Percy Fawcett

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Percy Fawcett nel 1911

Percy Harrison Fawcett (Torquay, 18 agosto 1867Mato Grosso, 29 maggio 1925 o successivamente) è stato un militare, archeologo ed esploratore britannico.

Assieme al figlio maggiore, Fawcett scomparve in circostanze sconosciute nel 1925 durante una spedizione alla ricerca di "Z", un'antica città perduta che lui ed altri[1] credono essersi trattato di El Dorado, nell'inesplorata giungla brasiliana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Un padre avventuroso[modifica | modifica wikitesto]

Percy Fawcett nacque il 18 agosto 1867 a Torquay, Devon, Inghilterra, da Edward Boyd Fawcett e Myra Elizabeth MacDougall.[2] Fu istruito presso il Proprietary College di Newton Abbot con Bertram Fletcher Robinson, futuro amico di Arthur Conan Doyle. Il padre di Percy Fawcett, indiano per nascita, era membro della Royal Geographical Society (RGS). l fratello maggiore Edward Douglas Fawcett (1866–1960) era un alpinista, occultista orientale e scrittore di libri di filosofia e di popolari romanzi d'avventura.

Nel 1886 Percy ricevette un incarico nella Royal Artillery e prestò servizio a Trincomalee, Ceylon, dove incontrò la moglie. Sposò Nina Agnes Paterson nel gennaio 1901. Ebbero due figli maschi Jack (nato nel 1903) e Brian (1906-1984) e una figlia femmina Joan (nata il 10 novembre 1910 e morta il 16 marzo 2005 ad Apple - Svizzera), l'unica dei tre figli che diede degli eredi, tutt'ora essi vivono in Svizzera ed in Inghilterra.

Entrò lui stesso a far parte della RGS nel 1901 per poter studiare topografia e cartografia. In seguito lavorò per il servizio segreto britannico in Nordafrica con compiti di topografo. Divenne amico degli scrittori Henry Rider Haggard e Arthur Conan Doyle. Quest'ultimo usò i resoconti di campo dell'Amazzonia redatti da Fawcett come ispirazione per il romanzo Il mondo perduto.

Prime spedizioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima spedizione di Fawcett in America Meridionale risale al 1906 quando, all'età di 39 anni, si recò in Brasile per mappare una parte di giungla al confine tra Brasile ed Argentina per conto della RGS. Alla Society era stato chiesto di mappare la zona come parte terza imparziale riguardo agli interessi locali. Giunse a La Paz, in Bolivia, a giugno. Durante la spedizione del 1907, Fawcett disse di aver sparato ad una anaconda gigante di 19 metri, dichiarazione che gli valse lo scherno della comunità scientifica. Parlò di altri animali strani sconosciuti alla zoologia, come un piccolo cane simile ad un gatto delle dimensioni approssimative di una volpe, che disse di aver visto due volte, o il ragno gigante Apazauca che aveva avvelenato molti abitanti della zona.[3][4]

Fawcett svolse altre spedizioni tra il 1906 ed il 1924. Si spostò spesso tra i nativi grazie a regali, pazienza e comportamento gentile. Nel 1908 rintracciò la sorgente del Rio Verde (Brasile) e nel 1910 fece un viaggio fino al fiume Heath (al confine tra Perù e Bolivia) per trovarne la sorgente. Si dice che in una spedizione del 1913 abbia visto cani con due nasi. Potrebbe trattarsi del cane tigre andino a due nasi.[5] In base ad una ricerca documentaria, Fawcett formulò le proprie ipotesi circa una "Città perduta di Z" in Brasile al tempo dello scoppio della prima guerra mondiale. Tornò in Inghilterra per il servizio militare, arruolandosi volontario. Fu destinato al fronte delle Fiandre e comandò un gruppo d'artiglieria nonostante avesse quasi 50 anni. Dopo la guerra tornò in Brasile per effettuare studi di zoologia ed archeologia.

Ultima spedizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925, grazie al finanziamento di un gruppo di Londra chiamato Glove,[6] Fawcett tornò in Brasile col primogenito Jack ed un suo amico. Aveva studiato le antiche leggende e i documenti storici e si era convinto dell'esistenza di una città perduta da qualche parte nel Mato Grosso, una città che Fawcett chiamò "Z". Fawcett lasciò detto che, se la spedizione non fosse tornata, non dovevano essere organizzate spedizioni di recupero.

Fawcett aveva una lunga esperienza di viaggio con bagagli a mano, cose come cibo in scatola, latte condensato, armi, razzi ed ovviamente un sestante ed un cronometro per calcolare latitudine e longitudine. Anche i suoi compagni di viaggio portarono tutto a mano. I suoi compagni erano stati scelti per la salute, l'abilità e la lealtà verso gli altri: il suo primogenito Jack Fawcett ed il suo caro amico Raleigh Rimmell. Fawcett scelse due soli compagni per poter viaggiare leggeri, cercando di nascondersi dalle tribù che, in alcuni casi, erano ostili verso gli esploratori. Molte di quelle tribù non avevano ancora avuto contatti con i bianchi.

Il 20 aprile 1925 partì la sua ultima spedizione da Cuiabá. Oltre ai suoi due compagni, Fawcett fu accompagnato da due lavoratori brasiliani, due cavalli, otto muli e un paio di cani. L'ultima comunicazione della spedizione avvenne il 29 maggio 1925, quando Fawcett scrisse una lettera alla moglie dicendo che era pronto ad entrare nel territorio inesplorato con solo Jack e Rimmell, consegnata al destinatario da un messaggero indiano. Si disse che avevano attraversato il fiume Xingu, un affluente sudorientale del Rio delle Amazzoni. Un'ultima lettera, scritta da Dead Horse Camp, fornì la loro posizione e fu generalmente ottimista.

Molti credono che gli indiani locali li abbiano uccisi: i Kalapalo, che per ultimi li videro, o gli Arumá, i Suya o gli Xavante nel cui territorio stavano per entrare. I due ragazzi giovani erano zoppi e malati quando furono visti per l'ultima volta, e non ci son prove che siano stati uccisi. È plausibile che siano morti per cause naturali nella giungla brasiliana.

Nel 1927 una targhetta di Fawcett fu trovata presso una tribù indiana. Nel giugno 1933 una bussola teodolite appartenuta a Fawcett fu trovata nei pressi degli indiani Baciary del Mato Grosso dal colonnello Aniceto Botelho. La targhetta però risaliva alla spedizione di Fawcett di cinque anni prima ed era stata probabilmente donata al capo di quella tribù. Per la bussola, invece, si dimostrò che fu abbandonata prima di entrare nella giungla per l'ultima spedizione.[7][8][9]

Controversie e speculazioni postume[modifica | modifica wikitesto]

Voci e racconti non confermati[modifica | modifica wikitesto]

Nei decenni seguenti vari gruppi organizzarono spedizioni di salvataggio, senza risultati. Sentirono solo voci che non si poterono verificare. Oltre a vari racconti secondo i quali Fawcett sarebbe stato ucciso da indiani o animali, vi era una storia secondo cui Fawcett aveva perso la memoria ed era diventato un capotribù di cannibali.

Una delle prime spedizioni fu guidata dall'esploratore statunitense George Miller Dyott nel 1927. Disse di aver trovato prove della morte di Fawcett per mano degli indiani Aloique, ma dopo poco la sua storia iniziò a dimostrarsi falsa. Una spedizione del 1951 disseppellì ossa umane che si scoprirono poi non essere legate a Fawcett o ai suoi compagni. I Kalapalo catturarono una spedizione del 1996, ma ne liberarono i componenti giorni dopo quando questi rinunciarono a tutto il loro equipaggiamento ed ebbero pagato un riscatto di 30 000 dollari.

La storia di Villas-Bôas[modifica | modifica wikitesto]

L'esploratore danese Arne Falk-Rønne si avventurò in Mato Grosso negli anni 1960. In un libro del 1991 scrisse di aver conosciuto il destino di Fawcett da Orlando Villas-Bôas, il quale aveva parlato con uno degli assassini di Fawcett. Sembra che Fawcett ed i suoi compagni ebbero un incidente sul fiume e abbiano perso buona parte dei regali che avevano portato per gli indiani. Proseguire senza regali era una grave deviazione dal protocollo. Dato che i componenti della spedizione erano tutti più o meno gravemente feriti, i Kalapalo decisero di ucciderli. I corpi di Jack Fawcett e Raleigh Rimmell furono gettati nel fiume, mentre il colonnello Fawcett, considerato un anziano e quindi importante, ricevette una sepoltura. Falk-Rønne visitò la tribù Kalapalo e disse che uno dei suoi componenti confermò la storia di Villas-Bôas.

Ossa di Fawcett[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 Orlando Villas-Bôas ricevette i resti dello scheletro di Fawcett e li analizzò scientificamente. Si dice che l'analisi abbia confermato trattarsi di Fawcett. Ma il figlio Brian Fawcett (1906–1984) non lo accettò. Villas-Bôas disse che Brian era troppo interessato a far soldi con i libri che parlavano della scomparsa del padre. Successive analisi confermarono il fatto che le ossa non erano di Fawcett.[10]

Nel 1998 l'esploratore inglese Benedict Allen partì per parlare con gli indiani Kalapalo che avevano ammesso a Villas-Bôas l'uccisione dei tre membri della spedizione Fawcett. Un anziano Kalapalo, Vajuvi, disse ad Allen durante un'intervista filmata dalla BBC che le ossa ritrovate da Villas-Bôas circa 45 anni prima non erano quelle di Fawcett.[11][12] Vajuvi negò anche che la sua tribù abbia preso parte alla sparizione di Fawcett. Non esistono altre prove che sostengano questa tesi.

Documentario russo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 un documentario russo, "Проклятье золота инков / Экспедиция Перси Фоссета в Амазонку" (La maledizione dell'oro degli Inca / Spedizione di Percy Fawcett in Amazzonia), fu pubblicato nella serie televisiva "Тайны века" (Misteri del secolo). Tra le altre cose, il programma si focalizza sulla recente spedizione di Oleg Aliyev nel punto in cui sarebbe scomparso Fawcett, sui ritrovamenti e le idee di Aliyev e sul destino di Fawcett.

Comunità nella giungla[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 marzo 2004 il giornale britannico The Observer disse che il direttore televisivo Misha Williams, che aveva studiato le carte private di Fawcett, credeva che Fawcett non avesse voluto tornare in Gran Bretagna preferendo fondare una comune nella giungla basata sui principi teosofici e sull'adorazione di suo figlio Jack.[13] Williams parlò in dettaglio della sua ricerca nella prefazione della sua opera AmaZonia, messa in scena la prima volta nell'aprile 2004.[14]

Z la città perduta di Grann[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 il giornalista del The New Yorker David Grann visitò i Kalapalo scoprendo che si erano tramandati una tradizione orale riguardante Fawcett, uno dei primi bianchi che la tribù avesse mai visto. Secondo questa tradizione orale Fawcett ed il suo gruppo avevano abitato nel villaggio ed erano ripartiti verso est. I Kalapalo avvisarono Fawcett di non viaggiare in quella direzione perché sarebbero stati uccisi dai "feroci indiani" che occupavano il territorio, ma Fawcett insistette per partire. I Kalapalo videro il fumo del fuoco da campo ogni sera per cinque giorni prima della sparizione. I Kalapalo dissero di essere sicuri che i feroci indiani li avessero uccisi.[15] L'articolo dice anche che una civiltà monumentale chiamata Kuhikugu potrebbe essere veramente esistita vicino a dove Fawcett fu visto, come scoperto dall'archeologo Michael Heckenberger e da altri.[16] I ritrovamenti di Grann vengono descritti in dettaglio nel suo libro Z la città perduta (The Lost City of Z) (2009).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Fawcett, Percy and Brian Fawcett (1953), Exploration Fawcett, Phoenix Press (2001 reprint), ISBN 1-84212-468-4
  • Fawcett, Percy and Brian Fawcett (1953), Lost Trails, Lost Cities, Funk & Wagnalls ASIN B0007DNCV4
  • Fawcett, Brian (1958), Ruins in the Sky, Hutchinson of London

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Heckenberger, M. J. (2009). Lost cities of the Amazon. Scientific American, 301(4), 64-71.
  2. ^ www.keverelchess.com - E. Douglas Fawcett (1866-1960)
  3. ^ Fawcett, P. H. and Fawcett, B. Exploration Fawcett (1953)
  4. ^ Apazauca spider, su The Great Web of Percy Harrison Fawcett.
  5. ^ BBC News Double-nosed dog not to be sniffed at 10 agosto 2007
  6. ^ The London Illustrated News, 22 giugno 1924
  7. ^ David Wallechinsky & Irving Wallace. 1981. History of the Search for Percy H. Fawcett Part 2. Trivia-Library.com. [1]
  8. ^ Geraldine Cummings, The Fate of colonel Fawcett, Health Research Books, 1985, p. 14.
  9. ^ Ellen Basso, The Last Cannibals (University of Texas Press)
  10. ^ The upper jaw provides the clearest possible evidence that these human remains were not those of Colonel Fawcett, whose spare upper denture is fortunately available for comparison. Royal Anthropological Institute (Londra) (1951) "Report on the human remains from Brazil" citato da Grann (2009) p. 253
  11. ^ a b Larry Orcutt. 2000. Colonel Percy Harrison Fawcett
  12. ^ Vajuvi disse che si trattava delle ossa di suo nonno, Mugikia. Grann (2009) pp. 252–253
  13. ^ Vanessa Thorpe, Veil lifts on jungle mystery of the colonel who vanished, in Guardian UK, 21 marzo 2004.
  14. ^ Misha Williams, AmaZonia (PDF).
  15. ^ David Grann. A Reporter at Large, "The Lost City of Z,". The New Yorker. 19 settembre 2005. [2]
  16. ^ Ultimo capitolo del libro di Grann intitolato Z la città perduta (The Lost City of Z) ed il libro di Charles Mann 1491: New Revelations of the Americas Before Columbus.
  17. ^ Grann, David (2009) The Lost City of Z: A Tale of Deadly Obsession in the Amazon. Doubleday, New York, pagg. 8 e 95, ISBN 978-0-385-51353-1
  18. ^ The Times, 4 settembre 1934, p. 7.
  19. ^ George LucasSteven Spielberg, co-creatori della storia, hanno mai indicato una reale ispirazione per il loro personaggio.
  20. ^ Making Raiders of the Lost Ark, su Raiders News, 23 settembre 2003. URL consultato il 14 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2003).
  21. ^ Rob MacGregor, Indiana Jones and the Seven Veils, Bantam Books, novembre 1991, ISBN 978-0-553-29035-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Falk-Rønne, Arne. (1991). Klodens Forunderlige Mysterier. Roth Forlag.
  • Fleming, Peter. (1933) Brazilian Adventure, Charles Scribner's Sons ISBN 0-87477-246-X
  • Grann, David (2009) The Lost City of Z: A Tale of Deadly Obsession in the Amazon ISBN 978-0-385-51353-1
  • Leal, Hermes (1996), Enigma do Coronel Fawcett, o verdadeiro Indiana Jones (Colonel Fawcett: The Real-Life Indiana Jones; pubblicato in portoghese)
  • La Gazette des Français du Paraguay, Percy Fawcett - Un monument de l'Exploration et de l'Aventure en Amérique Latine - Expédition du Rio Verde - bilingue francese-spagnolo - numero 6, Anno 1, Asuncion Paraguay.
  • Giacomo Scarpelli (1993), "Il cranio di cristallo. Evoluzione della specie e spiritualismo", Torino, Bollati Boringhieri 1993. ISBN 88-339-0738-4

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