Sotto il sole di Roma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sotto il sole di Roma
SottoilsolediRoma-1948-Sordi.png
Alberto Sordi nei panni di Fernando
Titolo originale Sotto il sole di Roma
Paese di produzione Italia
Anno 1948
Durata 104
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1:37
Genere drammatico
Regia Renato Castellani
Soggetto Renato Castellani, Fausto Tozzi
Sceneggiatura Renato Castellani, Sergio Amidei, Emilio Cecchi, Ettore Maria Margadonna, Fausto Tozzi
Produttore Sandro Ghenzi, Antonio Roi (produttore associato)
Casa di produzione Universalcine
Distribuzione (Italia) Fincine
Fotografia Domenico Scala, Armando Nannuzzi
Montaggio Giuliano Betti
Musiche Nino Rota, diretta da Franco Ferrara
Scenografia Dario Cecchi
Costumi Dario Cecchi
Trucco Otello Fava
Interpreti e personaggi
Premi

Sotto il sole di Roma è un film del 1948 diretto da Renato Castellani.

Considerato uno dei film più significativi del neorealismo cinematografico italiano, costituisce la prima parte della trilogia della povera gente, proseguita con È primavera del 1949 e Due soldi di speranza del 1952.

Presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, vinse il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri al miglior film italiano.

Costituisce il debutto nel cinema di Franco Brusati, nel ruolo di secondo assistente alla regia. In questo film Alberto Sordi interpreta un inconsueto ruolo drammatico e negativo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ciro, diciassettenne, figlio di una guardia notturna e una casalinga, passa le sue giornate bighellonando con gli amici del quartiere romano di San Giovanni in cui vive. Loro luogo di ritrovo estivo è una marrana, caratteristico ruscello della campagna urbana. Presso il Colosseo vive il Geppa, così chiamato per la sua buffa capigliatura che ricorda quella di Mastro Geppetto, un povero ragazzo che si guadagna da vivere raccogliendo e rivendendo cicche di sigarette. Iris, coetanea di Ciro e dirimpettaia, è da sempre innamorata di lui ma puntualmente respinta fino all'arrivo dei nazisti, poiché a causa dei rastrellamenti Ciro è costretto a nascondersi in casa di Iris fino a quando Geppa e Bruno gli propongono di entrare nell'affare della "borsetta nera" (come dice la canzone cantata dai borsettari). Ciro,Bruno e Geppa vagano in fuga per il Basso Lazio, spacciandosi per disertori inglesi (Geppa per indiano) onde ottenere del cibo dai locali, che diffidano nel dare cibo ai romani in fuga, finché non vengono smascherati dal turpe Fernando, borsaro nero, ex commesso della calzoleria, che aveva già conosciuto i ragazzi a causa del furto, compiuto dalla banda dei giovani nel suo negozio, di due scarpe sinistre in tela bianche da 70 £. Così, in fuga per la campagna, Ciro e Geppa vengono arrestati (Bruno riesce a scamparla) mentre sono alla ricerca di provviste da rivendere alla borsa nera. Rinchiusi in una latrina, la prigione subisce un bombardamento dal quale si crea una provvidenziale breccia e i due riescono a scappare. Tornati a Roma, occupata dalle truppe del Reich, Ciro viene a conoscenza della morte di sua madre.

È il giugno del 1944, l'arrivo delle truppe americane a Roma. Fernando apre un dancing (locale da ballo), il Liberty Club, frequentato dagli stessi ragazzi. Ciro viene avvicinato da Tosca, moglie del proprietario. Dopo mesi, stanco della relazione, tenta di ricattarla ma Iris con un piccolo stratagemma interviene costringendola ad affermare pubblicamente la propria frivolezza.

Ciro viene avvicinato da alcuni ladri di professione per organizzare un furto di pneumatici presso una fabbrica a ridosso della stazione ferroviaria Roma Tuscolana. Geppa tenta invano di dissuaderlo indi si appella ad Iris la quale si dichiara disinteressata alla sorte del ragazzo. Non gli resta che cercare ed allertare il padre di Ciro, di ronda nella zona. Iris tuttavia, mossa dal profondo sentimento che nutre nei confronti del ragazzo, lo trova per prima e lo convince a desistere ma nel frattempo sopraggiungono gli altri due. L'uomo tenta di arrestare i malviventi ma segue una sparatoria nella quale resta ucciso. Ciro capisce solo allora che il periodo di spensieratezza giovanile è finito e deve assumersi le sue responsabilità.

Oscar Blando e Francesco Golisano

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto da Sandro Ghenzi per Universal Cine S.A., il film fu girato tutto in esterni mentre per gli interni furono usate ambientazioni reali, quasi tutte intorno al quartiere romano della Basilica di S.Giovanni, piazzale Appio, via Magna Grecia, Via Corfinio, via Sannio, via Appia Nuova, via Emanuele Filiberto, via dello Stradone di San Giovanni, via Taranto e via Assisi ovvero nei pressi della Stazione di Roma Tuscolana e della storica fabbrica Pirelli.

Liliana Mancini e Oscar Blando

La pellicola uscì in prima nazionale il 2 ottobre 1948.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Incasso accertato sino a tutto il 31 dicembre 1952 £ 188.750.000 (Catalogo Bolaffi 1° volume)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema