Vibia Sabina

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Vibia Sabina
Vibia Sabina (Villa Adriana) 01.jpg
Statua in marmo di Vibia Sabina (Villa Adriana).
Consorte dell'imperatore romano
In carica 128136 o 137
Nascita 86 circa
Morte 136 o 137
Dinastia Antonini
Padre Lucio Vibio Sabino
Madre Salonina Matidia
Coniuge Publio Elio Traiano Adriano
Figli nessuno

Vibia Sabina (86 circa – 136-137) fu Augusta dell'Impero romano, moglie dell'imperatore Adriano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu la figlia di Salonina Matidia, nipote dell'imperatore Traiano, e di Lucio Vibio Sabino, un politico di rango consolare. Sposò nel 100 circa Adriano, su richiesta dell'imperatrice Plotina, come condizione per la successione di Adriano a Traiano; anche la madre di Sabina gradiva lo sposo, e gli permise di sposare la figlia. Nel 128, anno della successione del marito, ottenne il rango di Augusta. Si sposò quando doveva avere 14-15 anni, mentre Adriano dieci di più. Il matrimonio durò quasi quarant'anni.

Adriano concesse alla consorte titoli e onori. Le fece innalzare statue celebrative in tutti i luoghi dell'Impero che insieme visitarono. Famosa la visita ai Colossi di Memnone, in Egitto, nel novembre del 130. In quell'occasione la poetessa di corte Giulia Balbilla compose quattro epigrammi, che furono incisi sulla famosa "statua parlante" di Memnone. Il matrimonio non diede figli. Sabina morì nel 136 o nel 137, prima di suo marito, di cause sconosciute. Alcune voci suggerirono che Adriano l'avesse avvelenata. Numerose sono le statue erette per celebrare Sabina, raffigurata con i capelli raccolti a treccia, rialzata in fronte con un nodo centrale o con una semplice pettinatura divisa in fronte e il tipico copricapo lunato; l'Augusta nelle monete coniate in suo onore viene associata all'effigie delle dee Concordia, Giunone Regina, Pudicizia o è raffigurata nell'apoteosi finale sull'aquila, perché, dopo morta, Sabina venne divinizzata.

La villa nota come Villa Adriana a Tivoli era di sua proprietà, e l'imperatore Adriano vi trascorreva le estati, desideroso di stare lontano da Roma. Al suo interno si possono trovare i resti delle copie di ciò che di più bello l'imperatore aveva visto in Oriente, come le Cariatidi, il Canopo di Alessandria d'Egitto, l'Eretteo, l'Amazzone Efesina, mosaici famosissimi (come quello di Sosos di Pergamo).

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