Richiesta di procedimento

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La richiesta di procedimento è un istituto giuridico disciplinato dal codice di procedura penale italiano. Tale atto è una dichiarazione discrezionale irrevocabile con la quale un organo pubblico estraneo all'organizzazione giudiziaria (ad es. il Ministro della giustizia) manifesta la volontà che il Pubblico ministero proceda per un determinato reato.[1]

Casi[modifica | modifica wikitesto]

Tale istituto viene concretamente posto in essere per quei reati, previsti da leggi speciali, punibili a condizione che venga inoltrata tale richiesta. Questi casi sono disciplinati:

  • art. 2 e 3 della legge 25.03.1975 che dà attuazione alla Convenzione per la prevenzione per la repressione dei reati contro le persone internazionalmente protette, compresi gli agenti diplomatici, sottoscritta a New York il 14.12.1973.[2]
  • artt. 2 e 3, della legge 26.11.1985, n. 718, che va a ratificare la Convenzione internazionale contro la cattura degli ostaggi, adottata a New York il 18.12.1979.[3]

Nel procedimento penale militare[modifica | modifica wikitesto]

Il codice penale militare di pace, prevede l'ipotesi che per procedere a determinati reati, venga richiesta l'autorizzazione al ministro da cui dipende il militare indagato. Se i militari dipendono da ministeri differenti, la competenza spetterà al ministro da cui dipende il militare più alto in grado, o a parità di grado al più anziano. Se hanno concorso alla realizzazione del reato anche persone estranee alle forze armate, l'autorizzazione spetterà al ministro competente per il militare e avrà effetti anche sui civili. Se il colpevole non è un militare, l'autorizzazione spetterà al ministro a cui appartiene il tribunale militare chiamato a giudicare il fatto.[4]

Giurisprudenza[modifica | modifica wikitesto]

Tale richiesta può essere formulata anche da un dirigente amministrativo, appositamente delegato dal ministro competente.[5]

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 342 cpp e art. 260 Codice Penale Militare di pace
  2. ^ Barazzetta e Cricchetti, Codice di Procedura Penale e leggi complementari, Milano, Il Sole 24ore s.p.a., 2009, Pag. 200.
  3. ^ Barazzetta e Cricchetti, Codice di Procedura Penale e leggi complementari, Milano, Il Sole 24ore s.p.a., 2009, Pag. 200.
  4. ^ Art. 260 cpmp
  5. ^ In tal senso si è pronunciata al Cassazione, con la sentenza del 5.03.1999, n. 1173

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siracusano et al., Diritto processuale penale, Torino, Giuffrè editore, 1996. ISBN 88-14-05694-3.
  • Barazzetta et al., Codice di Procedura Penale e leggi complementari, Milano, Il Sole 24ore s.p.a., 2009. ISBN 978-88-324-7295-0.
  • Ferrando Mantovani, Diritto Penale, Padova, Cedam, 1992. ISBN 8813174667.
  • Giorgio Lattanzi, Codice penale annotato con la giurisprudenza, Milano, Giuffrè, 2003. ISBN 8814104107.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]