That's Life (brano musicale)

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That's Life
ArtistaMarion Montgomery
Autore/iDean Kay,
Kelly Gordon
GenerePop
Edito daCapitol Records
Data1963
Durata3 min : 28 s

That's Life è un brano musicale composto da Dean Kay e Kelly Gordon. La prima incisione si ebbe ad opera della cantante Marion Montgomery. La versione più celebre è quella di Frank Sinatra, pubblicata nel 1966 nell'omonimo album. Sinatra registrò la canzone dopo averne ascoltato una reinterpretazione da parte del cantante blues O.C. Smith; il brano si rivelò vincente e raggiunse la quarta posizione nella classifica statunitense Billboard Hot 100. A seguito del successo della versione di Sinatra, il brano venne inciso da svariati altri artisti inclusi Aretha Franklin, James Booker, Shirley Bassey, James Brown, Van Morrison, David Lee Roth, Michael Bolton, Michael Bublé, Russell Watson, e Deana Martin.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Marion Montgomery era sotto contratto con la Capitol Records quando incise That's Life nel 1963, ma il singolo non entrò in classifica.[1]

Versione di Frank Sinatra[modifica | modifica wikitesto]

That's Life
ArtistaFrank Sinatra
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1966
Durata3:10
Album di provenienzaThat's Life
GenerePop
Swing
EtichettaCapitol Records
Registrazione1966
Formati45 giri

That's Life giunse all'attenzione di Frank Sinatra dopo che la canzone era stata incisa da O.C. Smith.[2] Il testo di That's Life venne modificato per la versione di Sinatra. Il verso «I've been a puppet, a pauper, a pirate, a poet, a pawn and a queen» fu cambiato in modo che finisse con la parola "king" al posto di "queen".[1] Sinatra cantò per la prima volta la canzone in televisione durante lo speciale A Man and His Music – Part II del 1966, dove fu eseguita come un brano blues con un accompagnamento di organo elettrico.[2]

Questo arrangiamento venne modificato per la versione incisa su disco,[2] molto più orientato al pop swing, opera di Ernie Freeman con la produzione di Jimmy Bowen; i tre avevano già collaborato insieme in precedenza per Strangers in the Night. La canzone venne inclusa nell'omonimo album come title track.

Sia l'album che la canzone riscossero un grande successo.[3]

Altre cover[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Leszczak (2014): p. 199
  2. ^ a b c Friedwald (1995): p. 424
  3. ^ Whitburn (2002): p. 223
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