Niccolò Nicchiarelli

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Niccolò Nicchiarelli
1898 – 1969
Nato a Castiglione del Lago
Morto a Milano
Dati militari
Paese servito Italia Italia - Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Forza armata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale - Guardia Nazionale Repubblicana
Grado Console generale
Guerre Prima guerra mondiale - Riconquista della Libia - Guerra d'Etiopia - Seconda guerra mondiale
Comandante di Legione Tagliamento
Decorazioni Croce di guerra al valor militare
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Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli (Castiglione del Lago, 1898Milano, 1969) è stato un militare italiano, comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento dal luglio 1941 al giugno 1942.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Prese parte alla prima guerra mondiale arruolandosi volontario a 16 anni e venendo inquadrato nel I Reggimento Granatieri con cui ebbe il suo battesimo del fuoco sul Sabotino. Dopo il Corso Ufficiali fu destinato al 37° Regg.to Fanteria (Brigata Ravenna); rimase gravemente ferito durante un assalto al Monte Seluggio nel luglio del 1916. L'anno successivo fu assegnato come Tenente di complemento al 261° Regg.to Fanteria (Brigata Elba), con cui combatté valorosamente sull'altopiano della Bainsizza. Il 27 ottobre 1917 fu catturato, assieme ai suoi uomini, mentre combatteva in una trincea vicino a San Pietro al Natisone. Con altre centinaia di soldati ed ufficiali venne imprigionato in uno dei campi di concentramento (Cellelager) dove restò fino al dicembre 1918. Rimpatriato, partì volontario nel 1919 per la riconquista della Libia (241° Regg.to fanteria, Brigata Teramo).

L'adesione al partito fascista[modifica | modifica wikitesto]

Nazionalista da prima della guerra, aderì subito al nascente movimento fascista. Partecipò alla Marcia su Roma e nel febbraio 1923 si arruolò come Seniore nella neonata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) nella quale militò fino al suo scioglimento (novembre 1943). Nuovamente in Libia (a Bengasi) dal 1935, il Console Nicchiarelli partecipò alle operazioni militari di Buq Buq e Sidi el Barrani dal giugno 1940 al gennaio 1941 alla testa della 233ª Legione CC.NN. ed alle dipendenze del Gen. Francesco Antonelli e dell'Ecc.za Annibale Bergonzoli ("Barba elettrica"). Nel luglio 1941 fu nominato Comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento con la quale partì per la Russia partecipando alle operazioni del Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) nella regione tra il Dniepr e il Don. Nominato Console Generale, e con postumi di congelamento, rimpatriò e assunse il comando della Zona CC.NN. di Torino e, dal maggio 1943, del Raggruppamento CC.NN. XXI Aprile a Cocevie (Jugoslavia).

Al momento dell'armistizio dell'8 settembre 1943 si trovava a Lubiana alla guida di un reparto di camicie nere e invitato in tal senso dal generale Erssel decise di proseguire la guerra al fianco dei tedeschi[1]. Alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana rivestì, dai primi mesi del 1944 e fino al suo scioglimento, il ruolo di Capo di Stato Maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana composta dalla ex Milizia, dagli ex Carabinieri Reali e dalla ex Polizia dell'Africa Italiana.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Processato dalla Corte d'Assise Straordinaria il 26 marzo 1946 fu condannato a 12 anni e sei mesi per collaborazionismo più la confisca dei beni[2]. Nicchiarelli ricorse contro la sentenza già il giorno seguente ottenendo dalla Corte di cassazione l'annullamento della sentenza e nel successivo procedimento fu assolto con formula piena "perché il fatto ascrittogli non costituisce reato"[2]. In prigione restò per 13 mesi. Tenente Generale nella Repubblica Sociale Italiana e tenente colonnello nel Regio Esercito, prima, e dell'Esercito Italiano successivamente, ricevette la sua ultima onorificenza (Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto) solo dopo la sua morte.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale e Guerra italo-turca:

  • Medaglia di Benemerenza per i Volontari della guerra italo-austriaca
  • Croce al Merito di guerra
  • Distintivo d'onore per Ferita di guerra
  • Medaglia per la Guerra Italo-austriaca, con 3 campagne di guerra
  • Medaglia Interalleata della Vittoria
  • Medaglia per la Guerra per l'Unità d'Italia
  • Medaglia della guerra italo-turca (Libia, 1919), con una campagna di guerra
  • Cavaliere di Vittorio Veneto

1922-1940:

  • Due encomi del Comando generale della M.V.S.N.
  • Cavaliere e poi Cavaliere Ufficiale della Corona d'Italia
  • Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
  • Commendatore e poi Grand'Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia
  • Medaglia per la campagna di guerra in A.O.I., senza gladio

Seconda guerra mondiale:

  • Medaglia di bronzo "sul campo" al Valor Militare (Libia, 1940)
  • Medaglia d'argento "sul campo" al Valor Militare (Russia, 1941)
  • Medaglia d'argento al Valor Militare (Russia, 1942)
  • 2 Croci al Merito di guerra
  • Croce di Ferro tedesca di II classe
  • Medaglia Winter schlacht im osten
  • Distintivo d'onore per Ferita di guerra
  • Croce di 20 anni di anzianità nella M.V.S.N.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Fabei, Il generale delle Camicie Nere, Pietro Macchione Editore, Varese
Controllo di autorità VIAF: (EN78913910
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