Milano 2

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Milano 2
frazione
Milano 2 – Stemma
Milano 2 – Veduta
Laghetto di Milano 2
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.png Milano
ComuneSegrate-Stemma.png Segrate
Territorio
Coordinate45°29′57″N 9°15′55″E / 45.499167°N 9.265278°E45.499167; 9.265278 (Milano 2)Coordinate: 45°29′57″N 9°15′55″E / 45.499167°N 9.265278°E45.499167; 9.265278 (Milano 2)
Altitudine137 m s.l.m.
Superficie14 km²
Abitanti7 056 (31 dicembre 2013[1])
Densità504 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale20090
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMilanoduesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Milano 2
Milano 2

Milano 2 (o anche Milano Due, abbreviato MI2 e M2, Milan Du in dialetto milanese) è un quartiere residenziale sito nel territorio del comune italiano di Segrate, nella città metropolitana di Milano, e costruito negli anni settanta da Silvio Berlusconi attraverso la sua impresa edile Edilnord.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Milano 2 sorge vicino a Segrate in cima ad una collina di origine morenica. è situata a nord-est del centro di Milano. La frazione è racchiusa tra il complesso dell'ospedale San Raffaele, a nord, il Parco Lambro a ovest il Golfo Agricolo a est e la strada provinciale Cassanese a sud, che la separa dalla frazione di Lavanderie. A ridosso di Milano Due, a sud-ovest, sorge la moschea di Segrate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'intero centro residenziale fu costruito tra il 1970 e il 1979. Il quartiere è stato interamente progettato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Giuseppe Marvelli, Antonio D'Adamo, Giulio Possa, che hanno curato la parte architettonica, ed Enrico Hoffer, che si è occupato di quella paesaggistica.[2]

Nei tardi anni sessanta la società Edilnord s.a.s. di Lidia Borsani e C. (nella quale la cugina di Berlusconi compariva come socia accomandataria, mentre Silvio Berlusconi aveva il ruolo di socio accomandante) aveva acquistato 712 000 m² di terreni nel comune di Segrate. Con una dichiarazione del 1971 il consiglio dei Lavori Pubblici dichiarava ufficialmente residenziale il suolo e il comune di Segrate concesse le licenze edilizie.

La vicenda con cui Berlusconi ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell'aeroporto di Linate - le cui assordanti onde sonore, superiori a 100 decibel, avrebbero reso arrischiato l'investimento e potenzialmente difficoltosa la vendita degli appartamenti - fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un'intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti.[3]

Nel 2010, il dichiarante di mafia Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, in una deposizione rivelò che Cosa Nostra avrebbe investito ingenti somme nella realizzazione di Milano Due.[4]

Modello residenziale[modifica | modifica wikitesto]

Milano 2 è stata presentata come proposta alternativa ai modelli di sviluppo residenziale dell'hinterland milanese di quegli anni.[5] Le linee guida del "modello Milano 2" sono:

  • ampi spazi verdi, in contrapposizione alla scarsità di verde nelle città di quel periodo
  • un triplice sistema viario (pedonale, ciclabile e veicolare), in cui le vie ciclabili e pedonali non intersecano quasi mai gli assi veicolare, che inoltre sono costruiti in trincea, ad un livello inferiore rispetto alle aree urbane, limitando l'impatto del traffico sul quartiere
  • una struttura con un asse centrale, la strada di spina, lungo il quale il quartiere si sviluppa e ove vengono posizionati i vari servizi essenziali
  • una pianificazione integrata che tenesse conto non solo delle esigenze abitative, ma anche della disponibilità e della fruibilità dei servizi all'interno del quartiere

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è composto da 28 residenze che costituiscono un Supercondominio che è proprietario delle parti comuni del centro residenziale, un centro direzionale (costituito da 7 edifici, ciascuno intitolato ad un artista rinascimentale), uno sporting club, un albergo e un residence, un centro religioso, un "centro civico" e un complesso scolastico. Si completa con il Modulo Campione (sede dell'Ufficio Postale) e un parco giochi.[5][6]

La struttura generale del quartiere è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo, pur adattandosi all'evoluzione demografica e alle sopravvenute esigenze.

Centro religioso "Dio Padre"[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la costruzione di un edificio liturgico cattolico fosse prevista dal progetto originario, il progetto particolareggiato per la chiesa venne presentato solo nel 1976, pochi mesi prima della fondazione della parrocchia. Fu progettato dall'architetto Giancarlo Ragazzi e dall'architetto Giuseppe Marvelli sulla base dei criteri ispiratori, orientati alla multiconfessionalità[senza fonte]. Il 5 marzo 1986 il cardinale Carlo Maria Martini presiedette la cerimonia di dedicazione del centro religioso multiconfessionale, intitolato a Dio Padre, per rispetto delle persone professanti altre religioni.

Milano 2 e la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al fatto di essere un "supercondominio" e alla presenza di un sistema di distribuzione dei canali televisivi via cavo (per evitare le antiestetiche antenne) nel 1974 nacque grazie a Giacomo Properzj (futuro sindaco di Segrate) una piccola tv via cavo, Telemilano.

In seguito l'emittente rilevata da Silvio Berlusconi diventerà prima Telemilano 58 (58 era il numero della frequenza utilizzata per trasmettere), poi rinominata Canale 5, nell'epoca Fininvest. Molti spot e promo di programmi televisivi vengono girati con lo sfondo del laghetto e fino al 2016 Mediaset ha disposto di cinque studi televisivi presso il Palazzo dei Cigni del Centro direzionale.

Gli sketch della TV Svizzera di Mai dire Gol di Aldo, Giovanni e Giacomo furono in larga parte filmati a Milano 2 o nelle pertinenze.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Segrate - Dati Demografici 2010 (PDF), su comune.segrate.mi.it, p. 6.
  2. ^ Ragazzi ed Hoffer si occuperanno in seguito di progetti quali Milano 3 e Lacchiarella.
  3. ^ Camilla Cederna, "Un faccino tondo e un nasetto da bambola", L'Espresso, aprile 1977.
  4. ^ Salvo Palazzolo, Ciancimino: "Provenzano garantito da accordo" "Mio padre investì soldi con i boss in Milano 2", in La Repubblica, 1º febbraio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2010.
  5. ^ a b Milano 2 - una città per vivere, Edilnord Centri Residenziali, 1976.
  6. ^ Milano2 - piantina, su milanodue.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]