Emanuele Barba

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Emanuele Barba

Emanuele Barba (Gallipoli, 11 agosto 1819Gallipoli, 7 dicembre 1887) è stato un docente, filosofo, medico e letterato italiano.

Nato in una famiglia di umili origini (entrambi i suoi genitori, Ernesto e Pasqualina Barba, erano sarti), condusse gli studi primari a Gallipoli, per poi trasferirsi all'età di 10 anni a Napoli presso gli zii, Gaetano Brundesin e Tommaso Barba (quest'ultimo presidente della Gran Corte). Qui studiò grammatica e materie letterarie nella scuola del grammatico e lessicografo Basilio Puoti. Grazie al suo eccellente profitto vinse una borsa di studio che gli permise di frequentare gratuitamente la facoltà.

Conseguì quindi la laurea in Lettere e Filosofia e successivamente in Medicina, esercitando poi a Gallipoli la professione di docente e medico. Sempre a Napoli passò a studiare medicina nel R. Collegio Medico-Cerusico e divenne Assistente alla cattedra di Anatomia. Insegnò scienze e lettere al Ginnasio di Gallipoli (oggi Liceo Quinto Ennio) e fu sovrintendente scolastico ed Assessore delegato alla Pubblica Istruzione.

Fu arrestato ed esiliato a causa delle resistenze al governo borbonico. Morì a Gallipoli il 7 dicembre 1887 e i membri dell'Associazione Democratica posero una scritta: "Nato dal popolo, Per il popolo si adoperò".[1] A lui fu intitolato il Museo civico di Gallipoli.

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