Museo Emanuele Barba

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Museo civico
"Emanuele Barba"
Biblioteca gallipoli.PNG
Interno della biblioteca e museo civico, in una xilografia del Novecento
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàGallipoli
IndirizzoVia Antonietta De Pace
Coordinate40°03′16.97″N 17°58′31.28″E / 40.054713°N 17.975356°E40.054713; 17.975356Coordinate: 40°03′16.97″N 17°58′31.28″E / 40.054713°N 17.975356°E40.054713; 17.975356
Caratteristiche
TipoArte, archeologia, libri, paleontologia, numismatica
Intitolato aEmanuele Barba
Istituzione1823
FondatoriCan.Carmine Fontò ed Emanuele Barba
Apertura1823
DirettorePaola Renna
Sito web

Il Museo Emanuele Barba è un'istituzione culturale di proprietà del Comune di Gallipoli[1] sito nel centro storico della stessa città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo nasce nel 1823 ad opera di Carmine Fontò che donò i suoi libri alla città. A queste prime donazioni se ne aggiunsero altre da parte di conventi . Dopo alcuni anni il Museo venne affidato al naturalista, scienziato e docente Emanuele Barba che istituì un "Gabinetto zoologico".[2] Oggi nel museo sono presenti collezioni di armi, abiti, fossili. È esposta inoltre la collezione del pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola. Il museo comprende reperti archeologici, sarcofagi e vasi messapici con iscrizioni; ritratti di personaggi illustri di Gallipoli; una raccolta numismatica. Nel 2010 dopo più di dieci anni, riaprì la sezione del museo dedicata alle patologie fetali ed animali, raccolta dallo scienziato, filosofo e docente gallipolino Emanuele Barba con l'intento di studiare delle malattie genetiche come la sindrome di Down[3].

Molto ricca è la collezione di armi rinascimentali e di archibugi (un'antica arma da fuoco portatile), quella che contiene più di cinquecento reperti rinvenuti nell'antica necropoli della vicina Alezio oltre a dei sarcofagi.

Si compone di tre distinte sezioni: il museo stesso, la biblioteca comunale “Ex Sant'Angelo” (presso l'ex chiesa confraternale di Sant'Angelo) e la Sala Collezione Coppola che contiene 20 preziose tele dell'insigne pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola. Il museo è sito in via Antonietta De Pace, la via centrale della città, in un antico palazzo del 1800. È da intendersi tuttavia, l'esempio più straordinario di museo positivista che raccoglie pezzi storici di ogni tipo e genere; nacque in pieno Positivismo, movimento originatosi in Francia nel XIX secolo.

Sala Collezione Coppola[modifica | modifica wikitesto]

La sala fu inaugurata nel 2012 e sorge nei locali inferiori del Palazzo Balsamo, sede del Municipio. Custodisce una ventina di tele di Giovanni Andrea Coppola donate al comune dagli eredi della famiglia a partire dal 1982; si ricorda la famosa "Natura morta" che ha avuto il privilegio di essere esposta presso una mostra a Parigi nel 2007.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Collezione storico – artistica: comprende tele risalenti all'Ottocento e al Novecento, oltre alle già citate tele del Coppola. Tra le tele del Novecento si possono annoverare sicuramente i dipinti del pittore Giulio Pagliano (1882-1932): le sue opere più note sono "Il ritratto di Sophia Stevens", "La casa di sanità e il porto di Gallipoli", "Giovane in veste militare". Sono poi presenti opere del pittore gallipolino Giuseppe Forcignanò , morto poi a Parigi dopo una vita ricca di viaggi nella regione partenopea.

All'interno del salone museale possono essere ammirati i ritratti degli illustri gallipolini (Bartolomeo Ravenna, Antonietta De Pace ed Emanuele Barba.

    • Sezione I Armi e Sciabole
    • Sezione II Abiti d'epoca
    • Sezione III Ceramiche e Vetri
    • Sezione IV Oggetti vari e di pregio
    • Sezione V Dipinti antichi (donazione Coppola)
    • Sezione VI Dipinti del XIX – XX secolo (ritratti)
  • Collezione archeologica
    • Sezione I Reperti archeologici
    • Sezione II Numismatica
  • Collezione naturalistica
    • Sezione I Malacologica
    • Sezione II Talassologica
    • Sezione III Zoologica
    • Sezione IV Mineralogica
    • Sezione V Fossili
    • Sezione VI Ornitologica
  • Collezione di patologia fetale umana ed animale
  • Collezione libraria (Libri antichi rari e di pregio dal XVI al XIX secolo).

Nel Museo Barba è di notevole importanza la collezione di bambini nati deformi.

  • Collezione libraria (Libri antichi rari e di pregio dal XVI al XIX secolo)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dal sito del comune di Gallipoli
  2. ^ Lorenzo Madaro, Musei nascosti. Il Museo Civico Emanuele Barba, su Art Tribune, 16 febbraio 2019.
  3. ^ dal servizio di "Antenna Sud" Copia archiviata, su antennasud.com. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2013).

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