Giudizio abbreviato

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Il giudizio abbreviato è un procedimento penale speciale del sistema giudiziario italiano, previsto dagli articoli 438 e seguenti del codice di procedura penale, che si caratterizza per l'omissione del dibattimento: il giudice decide esclusivamente sulla base degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, eventualmente contenente anche gli atti compiuti dal difensore nell'esercizio di investigazioni difensive, e salva, in ogni caso, la possibilità per l'imputato di chiedere e ottenere un'integrazione probatoria (giudizio abbreviato condizionato). Si instaura solo su espressa richiesta dell'imputato, personalmente o per mezzo del difensore munito di procura speciale.

In caso di condanna, la pena è ridotta di un terzo (per i delitti) e della metà per le contravvenzioni; in caso di ergastolo senza isolamento diurno, si applica la riduzione ad anni trenta di reclusione.

Il legislatore con legge n.33 del 12/04/2019[1] ha attuato una riforma del rito abbreviato, escludendo il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell'ergastolo; ratio della novella è quella di eliminare la possibilità per tali casi di beneficiare della funzione premiale del giudizio abbreviato e assicurare una risposta sanzionatoria particolarmente severa per i delitti di particolare pericolosità sociale.

Termini[modifica | modifica wikitesto]

L'imputato può chiedere che si proceda nelle forme del giudizio abbreviato:

  • nei procedimenti relativi a reati per i quali è prevista l'udienza preliminare, fino a che non siano formulate le conclusioni (art. 438, co. 2, c.p.p.), ossia, al più tardi, nel momento in cui il difensore formula le proprie conclusioni definitive (quindi anche dopo la formulazione delle conclusioni da parte del pubblico ministero, Cass. pen., SS.UU., sent. n. 20204/2014);
  • nei procedimenti relativi a reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento.

Ovviamente, nel primo caso il giudizio abbreviato è disposto dal Giudice dell'udienza preliminare, nel secondo dal giudice del dibattimento.

Il giudizio abbreviato può essere chiesto contestualmente all'opposizione al decreto penale di condanna presentata al giudice per le indagini preliminari.

Qualora sia stato instaurato giudizio immediato, la richiesta di giudizio abbreviato deve essere presentata entro 15 giorni dalla notificazione del decreto che dispone il giudizio immediato.

Qualora si stia procedendo nelle forme del giudizio direttissimo, il giudizio abbreviato può essere chiesto subito dopo l'udienza di convalida o, se questa non si tiene, entro la dichiarazione di apertura del dibattimento.

Disciplina[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due specie di giudizio abbreviato: quello semplice, in cui il Giudice decide tendenzialmente allo stato degli atti, e quello condizionato a un'integrazione probatoria, finalizzata ad assumere una prova necessaria per poter decidere. Se il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, assume, anche d'ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione (art. 441 § V codice procedura penale).

La richiesta di giudizio abbreviato può essere proposta solo dall'imputato, personalmente o per mezzo di procuratore speciale, oralmente o per iscritto, nel corso dell'udienza preliminare fino a che non siano state formulate le conclusioni del P.M. e dei difensori (art. 421 c.p.p.). Il giudizio viene disposto dal giudice con ordinanza (non è più richiesto il consenso del P.M.). Se l'imputato subordina la richiesta di giudizio abbreviato a una integrazione probatoria, il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento. In questo caso, il P.M. può chiedere l'ammissione di prova contraria.

In caso di rigetto della richiesta, l'imputato può rinnovarla fino a che non siano formulate le conclusioni e, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale del 2003, anche nella fase dibattimentale prima che venga dichiarato aperto il dibattimento.

Il giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio, a meno che tutti gli imputati facciano richiesta che il giudizio si svolga in pubblica udienza. Si osservano le disposizioni previste per l'udienza preliminare; non trova però attuazione la norma che consente al giudice di assumere, anche d'ufficio, prove decisive per l'emanazione della sentenza di non luogo a procedere. Inoltre, durante il giudizio abbreviato è ammessa la modifica dell'imputazione solo se ha avuto luogo l'integrazione probatoria. Se, in seguito all'integrazione probatoria, il P.M. contesta la modifica dell'imputazione, l'imputato può chiedere che si proceda con il rito ordinario: in questo caso il giudice revoca l'ordinanza con cui aveva disposto il giudizio abbreviato (che non può più essere riproposto) e fissa l'udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione. Se si procede con le forme del giudizio abbreviato, l'imputato può chiedere l'ammissione di nuove prove e il P.M. può chiedere l'ammissione di prova contraria.

Terminata la discussione, il giudice pronuncia la sentenza che può essere di proscioglimento o di condanna. Ai fini della decisione il giudice tiene conto degli atti contenuti nel fascicolo del P.M. e delle eventuali prove assunte nell'udienza prima che venisse richiesto il giudizio abbreviato. In caso di condanna la pena, determinata tenendo conto di tutte le circostanze, è diminuita di un terzo.

Appello[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello, previsto solo per il condannato e in un solo caso per il P.M.

Prima del 2007 né l'imputato né il P.M. potevano proporre appello contro le sentenze di proscioglimento. In seguito la Corte costituzionale, con sentenza 20-07-2007, n. 320, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art 2 della legge n. 46/06 «nella parte in cui, modificando l'art. 443, c.1, del c.p.p., esclude che il p.m. possa appellare contro le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di giudizio abbreviato».

Inoltre, il P.M. non può proporre appello contro le sentenze di condanna, salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 22 giugno 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]