Moncada (famiglia)

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Moncada
Moncada Sicilia.jpg
Stato Italia, Spagna
Casata di derivazione Agilolfingi
Casata principale Moncada di Paternò
Titoli Principi di Paternò
  • Principi di Monforte
  • Principi di Calvaruso
  • Duchi di San Giovanni
  • Conti di Caltanissetta
  • Conti di Adernò
  • Conte e Signore di Centuripe e Biancavilla
  • Conte di Cammarata
  • Barone della Motta Sant’Anastasia
  • Barone di Melilli
  • Barone di Grottarossa
  • Barone della Meldola
  • Barone delle Foreste di Troina
  • Barone delle onze 164 annuali sopra i caricatori del Regno
  • Barone del Grano Uno del tarì del frumento
  • Signore di Nicolosi
  • Signore di Belpasso
  • Signore di Stella d’Aragona
  • Signore di Fenicia di Moncada
  • Signore di Gulfo
  • Signore di Campisotto
  • Signore di Malpertuso
  • Signore di Gallidoro
  • Signore di Graziano
  • Signore del Cugno
  • Viceré di Napoli
  • Viceré di Sicilia
  • Viceré di Maiorca
  • Viceré di Sardegna
  • Viceré di Catalogna
  • Viceré di Valencia
  • Grandi di Spagna
Fondatore Teodone III di Baviera
Etnia ispano-italiana di origine bavarese

I Moncada, detti anche Montcada, sono una famiglia nobile siciliana di origine catalana.

Le possibili origini[modifica | modifica wikitesto]

Teodone III di Baviera, detto Dapifero (o Dapifer), figlio di Tassilone III, duca di Baviera, nell'VIII secolo volle creare nella zona della Catalogna una sorta di sbarramento agli attacchi dei Mori. Così avrebbe fatto scorrere delle catene fra le vette di due alture. Da allora prese il nome Montecateno, poi Moncada.

Però, data l'origine dell'antroponimo dal toponimo catalano Montcada, è più probabile una etimologia da monte e cada: quest'ultimo termine indica un ginepro rosso (in latino mediev. catanum, spagnolo cada, provenzale cade e latino scientif. Juniperus oxycedrus) frequente nella zona e portatore d'un olio usato in dermatologia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Possidenti di vari feudi e titoli nobiliari, i Moncada si stabilirono in Sicilia nel XIII secolo. La casata venne trapiantata sull'isola nel 1282 da Guglielmo Raimondo Moncada, che al servizio del re Pietro I d'Aragona vi guerreggiò contro le truppe di Carlo d'Angiò. Il Re gli fece sposare Luchina contessa di Malta

I Moncada mantennero un forte legame con la madrepatria, appoggiando in genere i re aragonesi. Divenuti potenti nel XIV secolo, insieme agli Alagona furono i sostenitori della fazione catalana della nobiltà siciliana tradizionalmente avversa a quella latina dei Chiaramonte e Ventimiglia. Successivamente Guglielmo Raimondo III si avvicinò alla corte di Barcellona, ma sconfitto fu costretto a riparare in Catalogna.

Ebbero grande rilievo nella storia siciliana: basti pensare a Guillermo de Moncada, vescovo di Lérida in Spagna nel 1200. Dall'unico tronco dei conti di Agosta e di Adernò (Adrano) sorsero i rami dei principi di Paternò e quello dei principi di Monforte, dai quali a loro volta originarono i rami dei principi di Calvaruso, i principi di Valsavoia, i principi di Soria e i marchesi di Santa Marina. I Moncada possedettero i principati di Larderia, Alcontres, Cassano, Calvaruso, Collereale, Montereale, Sperlinga, Rosolini, le ducee di Alcalà, Archirafi, Bivona, Montalto, le contee di Afara, Adernò, Augurta, Ampuria, Atrino, Augusta, Biancavilla. Caltabellotta, Caltanissetta, Cammarata, Centorbi, Collesano, Malta, Militelli, Mottasantanastasia, Navarra, Noara, Ossone, Sanpieri, Santantonio, Saponara, Scafani, Tripi, Urgelli.

Il 1º gennaio 1640 i Moncada ricevettero dal re Filippo IV di Spagna, il riconoscimento di duchi di San Giovanni, titolo nobiliare spagnolo, con Ignazio Moncada.

Arma[modifica | modifica wikitesto]

Inquartato: nel 1° e 4° di nero con un Leone coronato d'oro; nel 2° e 3° fusto in banda d'argento e d'azzurro (per Baviera) ; sopra il tutto; partito nel 1° di rosso con sei pani e due mezzi d'oro (per Moncada); nel 2° d'oro con quattro pali di rosso (per Aragona). Mantello e corona da Principe, cimata da un Leone passante e coronato d'oro, la testa rivoltata.

Rami spagnoli[modifica | modifica wikitesto]

Rami italiani[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unico tronco dei conti di Agosta e di Adernò, dal quale proviene il ramo dei principi di Paternò, si staccarono diversi rami e tra questi quello dei baroni di Calvaruso e di Monforte, dal quale il ramo dei principi di Monforte ancora fiorente.

Conti di Adernò[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Adernò.

Il ramo dei conti di Adernò, ebbe come suo capostipite Matteo I Moncada, figlio di Guglielmo Raimondo, dal quale ereditò il titolo di conte. I Moncada infatti ottennero il possesso del feudo nel 1371, dopo 43 anni di lotte per la successione a seguito della morte di Matteo Sclafani.

Tra i maggiori esponenti della casata dei conti di Adernò vi furono Guglielmo Raimondo V Moncada ed il figlio Giovanni Tommaso.

Conti di Agosta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Agosta.

Primo conte di Agosta fu Guglielmo Raimondo II Moncada, che nel 1336 ottenne l'investitura da Federico III di Sicilia. Il potere dei Moncada sulla contea durò fino al 1407, quando ottennero quella di Caltanissetta.

Conti di Caltanissetta[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Caltanissetta.

Fra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo si stabilirono a Caltanissetta pur mantenendo vaste proprietà e castelli in Catalogna ed il famoso palazzo Moncada di Barcellona, oggi sede del museo Picasso.

Con privilegio del 25 giugno 1407 concessogli dal re Alfonso il Magnanimo, Matteo II Moncada, conte di Agosta ottenne l'investitura a conte di Caltanissetta.

Da Caltanissetta diressero per molto tempo la politica e l'economia isolana, dove del resto lasciarono il segno attraverso alcune costruzioni (come per esempio il Palazzo Moncada poi diventato Teatro Beauffremont), la Porta Montalto di Palermo.

Conti di Sclafani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Sclafani.

La contea di Sclafani fu dominio dei Moncada per due secoli, da fine Cinquecento a inizio Settecento. Tra i suoi più illustri conti vi fu Luigi Guglielmo I Moncada.

Duchi di Bivona[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Bivona.

Furono duchi di Bivona dal 1621 al 1728, il primo dei quali fu Francesco II Moncada.

Principi di Monforte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Monforte.

Il dominio dei Moncada nel territorio di Monforte San Giorgio ebbe inizio nel 1513 con il matrimonio tra Federico e Agnese Pollicino Castagna, baronessa di Tortorici e Saponara[1].

L'elevazione a principato di Monforte avvenne il 1º settembre 1628, quando fu investito del titolo di I principe Giuseppe Moncada con privilegio concessogli da re Filippo IV di Spagna.

Principi di Paternò[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Moncada di Paternò
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Paternò.

Ebbe origine nel 1456, quando Guglielmo Raimondo V Moncada, conte di Adernò, acquistò la città di Paternò. Di questa città i Moncada ottennero l'elevazione a Principato nel 1565 con privilegio concesso dal re Filippo II di Spagna, ed ebbero come capostipite il principe Francesco Moncada.

Il 4 giugno del 1763, Maria Amalia Carlotta Moncada Natoli, figlia di Pietro Principe di Montecateno e di Marianna Natoli Ruffo di Sperlinga, si sposò a Palermo con Antonino Stella Valguarnera, duca di castel di Mirto, che acquisì grazie a questo matrimonio forte potere, divenne superiore della pace nel 1790, governatore della banca del monte di pietà di Palermo dal 1760 al 1768 e senatore di Palermo nel 1790, 91 e 92. Ebbero in figlia Orietta Stella a sua volta madre di Antonino Trigona barone di Mandrascati.

È il più importante ramo siciliano dei Moncada. Vanta numerosi ed illustri esponenti, quali il politico Giovanni Luigi, e il nipote, il senatore Corrado.

Rami minori[modifica | modifica wikitesto]

  • Moncada di Calvaruso: Originatasi dai principi di Monforte, i principi di Calvaruso, presso Villafranca Tirrena, ottennero il titolo il 20 giugno 1628 con Cesare Moncada. Si estinsero in linea maschile alla fine del Settecento.
  • Moncada di Cammarata: Subentrati ai Branciforte nella signoria di Cammarata nel 1669, fu primo conte Ferdinando Moncada Aragona. Ebbero il possesso del feudo fino al 1812 con Giovanni Luigi.
  • Moncada di Larderia: Nel 1684 il casale di Larderia fu acquistato da Don Aloisio Moncada, e la sua famiglia si fregiò del titolo di Principi di Larderia. Nel 1727 il casale rientrò nel demanio e successivamente alla Chiesa, che lo amministrò fino all'Unità d'Italia.
  • Moncada Paternò-Castello: Questo ramo si formò nel 1703 con Gaspare Paternò, discendente dal lato materno dai Moncada baroni della Ferla e da parte paterna dall'illustre famiglia Paternò, che mutò il cognome in Moncada Paternò[2]. Successivamente, nel 1819, il cavaliere Pietro Moncada Paternò sposò Anna Paternò Castello dei Principi di Biscari e aggiunse il terzo cognome, diventando anche comproprietario dello splendido palazzo Biscari.

Nel1889 il fratello Paolo Moncada Paternò ebbe il titolo di principe di Valsavoia.

Altri esponenti della famiglia Moncada[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Scoglio, Monforte San Giorgio e il suo territorio nel Medioevo, UNI Service, 2007, p.99
  2. ^ S. Zappulla Muscarà, Federico De Roberto, palumbo, 1984, p. 29

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Mango di Casalgerardo - Nobiliario di Sicilia - Bologna, Arnaldo Forni, 1970.
  • G. A. della Lengueglia - Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia - Valenza, Sacco, 1657.
  • G. B. di Crollalanza - Dizionario Storico-Blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti - Pisa, Direzione del Giornale Araldico, 1886.
  • S. Laudani - Lo stato del principe: i Moncada e i loro territori - Palermo, Sciascia, 2008, ISBN 88-8241-284-9.
  • F. Mugnos - Ragvagli historici del Vespro Siciliano del Sign D: Leontino Accademico Racceso detto loccupato - Palermo, Pietra Coppala, 1645.
  • V. Palizzolo Gravina - Il Blasone in Sicilia - Palermo, 1871-1875.
  • R. Pilo - Luigi Guglielmo Moncada e il governo della Sicilia (1635-1639): gli esordi della carriera di un ministro della monarquía católica - Palermo, Sciascia, 2008, ISBN 88-8241-296-2.
  • L. Scalisi - La Sicilia dei Moncada: le corti, l'arte e la cultura nei secoli XVI-XVII - Catania, Domenico Sanfilippo Editore, 2006, ISBN 88-85127-44-4.
  • V. Spreti - Enciclopedia storico-nobiliare italiana - Bologna, Forni, ed. varie.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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