Un grido nella notte

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Un grido nella notte
Un grido nella nottе.png
una scena del film
Titolo originale A Cry in the Dark - Evil Angels
Paese di produzione Australia
Anno 1988
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Fred Schepisi
Soggetto dal romanzo di John Bryson
Sceneggiatura Fred Schepisi e Robert Caswell
Produttore esecutivo Yoram Globus, Menahem Golan
Fotografia Ian Baker
Montaggio Jill Bilcock
Musiche Bruce Smeaton
Scenografia Wendy Dickson, George Liddle, Dale Duguid e Brian Edmonds
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un grido nella notte (Evil Angels) è un film del 1988 diretto da Fred Schepisi.

Presentato in concorso al Festival di Cannes 1989, è valso a Meryl Streep il premio per la migliore interpretazione femminile.[1]

Il film è tratto dalla storia vera di Lindy Chamberlain.

Sulla storia è stato anche scritto un romanzo, Evil Angels di John Bryson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1980, Australia. Lindy Chamberlain e suo marito Michael (pastore di chiesa) vanno in un campeggio nel deserto presso gli altopiani di Ayers Rock con i loro tre figli: Aidan (6 anni), Reagan (4 anni) e Azaria (solo 9 settimane).

Una sera, mentre la piccola Azaria dorme nella tenda, Lindy e Michael fanno una grigliata quando improvvisamente si sente un grido. Lindy torna alla tenda per controllare Azaria quando nota un dingo, un cane selvatico, uscire dalla tenda mentre Azaria è scomparsa dalla culla. Convinta che l'animale abbia portato con sé la bambina, Lindy avverte Michael e gli altri campeggiatori affinché l'aiutino nella ricerca, ma invano a causa del buio pesto.

La notizia fa scandalo e ben presto l'opinione pubblica si schiera contro i due coniugi, ritenuti responsabili della scomparsa della loro figlia: per molti, Lindy appare stoica, fredda, rassegnata nell'accettare la perdita della neonata; altri sospettano di un assassinio rituale, pensando che Azaria significhi "sacrificio nel deserto" (in realtà significa "benedetta da Dio").

Lindy e Michael vengono perciò processati ma vengono scagionati.

1982. Due anni dopo, Lindy rimane incinta ma deve subire un nuovo processo: i vestiti insanguinati di Azaria sono stati ritrovati, ma manca il coprifasce, di cui la donna aveva parlato. Il pubblico si affretta a credere che Azaria sia stata decapitata con un paio di forbici come forma di rito religioso. Anche Michael viene processato con l'accusa di complicità nell'omicidio.

Questa vicenda segna profondamente la vita dei coniugi, in particolare di Michael, che ha un crollo emotivo per l'angoscia: incapace ormai di difendersi, non è di alcun aiuto alla moglie, che, invece, sopporta coraggiosamente ogni attacco, oltre a subire i disagi di una nuova gravidanza.

Ritenuta colpevole, Lindy viene condannata all'ergastolo e ai lavori forzati, mentre Michael, nonostante sia considerato un suo complice, viene assolto affinché possa dedicarsi ai due figli, rimasti soli. In carcere, Lindy partorisce la sua bambina, Kahlia, che viene affidata al padre.

1985. Tre anni dopo, un turista inglese muore nel deserto di Ayers Rock; mentre vengono avviate le ricerche, la polizia ritrova il coprifasce di Azaria di cui Lindy aveva parlato. La donna viene pertanto rilasciata dal carcere e torna a casa da Michael e dai tre figli, dove potrà allacciare i rapporti con la figlia, Kahlia. I coniugi riprendono la loro normale esistenza e ritrovano la fede, da tempo perduta.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1989, festival-cannes.fr. URL consultato il 26 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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