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Jean-Baptiste Broussier

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Jean-Baptiste Broussier
NascitaVille-sur-Saulx, 10 marzo 1766
MorteBar-le-Duc, 13 dicembre 1814
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Francia (bandiera) Prima repubblica francese
Francia (bandiera) Primo impero francese
Forza armata Reale esercito francese
Esercito rivoluzionario francese
Grande Armata
Anni di servizio Reale esercito francese: 1791-1792
Esercito rivoluzionario francese: 1792-1804
Grande Armata:1804-1814
Reale esercito francese: 1814
GradoGenerale di divisione
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagneSeconda campagna d'Italia
Campagna di Russia
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Jean-Baptiste Broussier (Ville-sur-Saulx, 10 marzo 1766Bar-le-Duc, 13 dicembre 1814) è stato un generale francese. Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il nome di Broussier è inciso sul Pilastro Nord dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Broussier nacque il 10 marzo 1776 a Ville-sur-Saulx.[1][2][3][4] Destinato ad una vita ecclesiastica, compì una parte dei suoi studi in un seminario a Toul prima che l'inizio della Rivoluzione francese risvegliasse in lui un forte spirito patriottico,[2][3][4] portandolo ad arruolarsi nell'esercito nel 1791. Entrato come volontario nel 3° battaglione del dipartimento della Mosa, ne divenne capitano nel settembre 1791.[1][2] Combatté nell'Armata nel Centro nel 1792 sotto il generale Beurnonville, prendendo parte alla campagna in Belgio. Nel corso di questa campagna rimase gravemente ferito dopo un combattimento a Wavre nel dicembre 1792.[1][2][3][4] Ripresosi e tornato al fronte, venne nominato capobattaglione nel 1794 e poco dopo venne trasferito nell'Armata della Sambre-et-Meuse, dove militò sotto il generale Colaud. La sua permanenza in tale armata fu di due anni, al termine dei quali, durante la difesa di un villaggio, fu ferito alla testa da un proiettile austriaco. Nel 1797 fu trasferito in Italia, dove partecipò alla presa di La Spezia, alla battaglia di Tarvisio e nella cattura del forte di La Chiusa nei pressi di Plezzo.[1][2][3] La sua eccellente condotta gli valse una promozione: divenne chef de brigade il 29 marzo 1797.[1][5]

Venne poi trasferito nell'Armata di Roma sotto il generale Duhesme e in seguito passò all'Armata di Napoli. Durante la breve guerra con le forze napoletane, si rese protagonista di una vittoria presso le Forche Caudine, lo stesso luogo dove i Romani patirono un'umiliante sconfitta due millenni prima, catturando 12000 soldati napoletani. A riconoscimento dell'impresa, il generale Championnet lo promosse a generale di brigata. Partecipò alla presa di Napoli nei giorni seguenti.[1][3][4][5] Dopo l'istituzione della Repubblica Napoletana, tra marzo ed aprile 1799 fu inviato verso Trani ed Andria, dove si misurò con le forze sanfediste del cardinale Ruffo.[1][4][5][6] Le due città furono messe a ferro e fuoco dai francesi.[5][6][7] Venne poi richiamato dal Direttorio assieme ai suoi precedenti comandanti, Duhesme e Championnet, con l'accusa di concussione. Salvato dal colpo di stato del 30 pratile,[1][5][6][8] fu riabilitato e messo al comando della fortezza di Valenciennes.[1][6][8] Ritornò in Italia, partecipando alla campagna di Napoleone del 1800: dopo aver attraversato le Alpi, Broussier passò l'Adda, sconfisse alcuni distaccamenti austriaci e occupò Cremona il 13 giugno.[1][5][8] Verso la fine dell'anno, alla ripresa delle ostilità con l'Austria, era al comando della divisione Rochambeau e con questa passò l'Adige il 1° gennaio 1801.[1] Broussier rimase in Italia sino al 1804,[5][8] svolgendo per due anni il ruolo di governatore militare di Milano.[1] Tornato in Francia, ricevette la promozione a generale di divisione il 4 febbraio e il titolo di Commendatore della Legion d'Onore il 14 giugno. Inoltre, Bonaparte lo nominò comandante militare di Parigi, ruolo che mantenne sino al 1807.[5]

Ritornò in azione tra le file degli eserciti napoleonici solo nel 1809, quando fu messo a comando di una delle divisione dell'Armata d'Italia sotto il principe Eugenio di Beauharnais: combatté a Sacile, sul Piave, a Tarvisio e contribuì alla presa di Laybach e di Graz. Nella presa della città austriaca, Broussier si difese con successo da un attacco del maresciallo austriaco Gyulai a Kalsdorf il 24 giugno, per poi conquistare la città definitivamente il 27 dello stesso mese. Prese poi parte alla battaglia di Wagram il 6 luglio.[1][8][9] Al termine della guerra fu fatto Grand'Ufficiale della Legion d'Onore e Conte dell'Impero. Broussier rimase nell'Armata d'Italia, assumendo il comando di Brescia sino al 1812, anno in cui prese parte alla campagna di Russia, guidando una delle divisioni del IV Corpo della Grande Armée, nuovamente sotto il comando di Eugenio di Beauharnais.[10] La sua divisione prese parte a numerose battaglie, tra cui quelle di Astroŭna, della Moskova, di Malojaroslavec e di Krasnoi.[8][10][11] Ritornato in Francia, fu fatto Commendatore dell'Ordine della Riunione e gli fu assegnato il comando della 3ª divisione del Corpo di Osservazione di Magonza,[10] con cui prese parte alla campagna di Sassonia del 1813.[6][11] Dopo la battaglia di Lipsia, installò il suo quartier generale a Strasburgo, città di cui aveva ricevuto il comando da Napoleone.[8]

Dopo la fine della guerra, i Borbone lo nominarono Cavaliere dell'Ordine di San Luigi e fecero di lui il governatore del dipartimento della Mosa. Mentre era in viaggio per raggiungere il suo posto di comando, un ictus lo colpì nei pressi di Bar-le-Duc il 13 settembre, causandone la prematura morte.[1][6][8][11]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Six, p. 162.
  2. 1 2 3 4 5 Lievyns, p. 106.
  3. 1 2 3 4 5 Mullié, p. 238.
  4. 1 2 3 4 5 Rabbe, p. 653.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 Lievyns, p. 107.
  6. 1 2 3 4 5 6 Mullié, p. 239.
  7. Rabbe, pp. 653-654.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 Rabbe, p. 654.
  9. Lievyns, pp. 107-108.
  10. 1 2 3 Six, p. 163.
  11. 1 2 3 Lievyns, p. 108.

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