Pontresina

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Pontresina
comune
Pontresina – Stemma
Pontresina – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Regione Maloja
Amministrazione
Lingue ufficiali Romancio
Tedesco
Territorio
Coordinate 46°29′24″N 9°54′00″E / 46.49°N 9.9°E46.49; 9.9 (Pontresina)Coordinate: 46°29′24″N 9°54′00″E / 46.49°N 9.9°E46.49; 9.9 (Pontresina)
Altitudine 1 805 m s.l.m.
Superficie 118,19 km²
Abitanti 2 166 (2015)
Densità 18,33 ab./km²
Comuni confinanti Lanzada (IT-SO), La Punt-Chamues-ch, Livigno (IT-SO), Madulain, Poschiavo, Samedan, Zuoz
Altre informazioni
Cod. postale 7504
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3784
Targa GR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Pontresina
Pontresina
Pontresina – Mappa
Sito istituzionale

Pontresina (toponimo tedesco e italiano; in romancio "Puntraschigna"[1]) è un comune svizzero di 2 166 abitanti del Canton Grigioni, nella regione Maloja.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pontresina è situato in Alta Engadina, sulla sponda destra del fiume Inn, all'inizio della Val Bernina; dista 7 km da Sankt Moritz, 50 km da Tirano, 79 km da Coira e 131 km da Lugano.

Il comune di Pontresina comprende alcune delle cime più alte di tutto il Canton Grigioni: il Pizzo Bernina (4 049 m s.l.m.) con il ghiacciaio di Pers, sul confine con Samedan; il Pizzo Zupò (3 996 m), sul confine con Lanzada; il Piz Argient (3 945 m), sul confine con Lanzada; il Piz Palü (3 905 m), sul confine con Lanzada e Poschiavo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è stato menzionato per la prima volta nei documenti in latino come "ad Pontem Sarisinam" nel 1137, successivamente come "de Ponte Sarraceno" nel 1237[1]: alcuni storici lo traducono in "ponte dei Saraceni", tesi che troverebbe fondamento nelle invasioni arabe del X secolo[senza fonte].

Nel 1934[senza fonte] il comune ha adottato lo stemma attuale, con un ponte bianco ad arco inserito in uno sfondo giallo-dorato e nero.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente nel paese si parlava il puter, una varietà romancia, ma con lo sviluppo del turismo si sono diffuse rapidamente altre lingue. Nel 1880 il 45,7% degli abitanti parlava il romancio come lingua madre. Nel 1900 la percentuale di romanci si era ridotta al 33,61%, per un totale di 164 parlanti su 488 abitanti (252 germanofoni). Nel 1941 la popolazione romancia era scesa al 26,7%, nel 1970 al 16,22%[senza fonte], nel 2000 all'8%[1]. Oggi, oltre al romancio, è lingua ufficiale anche il tedesco; esiste inoltre una consistente minoranza di lingua italiana (16% nel 2000)[1].

Lingue a Pontresina[senza fonte]
Lingue Censimento 1980 Censimento 1990 Censimento 2000
Abitanti Percentuale Abitanti Percentuale Abitanti Percentuale
Tedesco 990 57,36% 993 61,91% 1264 56%[1]
Romancio 250 14,48% 194 12,09% 174 8%[1]
Italiano 362 20,97% 290 18,08% 353 16%[1]
Totale 1726 100% 1604 100% 2191 100%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è menzionato nel film comico con Stanlio e Ollio Noi e... la gonna del 1938, distribuito anche con il titolo Avventura a Vallechiara, ma solo nella versione originale: nel doppiaggio italiano è stato ridenominato con il nome fittizio "Vallechiara"[senza fonte].

A Pontresina è ambientato parte del romanzo Estasi di libertà di Stefan Zweig.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

È servito dalle stazioni ferroviarie di Ospizio Bernina, di Pontresina e di Punt Muragl della Ferrovia Retica, sulle linee del Bernina e dell'Engadina.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stazione sciistica, ha ospitato alcune tappe della Coppa del Mondo di sci alpino, della Coppa del Mondo di biathlon e della Coppa del Mondo di sci di fondo, oltre ai Campionati svizzeri di sci alpino 1967 e ai Campionati mondiali juniores di sci nordico 1998 (assieme a Sankt Moritz).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Ottavio Clavuot, Pontresina, in Dizionario storico della Svizzera, 7 aprile 2011. URL consultato il 19 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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