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Storia di Bari

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Storia della Puglia
Categoria: Storia della Puglia

1leftarrow.pngVoce principale: Bari.

« Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi. »
(Paul Bourget, Sensations d'Italie, 1891)

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tracce rinvenute nella piazzola di San Pietro fanno risalire i primi insediamenti a 4000 anni fa (Età del bronzo). Al XV secolo a.C. appartengono alcuni ritrovamenti di frammenti ceramici e di alcune strutture di capanne nelle adiacenti aree di scavo nel complesso di San Francesco della Scarpa e nella piazza in cui sorgeva la chiesa di Santa Maria del Buon consiglio. Nel III secolo a.C. la città era un fiorente porto della Peucezia, il territorio che occupava la parte centrale dell'Apulia. Bari fu conquistata dai Romani ed ebbe la qualifica di "municipium cum suffragio", con la possibilità cioè di avere proprie leggi e istituzioni, pur dipendendo da Roma. Inoltre divenne un importante porto e nodo stradale. Bari possedette una zecca ed ebbe un pantheon, dedicato alle sue divinità pagane.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, fu invasa dai Barbari e occupata dagli Ostrogoti. Da questi fu presa durante la Guerra gotica da parte delle truppe dell'Impero romano d'Oriente e contesa per i due secoli successivi con i Longobardi del Ducato di Benevento, che ne fecero un gastaldo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emirato di Bari.

Nell'847 Bari capitolò nelle mani dei Saraceni. Per circa un quarto di secolo fu capitale di un piccolo Stato musulmano indipendente, col suo emiro e la sua moschea. Il primo califfo di Bari fu Khalfūn (847-852, un capobanda berbero della tribù dei Banu Rabi‘a, che si trovava in Puglia già da diverso tempo e proveniva probabilmente dalla Sicilia. La conquista di Bari, secondo al-Baladhuri ebbe luogo all'inizio del califfato dell'abbaside al-Mutawakkil, cioè dopo il 10 agosto 847.[1]

Dopo la morte di Khalfūn nell'852, gli successe l'emiro Mufarraj ibn Sallam, che consolidò la conquista, ampliandone i confini, e tentò di dare ad essa un fondamento giuridico secondo il diritto pubblico musulmano. Scrisse infatti al funzionario del califfato in Egitto che si occupava della posta e della polizia, informandolo dell'esistenza del nuovo Stato musulmano, ed invitandolo a chiedere per suo conto al califfo, al-Mutawakkil di Baghdad, la regolare investitura di wali, cioè di governatore, a capo di una provincia dell'impero abbaside, per ottenere il diritto di far celebrare la preghiera pubblica del venerdì come mutaghallib, ossia usurpatore illegittimo. In attesa venne costruita una moschea jāmi‘.

Il terzo ed ultimo emiro di Bari, Sawdān, prese il potere intorno all'857, in seguito all'uccisione di Mufarraj. Invase le terre del longobardo ducato di Benevento e il duca Adelchi, malgrado l'aiuto dei Franchi, fu costretto a pagare tributo e a consegnare alcuni ostaggi. Nell'864 ricevette l'investitura ufficiale, richiesta dal suo predecessore. La città venne abbellita con opere e palazzi, tra cui una moschea, dove venne professato l'islamismo nella sua accezione maggioritaria sunnita.

Bizantini e Normanni[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Bari in una stampa ottocentesca

Espugnata nell'871 dall'imperatore d'Occidente Ludovico II, Bari ritornò ai Bizantini nell'876, diventando il maggior centro politico, militare e commerciale italiano dell'Impero d'Oriente. La città infatti divenne capoluogo del thema di Longobardia, sede di uno stratego e, dal 975, del catapano, funzionario imperiale che amministrava tutti i domini bizantini nell'Italia meridionale. In questo periodo Bari divenne la città e il porto più importante della regione.

Dall'anno mille la città subì tremendi assalti dai Saraceni: il più grave di questi avvenne nell'anno 1002, un lungo assedio da cui Bari venne liberata grazie all'intervento della flotta veneziana, guidata dal doge Pietro II Orseolo. Inoltre vi furono numerose rivolte antibizantine, la più importante delle quali fu capeggiata da Melo (1009-1018), che si estese a molte città della Puglia centro-settentrionale.

Il dominio bizantino cessò nel 1071, anno in cui prese il potere Roberto il Guiscardo dando inizio alla dominazione normanna. Il 9 maggio 1087, arrivarono a Bari le reliquie di San Nicola, vescovo di Myra, trafugate da marinai baresi. Nel 1089, da parte dell'abate Elia, cominciò la costruzione della Basilica di San Nicola che verrà portata a termine nel 1097. Nello stesso anno Papa Urbano II, raggiunse la città per consacrare la cripta della basilica in costruzione e per deporre le reliquie del santo. Cominciò così l'afflusso di pellegrini da ogni parte del mondo. Lo stesso Papa Urbano indisse nel 1098 nella stessa cripta un importante concilio che si proponeva di riconciliare la Chiesa latina con quella ortodossa, divise dallo scisma di Michele Cerulario. L'esito non fu felice, ma la città ne accrebbe enormemente in prestigio, tanto che molte schiere crociate partirono da lì[senza fonte].

Il dominio normanno su Bari fu in seguito funestato da ribellioni e da lotte, nonostante la fortuna commerciale della città, che raggiunsero il culmine nel 1156, quando Guglielmo I detto il Malo, assalì e rase al suolo la città, salvando solamente la basilica di San Nicola. Ricostruita un decennio dopo, rifiorì sotto Guglielmo II, che protesse clero e mercanti baresi.

Svevi, Angioini, Aragonesi e Sforza[modifica | modifica wikitesto]

Succedutisi ai Normanni gli Svevi, Bari vide il tramontare delle autonomie conquistate nel corso dei secoli contro Normanni, papato e i due imperi, quello d'Oriente e quello d'Occidente. Federico II però, nonostante la sua diffidenza nei confronti dei baresi, considerati all'epoca irrequieti e poco fedeli, diede a Bari il primato della regione[senza fonte], e vi ricostruì il castello, dove vi istituì una delle sette grandi fiere che si tenevano nel regno di Sicilia, le concesse nuovi privilegi e ne favorì i commerci.

Sotto gli Angioini ebbe inizio la lunga decadenza di Bari, dilaniata dalle lotte dei signorotti locali e dai banchieri stranieri, cui gli Angioini vendevano i privilegi commerciali. Sotto Giovanna I la città fu invischiata nelle lotte tra Angioini e Durazzeschi; Ladislao tentò di risollevarla con alcuni privilegi, ma Giovanna II la rese nuovamente feudo nel 1430.

Sotto gli Aragonesi la situazione non cambiò: nel 1464 fu donata infine agli Sforza di Milano, che sotto Isabella d'Aragona, vedova di Gian Galeazzo Maria Sforza, riuscì a riportare Bari, seppur per breve tempo, ai fasti di un tempo, tenendovi corte, fortificando le mura e il castello e favorendo la cultura. Sua figlia Bona Sforza, vedova di Sigismondo I di Polonia, tornò a Bari nel 1548 e ivi morì nel 1557; il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Nicola.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Lapide in ricordo dell'edificazione del fortino di Sant'Antonio abate

Gioacchino Murat, nel 1813, diede inizio ad una nuova urbanizzazione, cambiando il volto della città ed impostando un nuovo modello di crescita a "scacchiera", proseguito per molti anni a venire. Il borgo costruito all'epoca alle porte della città vecchia, conserva ancora il suo nome.

Nella città di Bari l'acqua arrivò il 24 aprile 1915: è il primo vagito dell'Acquedotto Pugliese. Durante il ventennio fascista, grazie all'impegno del podestà e poi ministro Araldo di Crollalanza, la città conosce lo sviluppo urbanistico del lungomare. La resistenza barese durante la seconda guerra mondiale: i tedeschi fermati dal quattordicenne Michele Romito a Barivecchia[2]

Cronologia della storia di Bari[modifica | modifica wikitesto]

  • 1000 a.C. - Primo insediamento da parte di profughi Illiri, probabilmente Peucezi e Greci.
  • 336 a.C. - I baresi combattono a fianco dei romani contro i Sanniti.
  • 218 a.C.-202 a.C. - I baresi si ribellano a Roma e si alleano con Annibale nella seconda guerra punica.
  • 300 d.C. - Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente anche Bari entra a far parte del regno dei Goti.
  • 554 - Bari passa ai Bizantini.
  • 690 - Bari è annessa al Ducato di Benevento.
  • 773 - Giunge a Bari il dipinto di Nostra Signora di Costantinopoli, il 3 aprile, per mano di due monaci basiliani arrivati dal mare. Il dipinto, conservato nella Cattedrale di Bari, si attribuisce a San Luca. Otto giorni dopo l'arrivo della sacra effigie sono indetti i festeggiamenti ai quali intervengono i vescovi Stefano di Salpi, Endolfo di Trani, Serico di Conversano e Sconzio di Canne.
  • 847 - Bari è conquistata da Kalfun e diventa un emirato (10 agosto 847). La città viene fortificata.
  • 852-853 - Kalfun, emiro di Bari, muore e gli succede al-Mufarraj ibn Sallàm, che muore assassinato nell'857.
  • 857 - Sale al potere Sawdàn, investito ufficialmente nell'864.
  • 871 - Il 3 febbraio cade l'emirato di Bari sotto l'attacco degli eserciti dell'Imperatore Ludovico II e del Duca di Benevento Adelchi.
  • 876 - Bari diventa capitale dell'Apulia per volontà dell'imperatore bizantino Basilio I il quale pose al comando della città uno "stratega". La sede dello stratega si spostò in seguito a Benevento, per poi tornare a Bari nell'894.
  • 970-976 - La città diviene sempre più importante e da sede di Strategos passa a quella di Catapano, figura con poteri assai più ampi.
  • 1002 - Un nuovo attacco dei musulmani viene respinto dalla flotta veneziana, guidata dal doge Pietro II Orseolo.
  • 1011 - Melo di Bari, un nobile barese, figlio di Colaianni, capeggia una rivolta contro i Bizantini che occupano la città.
  • 1020 - Muore Melo a Bamberg, in Germania. Vi si era recato per ottenere l'aiuto dell'imperatore Enrico II. Viene sepolto con onori di principe nella cattedrale di Bamberg.
  • 1029 - La città scaccia nuovamente i Bizantini, ma per poco. Nel frattempo acclama Rayca, fratello dell'arcivescovo di Bisanzio, come suo Duca.
  • 1042 - Argiro diviene principe di Bari e duca di Puglia, dopo essere passato dalla parte dei Bizantini durante la lotta con i Normanni.
  • 1071 - Roberto il Guiscardo conquista Bari il 15 aprile.
  • 1079 - Rivolte dei baresi contro il duca e distruzione del Castello di Porta Nuova.
  • 1085 - Alla morte di Roberto il Guiscardo la città passa a Boemondo, suo figlio.
  • 1087 - Arrivano da Myra le spoglie di San Nicola di Bari. Ruggero Borsa, figlio di Roberto il Giscardo e fratello di Boemondo prende il controllo della città.
  • 1089 - Papa Urbano II consacra a Bari la cripta della Basilica di San Nicola di Bari, ancora in costruzione.
  • 1096 - Boemondo parte per la Prima Crociata.
  • 1098 - Papa Urbano II torna a Bari per il Concilio che riunì 185 vescovi per l'unificazione delle chiese.
  • 1105 - Muore il 23 maggio l'abate Elia, arcivescovo di Bari e Canosa, artefice della costruzione della Basilica, capo dei Gregoriani.
  • 1111 - Muore Boemondo e gli succede come principe di Taranto e quindi signore anche di Bari, Boemondo II, sotto la reggenza della madre Costanza.
  • 1118 - L'arcivescovo di Bari e Canosa, Riso, è sgozzato dai suoi oppositori nella chiesa di San Quirico, tra Canne e Barletta.
  • 1119 - Grimoaldo Alferanite, nobile di Bari, si proclama principe di Bari.
  • 1120 - La reggente del principato di Taranto, Costanza, che era stata tenuta in prigionia, viene liberata per l'intervento di papa Callisto II, ma è costretta ad abdicare in favore di Grimoaldo Alferanite. Questi poi fu l'artefice dei trattati commerciali tra la città e Venezia.
  • 1131 - Grimoaldo è sconfitto e mandato in Sicilia da Ruggero che conquista la città e nomina il barese Majone come cancelliere. Ruggero inizia la costruzione del Castello Svevo.
  • 1156 - Guglielmo il Malo, figlio di Ruggero, distrugge la città quasi totalmente. Majone da Bari riesce a salvare qualcosa, in quanto divenuto nel frattempo Grande Ammirante (Ammiraglio) e Primo Ministro.
  • 1169 - Guglielmo dà ai baresi il permesso di riedificare la città.
  • 1233 - Federico II di Svevia ordina la realizzazione di un porto il località San Cataldo.
  • 1356 - Giovanni Pipino da Barletta occupa la città, si proclama "principe di Bari" e tenta di porre l'assedio a Napoli. Finirà impiccato ad Altamura, ad uno dei merli del castello, dopo essere stato sconfitto ad Ascoli Satriano da re Luigi.
  • 1364 - Il 17 settembre muore il principe Roberto, signore di Bari, e gli succede il figlio Filippo.
  • 1370 - A Filippo segue la sorella Margherita, moglie di Francesco I Del Balzo. Suo figlio Giacomo riceve poi la signoria in dono, ma è costretto ad abbandonare tutto e rifugiarsi in Grecia in seguito ai contrasti con la regina Giovanna I di Napoli.
  • 1380 - La regina Giovanna abdica in favore di Roberto d'Artois.
  • 1382 - Giacomo del Balzo recupera le sue terre e Bari.
  • 1390 - A Giacomo segue suo figlio Raimondello Orsini del Balzo.
  • 1405 - Raimondello muore e sua moglie Maria d'Enghien eredita la città, che giunge in dote al suo nuovo marito re Ladislao.
  • 1426 - Morto Ladislao, la Regina Giovanna II nomina Giacomo Caldora, nobile abruzzese, duca di Bari con annessi Ascoli Satriano, Latiano, Castellana, Valenzano, Conversano, Loseto, Carovigno e Copertino. Caldora conquista poi Altamura, Bitonto ed Andria.
  • 1440 - Antonio, figlio di Giacomo, e succeduto al padre come duca di Bari, viene spodestato dal viceduca Mariano de Riguardatis da Norcia, che offre la città a Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto, che quindi diventa anche duca di Bari. Farà costruire il Fortino.
  • 1464 - Bari passa in mano a Maria Sforza, e alla sua morte, nel 1479, a Ludovico Maria Sforza detto il Moro.
  • 1500 - Isabella Sforza d'Aragona è nominata duchessa di Bari e raggiunge la città nel 1501, aprendo un periodo considerato d'oro.
  • 1524 - Isabella Sforza d'Aragona muore l'11 febbraio a Napoli. Il Ducato di Bari passa a sua figlia Bona Regina di Polonia.
  • 1535 - Stampa del primo libro barese: "Le operette morali" di Partenopeo Suavio dal francese Gilberto Nehou, in "Le case di San Nicola".
  • 1556 - Bona, regina di Polonia e duchessa di Bari, raggiunge la città. Alla sua morte nel 1557 la città passò alla Spagna
  • 1595 - Una invasione di cavallette distrugge i raccolti. Le contromisure furono così drastiche da imporre una multa alle famiglie che non avessero raccolto le uova di questi insetti.
  • 1647 - Il marinaio Paolo Ribecco promuove una sommossa popolare per l'esosità delle tasse e diventa Capopopolo. Dopo aver ottenuto ottimi risultati torna alla sua vita di tutti i giorni.
  • 1648 - Una terribile siccità distrugge i raccolti.
  • 1650 - A Bari si insedia il governatore Pedro Varais, soprannominato "Ira di Dio" dalla popolazione.
  • 1656-1657 - La peste a Bari decima la popolazione: muoiono 12.462 persone in otto mesi.
  • 1707 - Finisce la dominazione spagnola e inizia quella austriaca.
  • 1737 - Finisce la dominazione austriaca e inizia quella borbonica con Carlo III.
  • 1741 - Visita a Bari del re Carlo III.
  • 1799 - In piazza Mercantile è innalzato l’Albero della Libertà.
  • 1808 - Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, giunge a Bari in aprile.
  • 1810 - Il 16 febbraio viene istituita da Gioacchino Murat la "Società di Agricoltura", che poi diventerà "Reale Società Economica" il 30 luglio 1812.
  • 1813Gioacchino Murat posa la prima pietra (24 aprile) e il 25 aprile, firma il Decreto per la costruzione del nuovo borgo fuori della città vecchia.
  • 1854 - Il 4 ottobre è inaugurato il teatro Piccinni. Va di scena il "Poliuto" di Gaetano Donizetti.
  • 1865 - Il primo tratto di ferrovia, tra Bari e Brindisi viene inaugurato il 25 maggio.
  • 1905 - Prima alluvione barese: il 23 febbraio la città è sommersa dall'acqua.
  • 1925 - Si inaugura l'Università Adriatica ed il primo Magnifico Rettore è Nicola Pende.
  • 1926 - Seconda alluvione barese il 25 e 26 novembre.
  • 1943 - Il 28 luglio un reparto dell'Esercito schierato a difesa della sede del PNF apre il fuoco contro i manifestanti che festeggiano la caduta del Fascismo: venti morti; il 9 settembre il tentativo tedesco di distruggere il porto viene sventato da reparti militari comandati dal generale Nicola Bellomo e appoggiati da gruppi di civili: è il primo episodio della guerra di liberazione; il 2 dicembre un bombardamento tedesco del porto causa il più grave disastro navale alleato della seconda guerra mondiale dopo Pearl Harbor: 17 navi affondate e centinaia di vittime. Tra le navi colpite una, la John Harvey, è carica di iprite: il gas diffondendosi nell'acqua e nell'aria causa sul momento e nei giorni successivi altre centinaia di morti, anche tra coloro che recuperarono i corpi delle vittime dal relitto e nel bacino del porto.
  • 1945 - Il 9 aprile muoiono 500 persone e 2.000 rimangono ferite per l'esplosione della nave arsenale Charles Henderson. Il colpo si ripercuote sulle case lungo un raggio vastissimo, causando numerose vittime anche in città e danneggiamenti gravissimi a edifici e monumenti; il porto rimane fuori uso per circa un mese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giosuè Musca, L'emirato di Bari, 847-871, Bari, Dedalo Litostampa, 1964
  2. ^ .Per l'episodio vedi il resoconto nel sito dell'Associazione Nazionale Partigiani (ANPI | Libri)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]