Contea di Caltanissetta

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Contea di Caltanissetta
COA Count of Caltanisseta.svg
Informazioni generali
Capoluogo Caltanissetta
Superficie 400 k circa (secolo XVII)
Popolazione 8000 abitanti circa (secolo XVII)
Dipendente da Regno di Sicilia
Evoluzione storica
Inizio 1296 con Corrado I Lancia
Causa Elevazione a contea di Caltanissetta sotto il regno di Federico III di Sicilia
Fine 1812 con Giovanni Luigi Moncada
Causa Abolizione del feudalesimo con la promulgazione della Costituzione siciliana
Preceduto da Succeduto da
Vallo di Mazara Distretto di Caltanissetta

La contea di Caltanissetta fu un antico feudo esistito in Sicilia tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIX secolo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della contea di Caltanissetta era limitato alla sola città di Caltanissetta, e fino al 1493, anche alla cittadina di Serradifalco, che per gravi problemi finanziari fu ceduta dall'allora conte Giovanni Tommaso Moncada a Niccolò Barresi. In realtà il territorio originale della contea inglobava pure il vicino territorio di San Cataldo, in seguito ceduto alla famiglia Galletti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Città feudale sotto le precedenti dominazioni, con l'insediamento al potere degli Aragonesi in Sicilia, Caltanissetta fu elevata a contea nel 1296 e assegnata a Corrado I Lancia.

Passata tre anni più tardi al nipote Pietro, essendo quest'ultimo morto in assenza di eredi maschi, agli inizi del XIV secolo, i Lancia persero il dominio sulla contea in favore degli Aragona, poiché la sua unica figlia Cesarea sposò Giovanni d'Aragona, marchese di Randazzo e figlio quartogenito del re Federico III.[1]

Verso il 1348, a seguito del matrimonio tra la contessa Eleonora d'Aragona e Guglielmo Peralta, il feudo passò alla potente famiglia di origine piemontese. Alla morte di Guglielmo, successore fu il figlio Nicola, al quale nel 1394, fu tolto il dominio dal re Martino I di Sicilia, contro il quale combatté a fianco di Andrea Chiaramonte.

Agli inizi del XV secolo, la Contea di Caltanissetta fu oggetto di contesa nella lotta tra i Ventimiglia e i Chiaramonte. Il feudo passò invece ai Moncada, poiché il 25 giugno 1407, con privilegio concessogli dal re Alfonso il Magnanimo, Matteo II Moncada, conte di Agosta ottenne l'investitura a conte di Caltanissetta.[2]

I Moncada furono i signori feudali di Caltanissetta oltre quattro secoli fino al 1812, con il principe Giovanni Luigi Moncada, quando fu abolito il feudalesimo nell'isola.[3] Nel corso di tutto quall'arco di tempo, tre furono i tentativi per la causa di riduzione al demanio promossi dagli abitanti di Caltanissetta (1516, 1547 e 1754), i quali, nel XVIII secolo, giunsero perfino a contestare la legittimità della permuta stipulata nel 1407, giudicandola «ingiuriosa alla Maestà, che fu forzata a farla per timore del conte Matteo secondo, il quale in quelli tempi calamitosi si abusò delle strettezze in cui era la Maestà situata».[4]

Conti di Caltanissetta[modifica | modifica wikitesto]

Nome Dal Al Consorte Note
Lancia (1296-1335)
1 Corrado I Lancia 1296 1299 Berengaria de Santa Fede
2 Pietro Lancia 1423 1465 ? Alagona Nipote di Corrado; morì senza eredi maschi
Aragona (1335-1348)
3 Giovanni d'Aragona 1335 1348 Cesarea Lancia Genero di Pietro Lancia
Peralta (1348-1394)
4 Guglielmo Peralta 1348 1392 Eleonora d'Aragona Genero di Giovanni d'Aragona
5 Nicola Peralta 1392 1394 Elisabetta Chiaramonte I suoi domini furono confiscati dal re consorte Martino il Giovane
Demanio del regno di Trinacria (1394-1407)
Maria di Sicilia 1394 1401 Martino I di Sicilia
Martino I di Sicilia 1401 1407 Bianca di Navarra Succedette alla prima moglie Maria
Moncada (1407-1812)
6 Matteo II Moncada 1407 1423 Contessa d'Aragona Già conte di Agosta
7 Guglielmo Raimondo IV Moncada 1423 1465 Giovanna di Ventimiglia
8 Antonio II Moncada 1466 1479 Estefania di Esfar
9 Giovanni Tommaso Moncada 1479 1501 Raimondetta di Ventimiglia
10 Guglielmo Raimondo VI Moncada 1501 1510 Contissella Moncada
11 Antonio III Moncada 1510 1549 Giovanna Eleonora de Luna
12 Francesco I Moncada 1549 1566 Caterina Pignatelli Fu il primo principe di Paternò (1531)
13 Cesare Moncada 1566 1571 Aloisia de Luna
14 Francesco II Moncada 1571 1592 Maria d'Aragona e La Cerda
15 Antonio IV d'Aragona Moncada 1592 1631 Giovanna de la Cerda
16 Luigi Guglielmo I Moncada 1631 1672 Maria Afan de Ribera,
Caterina Moncada de Castro
17 Ferdinando Moncada Aragona 1672 1713 Maria Teresa Faxardo Gli succedette il nipote
18 Luigi Guglielmo II Moncada 1713 1743 Giovanna Ventimiglia Pignatelli,
Giovanna Beccadelli
19 Francesco Rodrigo Moncada 1743 1763 Giuseppina Ruffo
20 Giovanni Luigi Moncada 1763 1812 Agata Branciforti,
Giovanna del Bosco
Ultimo conte e principe

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zaffuto Rovello, p. 35
  2. ^ Laudani, p. 41
  3. ^ Fallica, p. 90
  4. ^ LA CAPITALE DI UNO STATO FEUDALE CALTANISSETTA NEI SECOLI XVI E XVII (PDF), su dspace.unict.it. URL consultato il 30-06-2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Fallica, Storia di Paternò, Catania 1992.
  • G. Giugno, Caltanissetta dei Moncada: il progetto di città moderna, Caltanissetta, Lussografica, 2012, ISBN 8882432041.
  • S. Laudani, Lo Stato del Principe: i Moncada e i loro territori, Palermo, Sciascia, 2008, ISBN 8882412849.
  • J. Lévesque de Burigny, Storia generale di Sicilia, vol. 4, Torino, Stamperia reale, 1791.
  • E. I. Mineo, Nobiltà di stato, famiglie e identità aristocratiche del tardo Medioevo : la Sicilia, Roma, Donzelli, 2001, ISBN 8879896423.
  • L. Santagati, Storia di Caltanissetta: dalle origini ai nostri giorni, in Storia e tradizioni popolari, Caltanissetta, Paruzzo, 1989.
  • L. Santagati, Fatti politici di Caltanissetta: fatti e personaggi dal Feudalesimo al 1993, Caltanissetta, Lussografica, 1993.
  • R. Zaffuto Rovello, Caltanissetta fertilissima civitas 1516-1650: storia di Caltanissetta, Palermo, Sciasca, 2002, ISBN 8882411575.
  • R. Zaffuto Rovello - Storia di Caltanissetta - Palermo, Arbor, 2008, ISBN 8886325355.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]