San Vittorino (L'Aquila)

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San Vittorino
frazione
San Vittorino – Stemma
chiesa di San Michele Arcangelo
chiesa di San Michele Arcangelo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Territorio
Coordinate 42°23′50″N 13°18′50″E / 42.397222°N 13.313889°E42.397222; 13.313889 (San Vittorino)Coordinate: 42°23′50″N 13°18′50″E / 42.397222°N 13.313889°E42.397222; 13.313889 (San Vittorino)
Altitudine 690 m s.l.m.
Abitanti 315 (31/12/2009)
Altre informazioni
Cod. postale 67100
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti sanvittorinesi
Patrono San Michele arcangelo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Vittorino
San Vittorino

San Vittorino è una frazione del comune dell'Aquila, situata a circa 8 km a nord-ovest del capoluogo. È conosciuta per la presenza di catacombe paleocristiane presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Amiternum.

Le origini di San Vittorino sono connesse a quelle della città sabina di Amiternum, i cui resti (in particolare l'anfiteatro e il teatro romano) sono ancora ben visibili nella piana sottostante il paese. In antichità, la città si sviluppava proprio sul colle dove è situato l'attuale abitato di San Vittorino e, solo successivamente, all'inizio dell'età imperiale, si spostò più a valle[1]. Caduta in decadenza l'area dell'antico foro, Amiterno[2], i cittadini si spostarono nuovamente sulle colline circostanti, su una delle quali si sviluppò l'abitato di San Vittorino che prese il nome dall'omonimo santo, martire sotto Nerva e sepolto nel luogo dell'attuale chiesa di San Michele Arcangelo nel V secolo.

Nel XII secolo divenne sede di un castello posseduto da Gentile Vetulis che possedeva anche le località Arischia e Porcinaro[3].

Nel XIII secolo il paese partecipò, con altri castelli del contado, alla fondazione dell'Aquila che sancì la confluenza della diocesi di Amiterno nella nascente Ecclesia Aquilensis[1]. Questo fatto è testimoniato dalla presenza, in città, della chiesa di San Biagio d'Amiterno, originariamente dedicata proprio a San Vittorino. Della località si ritiene fosse originaria la famiglia aquilana dei Camponeschi.

Ancora agli inizi del secolo XIV si faceva memoria delle prerogative dell'arciprete di San Vittorino che da tempo immemorabile aveva esercitato diritti episcopali su San Vittorino e sulle località di Pizzoli, Chiarino, Porcinaro e Rocca delle Vene[4].

Persa progressivamente importanza, il paese venne ricompreso nel XVIII secolo nel Distretto di Aquila ed unito al comune di Pizzoli dopo l'unità d'Italia. Nel 1927, in occasione della formazione della cosiddetta Grande Aquila, venne riunificato al capoluogo.

Trattasi del Regio Decreto legge del 29 luglio 1927 (anno V era fascista) numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri 7 comuni soppressi.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

"partito: nel 1° d'argento, leone d'oro rampante coronato con la coda doppia; nel 2° scaccato nero e d'argento di 8 tiri" Camillo Minieri Riccio, Biblioteca storico-topografica degli Abruzzi, Napoli, 1862, p. 28.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Amiternum e Chiesa di San Michele Arcangelo (L'Aquila).
Il teatro romano, a ridosso del paese di San Vittorino.

Area archeologica di Amiternum[modifica | modifica wikitesto]

A ridosso dell'abitato di San Vittorino è presente una vasta area archeologica comprendente, oltre all'anfiteatro e al teatro di età augustea, una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi, resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto[1].

Chiesa paleocristiana di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del paese è invece la chiesa di San Michele Arcangelo, monumento antichissimo fondato su preesistenze romane risalenti al V secolo e celebre per la sua cripta contenente il presunto sepolcro di San Vittorino di Amiterno[1].

Persone legate a San Vittorino[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Provincia dell'Aquila, pag.216
  2. ^ Medievalizzazione di Amiternum
  3. ^ v. Catalogus Baronum in Cronisti e scrittori sincroni della dominazione normanna nel Regno di Puglia e Sicilia, 1845, Vol. 1, p.607 e A. Forgione, I castelli di Ocre, Ariscola e San Vittorino (L’Aquila), pp. 36 e segg.
  4. ^ Ferdinando Ughelli, Italia Sacra, Vol.I, Aquilani Episcopi, coll. 426-427; Ludovico Antonio Muratori, Antiquitates Italicae medii aevi, Volume 6, col.520

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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