Protezione solare

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Con protezione solare si intende la azione o gli strumenti atti a proteggere le persone dal sole in modo che non possa recare danno. I raggi solari possono arrecare danni alla salute ed in particolare nuocere alla vista ed alla pelle. I principali ausili per la protezione solare sono:

Rischi per la salute[modifica | modifica wikitesto]

  L´ esposizione umana alle radiazioni solari, in particolare alle radiazioni UV può provocare effetti acuti e cronici sulla pelle, sugli occhi e sul sistema immunitario. Un riassunto completo e una rassegna degli effetti sanitari connessi con la radiazione UV si può trovare nella pubblicazione dell´OMS, Solar ultraviolet radiation: Global burden of disease from solar ultraviolet radiation,[1] e nella monografia[2] dell´Organizzazione mondiale della sanità.

Sulla base della letteratura scientifica, l’Oms ha identificato nove malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni ultraviolette:

  • melanoma cutaneo, tumore maligno dei melanociti, cellule della pelle che producono il pigmento cutaneo (melanina)
  • carcinoma squamoso della pelle, tumore maligno che, rispetto al melanoma, ha un’evoluzione più lenta ed è associato a minore morbilità e mortalità
  • carcinoma basocellulare (basalioma), tumore cutaneo che si sviluppa prevalentemente in età avanzata e si diffonde lentamente e localmente
  • carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, un raro tumore oculare
  • cheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumorali
  • scottature e ustioni
  • cataratta corticale, degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista e che, in certi casi, può portare anche alla cecità
  • pterigio, inspessimento della congiuntiva che porta a opacizzazione della cornea o a una limitazione dei movimenti oculari
  • riattivazione dell’herpes labiale, a causa dell’immunosoppressione indotta dall’eccesso di UV.

Protezione solare dei bambini[modifica | modifica wikitesto]

I bambini sono più vulnerabili all’esposizione raggi solari. Durante il workshop 2004, “Raggi ultravioletti e la protezione solare”, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità[3], il professore Giuseppe Fabrizi, del Dipartimento di dermatologia pediatrica dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (Policlinico Gemelli) e Presidente della società europea di dermatologia pediatrica ha presentato le regole per una corretta protezione solare nei bambini.

  • non esporre il bambino fino a sei mesi di età
  • non esporre il bambino al sole tra le ore 11 e le ore 16
  • l’eventuale esposizione dovrà essere effettuata in movimento, cioè non statica e diretta
  • la prima protezione deve essere praticata attraverso gli indumenti
  • bisognerà proteggere il bambino dai colpi di sole facendogli indossare un cappello a larghe falde, che ripari bene il cuoio capelluto, le orecchie, il viso e la nuca.
  • nei momenti in cui il bambino non ha il cappello, occorrerà bagnare ripetutamente i capelli e dovrà comunque ogni tanto essere messo all’ombra
  • il bambino dovrà indossare occhiali da sole
  • utilizzare un cosmetico solare con fattore di protezione solare superiore a 15 per una pelle normale, che sia anche fotostabile e resistente all’acqua e al sudore
  • ripetere le applicazioni cosmetici solari più volte durante l’esposizione al sole (almeno due o tre volte al giorno)
  • adattare il fattore di protezione al fototipo della pelle del bambino ed al fatto che presenti o meno efelidi o nevi multipli.

È assolutamente sconsigliabile esporre il bambino al sole in caso di fotodermatiti e fotoallergie (dalle luciti all’orticaria solare) o malattie ben più importanti quali il lupus e lo xeroderma pigmentoso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Occhiali da sole preistorici utilizzati da eschimesi, Inuit, per ridurre la quantità di radiazioni solari che possono colpire l'occhio[4]

Abbigliamento per protezione solare[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla preistoria l'abbigliamento, realizzato prima con pelli animali, poi con tessuti, è servito a proteggere sia dal freddo e dalle intemperie che dal sole. La mummia del Similaun è stata trovata con pantaloni, copricapo e si presume un mantello. Solo recentemente sono stati regolamentati specifici tessuti per la protezione dai raggi UV.

Occhiali da sole[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Occhiali da sole.

Il primo utilizzo di smeraldi attraverso cui guardare gli scontri tra gladiatori è riportato da Plinio. In Cina quasi mille anni dopo si parla di vetri affumicati. Sono invece in avorio con sottili fessure, le protezioni degli occhi rinvenute tra le popolazioni eschimesi.

Prodotti topici per protezione solare[modifica | modifica wikitesto]

Un tubetto di crema solare con fattore di protezione 15

Si ritiene che fin dall'antichità, in assenza di adeguati indumenti, l'uomo ha cercato di proteggersi dai danni che può arrecare il sole, applicandosi direttamente sulla pelle diverse sostanze. Nella preistoria si presume che fossero prevalentemente fango, argille e cenere, ma già nella antica Grecia viene riportato l'utilizzo di olio di oliva, mentre nella antica Cina si trattava di polveri di riso e lupino. [5] Al 1000-1500 aC risalgono invece i primi ritrovamenti di Laurionite ( Piombo Idrato ) gesso ( solfato di calcio ), la phosgenite ( carbonato clorato di piombo ) nell’area dell’ Egeo per prodotti che potevano avere da duplice funzione di make-up e protezione solare. Solo vari secoli dopo diventano comuni paste di ossido di zinco o sali di piombo.

I primi prodotti topici per protezione solare dell'era moderna compaiono nel 1928. Eugène Schueller fondatore de L'Oreal ne commercializza dal 1936. Il primo utilizzo massivo si deve alle truppe americane del Pacifico durante la seconda guerra mondiale che adottarono come protezione solare un petrolato rosso veterinario, chiamato RED VET PET[6]

Il fattore di protezione solare di questi primi prodotti si stima che fosse molto basso.

Solo dopo il 1950 i cosmetici solari hanno utilizzato come ingredienti filtri solari adeguati ed un sistema di misura del fattore di protezione solare.

I prodotti topici per protezione solare sono classificati come cosmetici nell'Unione europea[7], nei paesi non UE ( es. Russia ), in Medio Oriente, India, Giappone, Sud Est Asiatico e gran parte dell'Africa[8]. Per il loro impatto sulla salute sono invece classificati come prodotti terapeutici (farmaci, OTC, farmaci senza prescrizione , ecc. ) in USA[9], Canada[10], Australia[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) R.Lucas, T.McMichael, W.Smith, B.Armstrong, Solar ultraviolet radiation: Global burden of disease from solar ultraviolet radiation in Environmental Burden of Disease Series, N. 13.
  2. ^ (EN) ENVIRONMENTAL HEALTH CRITERIA 160 - ULTRAVIOLET RADIATION in WHO Environmental Health Criteria Monograph Ultraviolet Radiation, 1994.
  3. ^ [www.iss.it]
  4. ^ (EN) Prehistoric Inuit Snow-Goggles, circa 1200, Canadian Museum of Civilization. URL consultato il 25-06-2014.]]
  5. ^ Shaath, Nadim A., Sunscreens: Regulations and Commercial Development, Third Edition, Taylor & Francis Group, 2005.
  6. ^ MacEachern, Jillson., A Practical Sunscreen — "Red Vet Pet" in Arch Dermatol, vol. 89, nº 1, Gennaio 1964, p. 147–150, DOI:10.1001/archderm.1964.01590250153027.
  7. ^ Regolamento Europeo sui cosmetici in vigore da Luglio 2013
  8. ^ [Z.D. Draelos, Cosmetic Dermatology: Products and Procedures, 2010, Blackwell Publishing, pagina:144]
  9. ^ FDA:Rulemaking History for OTC Sunscreen Drug Products
  10. ^ Health Canada, Guidance Document Sunscreen Monograph, 2012
  11. ^ [Australian/New Zealand standard AS/NZS 2604, Sunscreen Products: Evaluation and Classification . Standards Australia and New Zealand. ( 1998 )]

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