Sciurus carolinensis

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Scoiattolo grigio
Markeaton Park squirrel 2.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Famiglia Sciuridae
Sottofamiglia Sciurinae
Genere Sciurus
Specie S. carolinensis
Nomenclatura binomiale
Sciurus carolinensis
Gmelin, 1788

Lo scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis Gmelin, 1788), o scoiattolo grigio orientale per distinguerlo dalla specie occidentale (Sciurus griseus), è un mammifero roditore della famiglia degli Sciuridi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione dello scoiattolo grigio (non sono indicate le zone in cui è stato introdotto dall'uomo).

Originaria della porzione atlantica dell'America Settentrionale (grossomodo dalla provincia canadese del Nuovo Brunswick alla Florida ed al Texas), la specie è stata introdotta nel corso dei secoli negli stati di Washington, Oregon e California, ed a partire dagli inizi del XX secolo anche in Sudafrica (KwaZulu-Natal), Australia (dove è stata eradicata con successo) ed in alcuni paesi europei, come Irlanda, Gran Bretagna ed Italia, dove si è rapidamente diffusa a discapito dell'affine ma più piccolo Sciurus vulgaris.

È stato inserito nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo stilato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Distribuzione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia ne sussistono attualmente tre popolazioni isolate: una in Piemonte (Candiolo, nel torinese), introdotta nel 1948 ed in forte espansione nonostante i progetti di eradicazione[2][3], una in Liguria (Genova Nervi, introdotta nel 1966) e l'ultima, ancora in Piemonte, al confine con la Lombardia (Trecate, in provincia di Novara, introdotta nel 1994)[4]. La specie si trova in diversi parchi del nord milanese (parco di Monza e del Ticino).[5]

La specie, presente anche in Umbria, probabilmente dai primi anni del 2000, risulta molto abbondante nella porzione ovest del capoluogo umbro (Monte Malbe), ma la sua presenza è segnalata in quasi tutta l'area urbana e peri-urbana della città di Perugia, dove è riuscito a colonizzare anche diversi parchi cittadini. La presenza dello scoiattolo grigio in Umbria, rappresenta una potenziale minaccia per la conservazione dello scoiattolo comune, e più in generale per la biodiversità forestale, in tutto il centro Italia.[6][7]

L'habitat nativo di questa specie sono i boschi estesi e maturi di latifoglie con ricco sottobosco: essendo tuttavia molto adattabile, la si trova anche nei parchi urbani e nei giardini pubblici, purché con presenza di alberi.

Un primo progetto sperimentale di eradicazione dello scoiattolo (e contemporaneamente di monitoraggio dello status sanitario degli esemplari) avvenne nella primavera del 1997 in un parco a Racconigi (dove convivevano sia rossi che grigi), in Piemonte, con la coordinazione dell'l'Istituto nazionale per la fauna selvatica e della sezione piemontese del WWF Italia, e l'approvazione di diverse associazioni (Legambiente, WWF Italia, Pro-Natura e Lega Italiana Protezione Uccelli)[8]. Il progetto prevedeva la cattura e la soppressione (dopo averli anestetizzati) degli esemplari di scoiattolo grigio catturati, e raccomandava la totale eradicazione, dato che i sopravvissuti avrebbero potuto facilmente ripopolare l'area in breve tempo. Le ipotesi di sterilizzazione e reimmissione in natura, così come quelle di trasferimento negli Stati Uniti, vennero scartate, sia per i costi estremamente elevati, sia per la mortalità comunque elevata che comportavano, sia per il rischio di diffusione del Parapoxvirus, che sarebbe rimasto inalterato. L'operazione venne interrotta, dopo la soppressione di 188 esemplari, a seguito di denunce da parte della lega anticaccia e della lega antivivisezione per attività di caccia illegale e per maltrattamenti agli animali contro un tecnico ed contro il direttore dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. In primo grado (novembre 1999) ci fu la condanna per caccia illegale e maltrattamenti, con l'assoluzione per i danni ad una proprietà dello Stato, essendo l'operazione autorizzata dal Ministero dell'Ambiente[9] In appello (luglio 2000) i due vennero assolti da ogni accusa[10].

La posizione delle principali associazioni ecologiste italiane non è infatti univoca. La Lega anti vivisezione ritiene la minaccia portata dagli scoiattoli grigi priva di fondamento e cerca di fermare il progetto EC-SQUARE per l'eradicazione degli stessi[11]. Al contrario Legambiente sostiene l'operazione[12] e appoggia le iniziative di legge perché questa specie sia inserita tra quelle di cui è vietata la vendita[13]. Posizione analoga a quella del WWF Italia, che appoggia l'operazione, e che dagli anni novanta chiede una legge per vietare la vendita delle specie alloctone in modo da non dover più ricorrere a queste soluzioni estreme[14][15], così come favorevole a progetti che ne limitino la diffusione è l'Unione zoologica italiana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cranio

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura circa 25 cm di lunghezza, cui se ne sommano altrettanti di coda, per un peso totale medio di circa mezzo chilogrammo[16].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Individuo albino.
Individuo melanico.

La pelliccia è color grigio chiaro sulla zona dorsale, con sfumature bruno-rossicce (più o meno accentuate a seconda della sottospecie) su spina dorsale, zampe, inguine, muso, orecchie e zona perioculare: quest'ultima può essere anche di colore bianco, così come il ventre e la gola, oltre che la punta dei singoli peli della coda, che ha la punta bianca ed è larga e presenta pelame diviso centralmente da una scriminatura.

In generale, in direttrice NE-SO si riscontra una diminuzione delle dimensioni generali, anche se quelle della mandibola e dei denti rimangono costanti. Inoltre, pare che l'incidenza di individui melanici sia maggiore al nord, dove questa caratteristica comporta una minore dispersione del calore, mentre gli esemplari albini sono più frequenti in aree urbanizzate, dove la predazione è assai minore[17].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Uno scoiattolo grigio nella neve: in inverno la specie non va in letargo.

Si tratta di animali perlopiù diurni, che hanno picchi di attività nelle prime ore del mattino ed al tramonto, mentre passano le ore centrali della giornata in stato di inattività: durante la notte dormono in nidi che si costruiscono alle biforcazioni dei rami utilizzando foglie secche e sterpaglie, oppure in cavità degli alberi che foderano allo stesso modo. La specie non va in letargo durante i mesi invernali[18].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Individuo fotografato in Inghilterra durante un pasto a base di mandorle.

Passano il tempo a cercare cibo (prevalentemente semi e frutta secca) che nascondono in cavità dei tronchi d'albero o in buche nel terreno che poi ricoprono. Ciascun animale possiede alcune centinaia di rifugi per il cibo, per localizzare i quali si serve di segnali olfattivi che lascia in prossimità di essi, ma non nelle immediate vicinanze poiché ciò renderebbe la dispensa facile da individuare anche per altri animali.

Lo scoiattolo grigio possiede inoltre un'eccellente memoria spaziale, per poter ricordare l'ubicazione dei rifugi: ciononostante, capita che alcuni di essi vengano dimenticati dall'animale, permettendo ai semi di germogliare e contribuendo perciò in qualche misura al rimboschimento delle aree in cui l'animale vive.

Nelle aree in cui la specie è stata introdotta, essa può rivelarsi un flagello per le colture di cereali e frutta a guscio, inoltre danneggia seriamente le foreste in quanto ha la tendenza a scortecciare gli alberi durante l'inverno, rendendoli maggiormente suscettibili al freddo ed agli attacchi da parte di parassiti.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Cucciolo di pochi giorni di scoiattolo grigio.

La femmina va in estro due volte l'anno, la prima fra dicembre e febbraio e la seconda fra maggio e giugno, ma a latitudini più alte l'estro è più tardivo: durante l'estro della femmina (che dura circa otto ore ed è indicato da un ingrossamento ed arrossamento dell'area genitale), i maschi competono anche violentemente per potersi accaparrare il diritto all'accoppiamento, mentre le femmine dal canto loro possono essere montate da più maschi. Il maschio comincia a seguire la femmina solitamente cinque giorni prima dell'inizio dell'estro.
La gestazione dura circa un mese e mezzo, al termine del quale nascono in media quattro cuccioli, i quali vengono svezzati a sette settimane di vita e circa un mese dopo lasciano il nido natio. Durante l'allattamento, la femmina è assai aggressiva con eventuali intrusi. La taglia adulta viene raggiunta attorno ai nove mesi d'età, anche se i giovani sono in grado di riprodursi a partire dal sesto mese di vita[19]: in ogni caso, è raro che si accoppino prima di aver raggiunto l'anno d'età, in particolare le femmine[20].

La speranza di vita di questi animali è di circa 12 anni, anche se in cattività vari esemplari sono vissuti fino ad oltre 22 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Baillie, J. 1996, Sciurus carolinensis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.
  2. ^ Progetto di eradicazione dello Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) dal territorio piemontese
  3. ^ Gli scoiattoli e la globalizzazione, documentario
  4. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 (PDF), Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  5. ^ Redazione Lombardia, Salviamo lo scoiattolo rosso. Parchi lombardi in prima fila, in Corriere della Sera, RCS Mediagroup S.p.a., 5 agosto 2014. URL consultato il 9 agosto 2014.
  6. ^ quotidianosanita.it, Lo scoiattolo grigio spaventa l’Umbria: «Un'incognita sanitaria», S.I.Ve.M.P. Veneto, 14 ottobre 2012. URL consultato il 9 agosto 2014.
  7. ^ Lorenzo Gallitto, L'Europa parte dall'Umbria nella strategia contro lo scoiattolo grigio, MONRIF NET S.r.l, 2 agosto 2014. URL consultato il 9 agosto 2014.
  8. ^ Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica Università degli Studi di Torino. DiVaPRA - Entomologia e Zoologia applicate all'Ambiente, Aprile 1997, documento riportato dalla copia della Wayback Machine del sito web del Consorzio interuniversitario lombardo per l'elaborazione automatica
  9. ^ Ricostruzione degli eventi a cura di Piero Genovesi, al tempo tecnologo dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, riportata nel bollettino n 4, anno 1999, della Associazione Teriologica Italiana, ospitata dal sito web dell'Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali [UAGRA] del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università degli Studi dell'Insubria
  10. ^ Assolti per la strage di scoiattoli Uccisero 188 invasori per tutelare la specie nostrana: «Fu un esperimento», articolo de Il Corriere della Sera, del 5 luglio 2000
  11. ^ LAV, LAV. Io sto con gli scoitattoli., lav.it.
  12. ^ Scoiattolo grigio, Legambiente Liguria: "Qui uno dei più importanti piani per la biodiversità", articolo di genova24.it, del 15 agosto 2012
  13. ^ Per tutelare scoiattoli e biodiversità Clini, Catania e Passera vietano il commercio delle specie alloctone, comunicato di Legambiente, del 7 gennaio 2013
  14. ^ Scoiattolo grigio: il programma di eliminazione fa discutere, articolo de Il Corriere della Sera, del 6 agosto 2012
  15. ^ Lo scoiattolo grigio e la tutela del nostro scoiattolo rosso, comunicato della sezione ligure del WFF Italia, del 7 agosto 2012
  16. ^ BBC: Science and Nature, "Grey squirrel: Sciurus carolinensis"
  17. ^ Scoiattoli albini, whitesquirrels.ca.
  18. ^ Grey squirrel Advisory (PDF), macclesfield.gov.uk. URL consultato il 10 luglio 2008.
  19. ^ Lawniczak, M. 2002. "Sciurus carolinensis" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed November 21, 2008 at http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Sciurus_carolinensis.html
  20. ^ What is the life cycle of the grey squirrel?, northampton.gov.uk. URL consultato il 10 luglio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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