S-chanf

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S-chanf
comune
Scanevo
S-chanf – Stemma
S-chanf – Veduta
S-chanf
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneWappen Graubünden matt.svg Grigioni
RegioneMaloja
Amministrazione
Lingue ufficialiRomancio
Tedesco
Territorio
Coordinate46°36′43″N 9°58′55″E / 46.611944°N 9.981944°E46.611944; 9.981944 (S-chanf)Coordinate: 46°36′43″N 9°58′55″E / 46.611944°N 9.981944°E46.611944; 9.981944 (S-chanf)
Altitudine1 660 m s.l.m.
Superficie138,03 km²
Abitanti697 (2015)
Densità5,05 ab./km²
FrazioniChapella, Cinuos-Chel, La Susauna
Comuni confinantiBergün, Davos, Livigno (IT-SO), Madulain, Zernez, Zuoz
Altre informazioni
Cod. postale7525
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS3788
TargaGR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
S-chanf
S-chanf
S-chanf – Mappa
Sito istituzionale

S-chanf (toponimo romancio; in tedesco Scanfs, desueto, ufficiale fino al 1943; in italiano "Scanevo", desueto[1]) è un comune svizzero di 697 abitanti del Canton Grigioni, nella regione Maloja.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato in Alta Engadina, sulla sponda sinistra dell'Inn; dista 19 km da Sankt Moritz, 47 km da Davos, 72 km da Coira e 147 km da Lugano.

Il punto più elevato del comune è la cima del Piz Vadret (3 229 m s.l.m.), che segna il confine con Zernez. Parte del territorio comunale è compreso nel Parco nazionale svizzero.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa riformata di Schanf[1]
  • La chiesa riformata di Susauna[1]
  • Casa Juvalta[senza fonte]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

È servito dalle stazioni ferroviarie di S-chanf e di Chinuos-chel-Brail della Ferrovia Retica, sulla linea dell'Engadina.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Constant Wieser, S-chanf, in Dizionario storico della Svizzera, 20 giugno 2013. URL consultato il 20 maggio 2017.
  2. ^ (IT) Paolo Decrestina, Berlusconi, un mese di vacanze ai Caraibi, 12 domestici e case da Milano a New York: la vita di Veronica Lario, in Corriere della Sera. URL consultato il 17 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN236115410 · GND: (DE4570475-2
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