Storia di Fasano

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Fasano.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Fasano deriva dal Casale di Santa Maria di Fajano(Sancta Maria de Fajano), fondato nel 1088 da una parte della popolazione che aveva abbandonato le rovine di Egnazia, uno dei centri più importanti della via Traiana, con il suo importante porto. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città di Egnazia venne pian piano abbandonata dagli abitanti con tutti gli insediamenti sulla costa, per ragioni poco conosciute. Gli emigranti cominciarono ad insediarsi in piccoli villaggi rupestri fondando diversi casali in tutto il territorio fasanese e monopolitano. Nel frattempo Egnazia veniva continuamente saccheggiata dai vari invasori della Puglia.

Tra i casali fondati vi era Sancta Maria de Fajano dalla quale ha avuto origine l'attuale Fasano inglobando nel proprio territorio il limitrofo il casale di San Joanne de Fajano (successivamente chiamato San Giovanni delle Fosse). La storia di questo casale è simile a tutti i piccoli centri del sud-est barese, tra varie incursioni di eserciti e dominazioni. Il primo documento che testimonia l'esistenza della zona risale al 1009 e si chiama chartula donationis con il quale un certo Maraldo da Monopoli dona al notaio e diacono Falco un terreno in loco Fajano. Per un'attestazione dell'effettiva esistenza del casale bisogna però far riferimento ai documenti del 1088 con i quali il conte Goffredo, conte di Conversano fonda l'Abbazia di Santo Stefano, sulla costa di Monopoli, affidando ai monaci cistercensi la gestione dell'abbazia e dei casali ad essa collegati, tra i quali Santa Maria de Fajano. Il casale sarà per sette secoli soggetto all'alternarsi delle vicende presso l'Abbazia di Santo Stefano.

L'alternarsi delle dominazioni e le prime invasioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1229, in seguito alla presa di posizione a favore del Papa da parte dei monaci di Santo Stefano (la guerra tra Gregorio IX e Federico II) l'imperatore fa distruggere l'Abbazia confiscando tutti i beni che successivamente, nel 1261, vengono restituiti ai monaci da Manfredi.

Nel documento cedula taxationis del 1276, il casale di Santa Maria de Fajano risulta inserito all'interno della Terra di Bari. Nel 1313 gli Ospitalieri di San Giovanni Gerosolimitano prendono possesso dell'Abbazia e la rimettono in piedi, con la legittimazione di una bolla di Giovanni XXII. Gli Ospitalieri divennero successivamente Cavalieri di Malta manterranno l'Abbazia e i suoi feudi, tra i quali Fasano, fino agli inizi del XVIII secolo. Santo Stefano sarà prima commenda e poi baliaggio. Fasano a quei tempi non era altro che un agglomerato di case abitato da campagnoli. Durante la guerra dei Novant'anni tra Giovanna I, regina di Napoli, e Luigi di Ungheria, Fasano e gli altri casali limitrofi vengono assaliti e derubati da settemila ex-soldati in protesta per non aver ricevuto la paga che spettava loro.

Nel 1378, durante il conflitto tra l'antipapa Clemente VII e Urbano VI, Fasano si ritrova con le sue colture di olivo devastate.

Nel 1449, in seguito ad un censimento per la tassazione da parte degli Aragona, Fasano risulta essere composta da 53 fuochi (famiglie) e mezzo.

Tra Fasano e Monopoli non vi sono buoni rapporti in seguito all'abusivismo dei pascoli nei territori confinanti, ma soprattutto alle differenti giurisdizioni: Monopoli è di proprietà vescovile, mentre Fasano è feudo dei Cavalieri di Malta. Dopo l'invasione dei veneziani a Monopoli, il rappresentante della Serenissima decide di invadere Fasano catturando 270 abitanti e soldati del presidio spagnolo. Con il susseguirsi di attacchi e contrattacchi in tutto il territorio, diversi casali vengono distrutti, tra i quali Tavernese e Pozzo Faceto. Gli abitanti che riescono a sfuggire si nascondono a Fasano portando assieme la propria cultura, tra cui il culto della Madonna del Pozzo.

L'assalto dei Turchi[modifica | modifica wikitesto]

Alla guerra si associano la carestia, le pestilenze e le invasioni dei Turchi. Il 2 giugno 1678 i Turchi subiscono una memorabile sconfitta, e tuttora i fasanesi celebrano la Vittoria contro i Turchi.

Si narra che in cielo apparve la Madonna a guidare l'opposizione dei fasanesi contro i pirati turchi, sbarcati di notte con l'intento di saccheggiare la città. Il momento di gloria, da quel giorno, ogni anno, viene ricordato con La Scamiciata, in occasione della Festa dei santi Patroni: San Giovanni Battista e Santa Maria di Pozzo Faceto. Il culto della Madonna del Pozzo è legato ad una leggenda: dei contadini mentre scavano un pozzo, in un piccolo centro agricolo (presso l'attuale frazione di Pozzo Faceto) con il Santuario, abbiano miracolosamente ritrovato, l'immagine della Madonna dipinta su una pietra, da quel momento la Madonna di Pozzo Faceto diventa la Protettrice di Fasano.

Antico stemma di Fasano

La rivoluzione partenopea[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto in bianco e nero di Ignazio Ciaia

Superate le difficoltà, Fasano inizia a progredire e arriva a contare circa 7000 abitanti prevalentemente contadini. Nel 1799 Fasano dà il suo tributo alla Rivoluzione partenopea con Ignazio Ciaia, che per pochi giorni, prima della conclusione, è una delle colonne portanti che reggono le sorti della Repubblica a Napoli. Anche il paese risente di questa nuova guerra. Un paese un po' refrattario alle nuove idee, infatti quando si sta per proclamare piantare l'albero della libertà, alcuni fasanesi insorgono e danno fuoco alla casa natale del martire Ignazio Ciaia. Inizia un nuovo duello che coinvolge Fasano, questa volta tra realisti e giacobini, e che vede vede incendiare le case dei maggiori esponenti delle fazioni contrapposte. I giacobini, guidati dalle famiglie Ciaia e Notarangelo, scappano, per poi tornare con la discesa di Broussier a Bari e la fuggita dei capi realisti da Fasano, riuscendo quindi ad ottenere la Repubblica, ma per soli quindici giorni. Tornano i realisti che si vendicano con la decapitazione in piazza della innovatrice Anna Teresa Stella, sepolta successivamente nella Chiesa Matrice.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante il ventennio fascista, Fasano conobbe un notevole sviluppo urbanistico e infrastrutturale: furono costruiti molti importanti edifici come la scuola elementare I Circolo "Collodi" e la villa comunale e fu ristrutturata e trasformata la sede del Municipio. Nel 1927 fu istituita la provincia di Brindisi, ricavata dalla parte meridionale dell'allora provincia di Bari, della quale faceva parte Fasano, e dalla parte settentrionale della Provincia di Lecce. Sempre durante il periodo del Fascismo fu tolta la croce dei Cavalieri di Malta dallo stemma comunale, per essere poi ripristinato con l'avvento della Repubblica.

Durante gli anni sessanta e settanta Fasano conobbe un altro importante sviluppo urbanistico, grazie soprattutto a diversi personaggi politici del tempo, fino ad oggi che è una città turistica di grande tradizione agricola ed artigiana.

A Fasano l'11 novembre 1981 è stata uccisa la quattordicenne Palmina Martinelli, bruciata viva dalla criminalità organizzata pugliese.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Custodero, Fasano è così ; Schena Editore, Fasano 1960 - 2ª edizione 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Storia di Fasano