Plotina

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Pompeia Plotina
Head Roman woman Glyptothek Munich 405.jpg
Testa marmorea dell'imperatrice Pompeia (Gliptoteca, Monaco di Baviera)
Imperatrice consorte dell'Impero romano
In carica 27 gennaio 98 – 8 agosto 117
Predecessore Domizia Longina
Successore Vibia Sabina
Nome completo Pompeia Plotina Claudia Phoebe Piso
Nascita Nemausus, 65/70 circa
Morte 121
Dinastia Imperatori adottivi (per matrimonio)
Padre Lucio Pompeio ?
Madre Plotia ?
Consorte Traiano
Figli Naturale: nessuno
Adottivo: Adriano

Pompeia Plotina Claudia Febe Pisone (latino: Pompeia Plotina Claudia Phoebe Piso; Nemausus, 65/70 circa – 121) è stata la moglie dell'imperatore Traiano e quindi imperatrice consorte durante il suo regno dal 98 al 117.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Nemausus in Gallia (moderna Nîmes) sotto il regno di Nerone, sposò Traiano prima che questi diventasse imperatore. Il matrimonio, sebbene felice, non diede figli.

Nel 105 Traiano la onorò col titolo di Augusta dopo averlo seguito durante le spedizioni per la conquista della Dacia; Plotina protesse il futuro imperatore Adriano che, rimasto orfano del padre all'età di dieci anni, entrò sotto la tutela di Traiano. Adriano fu il favorito di Plotina, che si dice abbia convinto Traiano a sceglierlo come erede.

Plotina morì nel 121, e fu in seguito divinizzata da Adriano, che, oltre ad associarne il culto nel Tempio di Traiano, eresse una basilica in suo onore a Nemausus. Fu famosa per il suo interesse nella filosofia (aderì all'epicureismo[1], che contribuì a rilanciare), per la sua virtù, dignità e semplicità. Con la sua influenza diede all'impero tassazioni più eque, maggiore educazione, assistenza per i poveri e maggiore tolleranza nella società.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simon Hornblower and Anthony Spawforth-E.A. (edd.), Oxford Classical Dictionary, Oxford University Press, 2003, p. 1214.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]