Protezione solare

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Un tubetto di crema solare con fattore di protezione 15

La protezione solare o filtro solare è un composto o crema in grado di filtrare selettivamente la radiazione solare. È quindi un filtro in grado di separare per assorbimento, riflessione o diffusione parte dello spettro solare. La stessa definizione e classificazione delle radiazioni ultraviolette UVA, UVB ed UVC venne introdotta durante il secondo Congresso sulla luce a Copenaghen nel 1932[1], riferendosi alla diversa trasmissione di tre normali filtri passa-alto in vetro:

Regione UV Filtro Lunghezza d'onda
UVA vetro bario+flint 315-400nm
UVB vetro bario+flint+pyrex 280-315nm
UVC vetro pyrex ≤ 280nm

Le diverse regioni della radiazione ultravioletta sono state definite in origine senza alcun riferimento agli effetti biologici. Visto che la radiazione UV che non manifesta alcuna azione germicida per il CIE va da 320 nm a 400 nm, sempre più spesso si assume che la lunghezza d'onda che separa UVA da UVB sia 320 nm anziché 315nm.

Filtri UV per applicazione topica[modifica | modifica wikitesto]

I filtri solari ammessi per l'utilizzo all'interno di un cosmetico nella Unione europea sono elencati nell'allegato VI del regolamento No 1223/2009[2].

Filtri solari ammessi dal Regolamento sui cosmetici, maggio 2015
Nome chimico INCI in maiuscolo Massime concentrazioni
N,N,N-Trimethyl-4-(2-oxoborn-3-ylidenemethyl) anilinium methyl sulphate CAMPHOR BENZALKONIUM METHOSULFATE 6,00%
Benzoic acid, 2-hydroxy-, 3,3,5-trimethylcyclohexyl ester / Homosalate HOMOSALATE 10,00%
2-Hydroxy-4-methoxybenzophenone / Oxybenzone BENZOPHENONE-3 10,00%
2-Phenylbenzimidazole-5-sulphonic acid and its potassium, sodium and triethanolamine salts / Ensulizole PHENYLBENZIMIDAZOLE SULFONIC ACID 8% (acido)
3,3′-(1,4-Phenylenedimethylene) bis (7,7-dimethyl-2-oxobicyclo-[2.2.1] hept-1-ylmethanesulfonic acid) and its salts / Ecamsule TEREPHTHALYLIDENE DICAMPHOR SULFONIC ACID 10% (acido)
1-(4-tert-Butylphenyl)-3-(4-methoxyphenyl) propane-1,3-dione / Avobenzone BUTYL METHOXYDIBENZOYLMETHANE 5,00%
alpha-(2-Oxoborn-3-ylidene)toluene-4-sulphonic acid and its salts BENZYLIDENE CAMPHOR SULFONIC ACID 6% (acido)
2-Cyano-3,3-diphenyl acrylic acid, 2-ethylhexyl ester / Octocrilene OCTOCRYLENE 10% (acido)
Polymer of N-{(2 and 4)-[(2-oxoborn-3-ylidene)methyl]benzyl}acrylamide POLYACRYLAMIDOMETHYL BENZYLIDENE CAMPHOR 6,00%
2-Ethylhexyl 4-methoxycinnamate / Octinoxate ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE 10,00%
Ethoxylated Ethyl-4-Aminobenzoate PEG-25 PABA 10,00%
Isopentyl-4-methoxycinnamate / Amiloxate ISOAMYL P-METHOXYCINNAMATE 10,00%
2,4,6-Trianilino-(p-carbo-2′-ethylhexyl-1′-oxy)-1,3,5-triazine ETHYLHEXYL TRIAZONE 5,00%
Phenol, 2-(2H-Benzotriazol-2-yl)-4-Methyl-6-(2-Methyl-3-(1,3,3,3-Tetramethyl-1-(Trimethylsilyl)Oxy)-Disiloxanyl)Propyl DROMETRIZOLE TRISILOXANE 15,00%
Benzoic acid, 4,4-{[6-[[[(1,1-dimethylethyl)amino]carbonyl]phenyl]amino]-1,3-5-triazine-2,4-diyl]diimino}bis-, bis(2-ethylhexyl)ester / Iscotrizinol DIETHYLHEXYL BUTAMIDO TRIAZONE 10,00%
3-(4′-Methylbenzylidene)-dl-camphor / Enzacamene 4-METHYLBENZYLIDENE CAMPHOR 4,00%
3-Benzylidene camphor 3-BENZYLIDENE CAMPHOR 2,00%
2-Ethylhexyl salicylate / Octisalate) ETHYLHEXYL SALICYLATE 5,00%
2-Ethylhexyl 4-(dimethylamino)benzoate / Padimate O (USAN:BAN) ETHYLHEXYL DIMETHYL PABA 8,00%
2-Hydroxy-4-methoxybenzophenone-5-sulfonic acid (Benzophenone-5) and its sodium salt / Sulisobenzone BENZOPHENONE-4 5% (acido)
2-Hydroxy-4-methoxybenzophenone-5-sulfonic acid (Benzophenone-5) and its sodium salt / Sulisobenzone BENZOPHENONE-5 5% (acido)
2,2′-Methylene bis(6-(2H-benzotriazol-2-yl)-4-(1,1,3,3-tetramethylbutyl)phenol) / Bisoctrizole METHYLENE BIS-BENZOTRIAZOLYL TETRAMETHYLBUTYLPHENOL 10,00%
Sodium salt of 2,2′-bis(1,4-phenylene)-1H-benzimidazole-4,6-disulfonic acid / Bisdisulizole disodium (USAN) DISODIUM PHENYL DIBENZIMIDAZOLE TETRASULFONATE 10% (acido)
2,2′-(6-(4-Methoxyphenyl)-1,3,5-triazine-2,4-diyl)bis(5-((2-ethylhexyl)oxy)phenol) / Bemotrizinol BIS-ETHYLHEXYLOXYPHENOL METHOXYPHENYL TRIAZINE 10,00%
Titanium dioxide TITANIUM DIOXIDE 25,00%
Benzoic acid, 2-[4-(diethylamino)-2-hydroxybenzoyl]-, hexylester DIETHYLAMINO HYDROXYBENZOYL HEXYL BENZOATE 10,00%
1,3,5-Triazine, 2,4,6-tris(1,1′-biphenyl)-4-yl-, including as nanomaterial TRIS-BIPHENYL TRIAZINE / TRIS-BIPHENYL TRIAZINE (NANO) 10,00%


Tutti i filtri solari presenti nel cosmetico sotto forma di nanomateriali devono essere indicati nell'elenco degli ingredienti con la dicitura nano, tra parentesi[2].

I prodotti cosmetici non possono contenere filtri UV diversi da questi elencati nell'Allegato VI[2].

Filtri chimici o fisici?[modifica | modifica wikitesto]

La comune distinzione tra filtri solari chimici o fisici è fuorviante in quanto tutti i filtri solari sono composti da sostanze chimiche e tutte le sostanze chimiche, chi più chi meno, possono assorbire, riflettere o diffondere le radiazioni UV.

Vengono comunemente ed impropriamente definiti fisici i filtri inorganici ed insolubili, cioè quelli che una volta applicati si presentano in forma di particolato.

Le dimensioni del particolato e l'indice di rifrazione fanno si che, oltre alle radiazioni assorbite, una parte venga riflessa o diffusa per scattering.

Tra questi solo il TITANIUM DIOXIDE è autorizzato nell'utilizzo cosmetico come filtro solare dal regolamento.

Con meccanismo analogo, cioè in grado di filtrare oltre che per assorbimento anche riflettendo e diffondendo una quota significativa di radiazione UV, sono autorizzati dal regolamento[2] il TRIS-BIPHENYL TRIAZINE / TRIS-BIPHENYL TRIAZINE (NANO) ed il BIS-ETHYLHEXYLOXYPHENOL METHOXYPHENYL TRIAZINE. Quest'ultimo viste le dimensioni medie del particolato dovrebbe comparire in etichetta con l'indicazione (nano).[3]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il filtri solari sono oggetto di vari allarmismi e controversie.[4]

  • I filtri solari non proteggerebbero come farebbe intendere la campagna che sollecita il loro utilizzo.

Esistono prove significative che l'utilizzo dei filtri solari riduca il rischio di tumori alla pelle non melanoma e cheratosi attiniche[5][6][7][8][9]ma nonostante il loro utilizzo sempre più diffuso l'incidenza del melanoma non è in calo[10]. Si ipotizza che questo sia dovuto alla insufficiente protezione verso i raggi UVA dei filtri solari utilizzati fino a pochi anni fa. Inoltre l'utilizzo dei filtri solari porta ad una maggiore esposizione alle radiazioni UV anche quando non sono applicati correttamente[11].

  • Alcuni filtri solari sarebbero cancerogeni o nocivi per la salute.

Tutti gli ingredienti cosmetici elencati nell'allegato VI del regolamento sono considerati sicuri alle concentrazioni e condizioni d'uso indicate. Ogni nuovo filtro solare per essere ammesso dal regolamento deve essere approvato con un procedura dove vengono scientificamente valutati profilo tossicologico e potenziali rischi per la salute. Il rischio è comunque dipendente dalla eventuale penetrazione trans-cutanea del filtro solare. Quando emergono nuovi dati sul potenziali rischi possono essere cancellati dalla lista dei filtri solari autorizzati, come è successo per il PABA cancellato dal 08/09/2009. L'unico filtro solare classificato come potenzialmente cancerogeno, classe 2b, cioè con solo qualche prova di potenziale cancerogenicità su animali, dalla International Agency for Research on Cancer (IARC)[12] è il TITANIUM DIOXIDE per via aerea.

Molte sostanze da cui sono derivati i filtri solari sono cromofori vegetali o fito-ormoni che possono esercitare anche sull'uomo una qualche interferenza endocrina. [13] Rientrano in queste caratteristiche i derivati dell'acido cinnamico, salicilico, para-idrossi benzoico. Vari studi in vitro ed in vivo su animali mostrano una interferenza endocrina di alcuni filtri solari. Altri studi non confermano questi effetti. La materia richiede ulteriori indagini e comunque il rischio è dipendente dalla eventuale penetrazione trans-cutanea del filtro solare. Nessuno dei filtri solari autorizzati dal Regolamento è inserito nel database con la Priority List delle sostanze sospettate di essere interferenti endocrini dalla Commissione europea[14].

  • L'uso sistematico dei filtri solari può ridurre la sintesi della vitamina D.

Nella maggioranza dei casi l'esposizione ai raggi UVB alimenta il meccanismo per la produzione del 90% della vitamina D.[15] L'utilizzo sistematico di filtri solari con SPF > 30 può indurre una insufficiente sintesi della vitamina D.[16] Questo rischio è diventato oggetto di una campagna di lobby negli interessi dei produttori di sistemi d'abbronzatura indoor.[17]

Si sospetta che nei fatti questa insufficiente sintesi di vitamina D non avvenga[18] sia perché i filtri solari sono normalmente applicati in quantità insufficiente ed in modo non omogeneo, sia perché i soggetti che più utilizzano i filtri solari sono anche quelli più esposti alle radiazioni UVB.

  • Alcuni filtri solari comportano un potenziale rischio ambientale.

Alcuni studi hanno evidenziato che nelle zone costiere e balneari dove la concentrazione di filtri solari nelle acque è più alta questi possono arrecare danni anche di lungo periodo al sistema acquatico. Oltre ai filtri solari sospettati di essere potenziali interferenti endocrini[19] sono sotto osservazione anche i filtri inorganici come il Biossido di Titanio, per la attività fotocatalitica in grado di sviluppare perossido di idrogeno[20]. L'Ossido di zinco, per i paesi che contrariamente all'Unione europea ne autorizzano l'utilizzo come filtro solare, è gravemente tossico per il sistema acquatico.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [The Copenaghen meeting of the second International congress on light, W. W. Coblentz, Science 4 November 1932: 412-415.]
  2. ^ a b c d Regolamento Europeo sui cosmetici in vigore da Luglio 2013
  3. ^ Opinione del SCCS sul BIS-ETHYLHEXYLOXYPHENOL METHOXYPHENYL TRIAZINE (Luglio 2013)
  4. ^ Current sunscreen controversies: a critical review, Mark E. Burnett & Steven Q. Wang, Dermatology Service, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, New York, NY, USA
  5. ^ Green A, et al. Daily sunscreen application and beta carotene supplementation in prevention of basal-cell and squamous-cell carcinomas of the skin: a randomised controlled trial. Lancet 1999; 354: 723–729.
  6. ^ van der Pols JC, et al. Prolonged prevention of squamous cell carcinoma of the skin by regular sunscreen use. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev 2006; 15: 2546–2548.
  7. ^ Darlington S, et al. A randomized controlled trial to assess sunscreen application and beta carotene supplementation in the prevention of solar keratoses. Arch Dermatol 2003; 139: 451–455.
  8. ^ Naylor MF, et al. High sun protection factor sunscreens in the suppression of actinic neoplasia. Arch Dermatol 1995; 131:170–175.
  9. ^ Thompson SC, Jolley D, Marks R. Reduction of solar keratoses by regular sunscreen use. N Engl J Med 1993; 329: 1147–1151.
  10. ^ Garland FC, Gorham ED. Rising trends in melanoma. An hypothesis concerning sunscreen effectiveness. Ann Epidemiol. 1993; 1 :103-10.
  11. ^ Lazovich D, Vogel RI, Berwick M, Weinstock MA, Warshaw EM, Anderson KE. Melanoma Risk in Relation to Use of Sunscreen or Other Sun Protection Methods. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2011 ; 12: 2583–2593.
  12. ^ Monografia IARC sul Biossido di titanio
  13. ^ Sunscreens: are they beneficial for health? An overview of endocrine disrupting properties of UV-filters
  14. ^ Database europeo, formato Access, sostanze sospettate di essere interferenti endocrini
  15. ^ M. Norval, H.C. Wulf. Does Chronic Sunscreen Use Reduce Vitamin D Production to Insufficient Levels?The British Journal of Dermatology. 2009;161
  16. ^ Matsuoka LY, Ide L, Wortsman J et al. Sunscreens suppress cutaneous vitamin D3 synthesis. J Clin Endocrinol Metab 1987; 64:1165–8.
  17. ^ Gilchrest BA. Sun protection and vitamin D: three dimensions of obfuscation. J Steroid Biochem Mol Biol 2007; 103:655–63.
  18. ^ Marks R. Use of sunscreens does not risk vitamin D deficiency. BMJ 1999; 319:1066.
  19. ^ Fent K, Kunz PY, Gomez E. 2008. UV filters in the aquatic environment induce hormonal effects and affect fertility and reproduction in fish. CHIMIA International Journal for Chemistry 62:368–375.
  20. ^ David Sánchez-Quiles, Antonio Tovar-Sánchez, Sunscreens as a Source of Hydrogen Peroxide Production in Coastal Waters. Environmental Science & Technology, 2014
  21. ^ Ossido di zinco: database sostanze pericolose, Ministero ambiente

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