4 maggio 1941.
30 marzo 1882 – 22 ottobre 1969
Nato aLivorno
Morto aRoma
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
ArmaRegia Marina
Anni di servizio1897-1945
GradoAmmiraglio di Squadra
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Guerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia del Solstizio
Battaglia di Vittorio Veneto
Operazione Anton
DecorazioniMedaglia d'Argento al Valor Militare (tre concessioni)
Medaglia di Bronzo al Valor Militare (due concessioni)
Croce di Guerra al Valor Militare
Croce al merito di guerra (quattro concessioni)
Studi militariRegia Accademia Navale di Livorno
Fonte: Dizionario Biografico Uomini della Marina 1861-1946
voci di militari presenti su Wikipedia

Vittorio Tur (Livorno, 30 marzo 1882Roma, 22 ottobre 1969) è stato un ammiraglio italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Tur nacque a Livorno nel 1882 ed entrò nell’Accademia navale, avente sede nella città natia, nel 1897, uscendone nel 1901 con il grado di guardiamarina.[1][2] Tra il 1902 ed il 1904 partecipò alla crociera di circumnavigazione dell'ariete torpediniere Calabria, dopo di che fu imbarcato per alcuni anni su navi maggiori e prese parte, nel 1907-1908, ad una campagna idrografica da parte dell'ex avviso Staffetta in acque africane.[1] Promosso tenente di vascello nel 1908, nel 1911-1912 partecipò alla guerra italo-turca a bordo della corazzata Sicilia.[1]

Quanto l'Italia entrò nella prima guerra mondiale, il 24 maggio 1915, Tur era il comandante in seconda del cacciatorpediniere Irrequieto; dopo breve tempo ebbe i suoi primi incarichi di comando, su torpediniere in Alto Adriatico.[1] Per un'azione con una torpediniera al largo di Pola, gli fu conferita una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.[1] Nel giugno 1917 fu promosso capitano di corvetta, e nel marzo 1918 gli fu assegnato il comando del Battaglione "Caorle" del Reggimento Marina, schierato sul fronte del Piave.[1] Al comando del Battaglione "Caorle", Tur partecipò alla Battaglia del Solstizio ed alla Battaglia di Vittorio Veneto, ricevendo per le sue azioni due Medaglie d'Argento al Valor Militare ed un'altra Medaglia di Bronzo.[1]

Concluso il conflitto, Tur, sempre al comando del "Caorle", fu inizialmente stanziato a Pola, mentre nel 1919 gli fu affidato il comando del cacciatorpediniere Palestro, che tenne per due anni.[1] Promosso capitano di fregata nel 1922, negli anni successivi alternò brevi incarichi a terra a La Spezia (nell'Arsenale e presso la Direzione Torpedini e Munizionamento) con i comandi dei cacciatorpediniere Impavido e Generale Achille Papa e delle relative Squadriglie.[1] Nel 1928 Tur fu promosso a capitano di vascello e nominato comandante delle Scuole C.R.E.M. di Pola, incarico che lasciò l'anno successivo; nel 1934-1935, promosso a contrammiraglio, ricoprì l'incarico di Comandante Superiore del C.R.E.M.[1]

Nel 1935 Tur divenne ammiraglio di divisione e ricevette il comando della Divisione Navale in Africa Orientale, con bandiera sull'incrociatore leggero Bari; in tale ruolo, fu dislocato in Africa Orientale durante la Guerra d'Etiopia (1935-1936).[1] Nel 1936, divenuto comandante della VII Divisione Navale (con insegna sull'incrociatore leggero Eugenio di Savoia, partecipò alle operazioni navali connesse alla guerra civile spagnola.[1] Nel biennio 1937-1939 Tur fu di nuovo Comandante Superiore del C.R.E.M., mentre nel 1939 divenne Comandante Militare Marittimo Autonomo dell'Alto Adriatico.[1]

Quando l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale, il 10 giugno 1940, l'ammiraglio Tur era comandante militare marittimo di Durazzo, in Albania.[1][2] Nell'ottobre 1940 fu promosso ammiraglio di squadra e ricevette il comando della Forza Navale Speciale (FNS), unità creata allo scopo di effettuare operazioni anfibie.[1] La FNS era costituita dagli incrociatori leggeri Bari e Taranto, dai cacciatorpediniere Carlo Mirabello ed Augusto Riboty, dalle torpediniere Antares, Altair, Aretusa, Andromeda, Angelo Bassini, Nicola Fabrizi e Giacomo Medici e dalle navi da sbarco Sesia, Tirso e Garigliano; suo compito iniziale sarebbe stata l'invasione ed occupazione dell'isola greca di Corfù, da effettuarsi il 28 ottobre 1940, in coincidenza con l'invasione della Grecia.[3] Il maltempo, tuttavia, costrinse a rimandare l'operazione di alcuni giorni, finché l'andamento sfavorevole delle operazioni in terra greca indusse ad annullare lo sbarco a Corfù per dirottare le truppe sul fronte greco-albanese.[3]

Tra il 29 aprile ed il 4 maggio 1941, a seguito del collasso della Grecia in seguito all'intervento tedesco, la Forza Navale Speciale al comando di Tur procedette all'occupazione delle Isole Ionie.[3]

Nel 1942 la Forza Navale Speciale venne incaricata dell’esecuzione dell'Operazione C3, la progettata conquista di Malta: secondo i piani, 19 navi da trasporto, 270 mezzi da sbarco ed una cinquantina di altri natanti, scortati da una trentina di siluranti, avrebbero dovuto sbarcare un totale di 62.000 uomini (nonché 1600 veicoli e 700 pezzi d’artiglieria) sulle coste dell'isola.[4][5] L'ammiraglio Tur avrebbe dovuto dirigere l'operazione; per attuare lo sbarco (il primo giorno sarebbero stati sbarcati 35.000 uomini, seguiti da altri 25.000 nei giorni seguenti), la Forza Navale Speciale venne potenziata con l'assegnazione di motozattere, motolancie Classe ML, bragozzi, motovelieri e vaporetti lagunari convertiti in mezzi da sbarco, traghetti convertiti in navi da sbarco e diversi posamine.[4][6] Nella prima metà del 1942 la Forza Navale Speciale, concentrata a Livorno si addestrò nelle operazioni di sbarco lungo le coste della Toscana, che presentavano una conformazione rocciosa simile a quella di Malta; ma nel luglio 1942, a seguito del favorevole andamento delle operazioni terrestri sul fronte libico-egiziano, l'Operazione C3 venne annullata.[4][5]

L'11 novembre 1942 la Forza Navale Speciale (forte in totale di 146 unità di vario tipo), al comando dell'ammiraglio Tur, lasciò Livorno e sbarcò a Bastia, Ajaccio, Porto Vecchio e Santa Maura[non chiaro] le truppe italiane incaricate dell’occupazione della Corsica durante l'Operazione Anton, l'occupazione italo-tedesca della Francia di Vichy.[1] Lo sbarco (effettuato con parte degli uomini e mezzi destinati all'invasione di Malta), che non incontrò opposizione da parte delle modeste forze di Vichy, fu portato a termine senza inconvenienti, e l'isola fu agevolmente occupata.[1][7]

Nel gennaio 1943 l'ammiraglio Tur venne nominato Comandante Militare Marittimo in Francia, con sede a Tolone, mentre in maggio passò al comando del Dipartimento Militare Marittimo del Basso Tirreno, con sede a Napoli, incarico che mantenne fino all'8 agosto 1943.[1]

Quando fu annunciato l’armistizio di Cassibile, l'8 settembre 1943, Tur si trovava a Roma; a seguito dell'occupazione tedesca dell'Italia centrale e settentrionale, egli rimase in territorio occupato dalle forze tedesche, ma rifiutò di collaborare con le autorità tedesche o di aderire alla Repubblica Sociale Italiana.[1] Il 30 marzo 1945 fu collocato in ausiliaria per raggiunti limiti di età, ma fu richiamato in servizio fino al 15 luglio 1945.[1]

Morì a Roma il 22 ottobre 1969.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Dizionario Biografico Uomini della Marina Militare.
  2. ^ a b c B. Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 2, Milano, Mondadori Editore, 1975, p. 224-225.
  3. ^ a b c Pier Filippo Lupinacci, Vittorio Emanuele Tognelli, La difesa del traffico con l'Albania, la Grecia e l'Egeo, pp. 26-27-73-74.
  4. ^ a b c Le tre previste invasioni di Malta
  5. ^ a b Operazione C3 Malta
  6. ^ Malta C3
  7. ^ Erminio Bagnasco, In guerra sul mare. Navi e marinai italiani nel secondo conflitto mondiale, p. 322.