Magister officiorum

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Magister Officiorum
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Notitia Dignitatum - Magister Officiorum.jpg
Le insegne del magister officiorum dell'impero romano d'Oriente.
StatoVexilloid of the Roman Empire.svg Impero Romano
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero Romano d'Occidente
Regno di Odoacre
Regno Ostrogoto
Flag of the Greek Orthodox Church.svg Impero Bizantino
Istituito320 d.C.
daCostantino
Riforme443
395
529
VII secolo o VIII secolo
Soppresso553 (in Italia)
metà del XII secolo (Impero Bizantino)
Nominato daImperatore romano (fino al 476)
Imperatore Bizantino (fino XII secolo)
SedeRoma
Costantinopoli

Il magister officiorum era un alto funzionario della burocrazia istituita nel tardo impero romano, molto vicino all'imperatore ed in possesso di vasti poteri. Magister officiorum può essere tradotto come "direttore degli uffici". La carica fu utilizzata in Italia anche dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, dal Regno ostrogoto fino al 553 e dall'Impero bizantino fino al 12°secolo.

Tardo Impero Romano[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene alcuni studiosi abbiano sostenuto la sua creazione sotto l'imperatore Diocleziano (284-305), l'incarico può essere certamente attestato solo a decorrere dal 320, nel regno dell'imperatore romano Costantino I (306-337).

Costantino probabilmente lo creò in un sforzo per limitare il potere del prefetto del pretorio (praefectus praetorio), fino ad allora il principale aiutante amministrativo dell'imperatore romano. Il magister sovrintendeva alla segreteria palatina, divisa in quattro uffici, la sacra scrinia, ciascuno sotto un rispettivo magister:

  • scrinium memoriae, gestiva le decisioni imperiali chiamate annotazioni, perché erano note fatte dall'imperatore su documenti presentati a lui, e gestiva anche le risposte alle petizioni per l'imperatore;
  • scrinium epistularum, gestiva la corrispondenza trattata con i potentati stranieri e con l'amministrazione provinciale e le città;
  • scrinium libellorum, gestiva i ricorsi dei tribunali inferiori e le petizioni da coloro che vi erano coinvolti;
  • scrinium epistolarum Graecarum, trattava i documenti in greco e la traduzione dei documenti latini in greco.

Un altro importante compito trasferito all'ufficio da Costantino era la supervisione degli agenti in rebus, un corpo di messaggeri fidati che fungevano anche da controllori dell'amministrazione imperiale. Soprattutto questo controllo dei temuti agenti (o magistriani, come erano conosciuti colloquialmente), conferiva all'ufficio un grande potere. L'ufficio aumentò rapidamente di importanza: inizialmente classificato come tribunus, alla fine del regno di Costantino il magister fu una carica completamente nuova.

I poteri dell'ufficio furono ulteriormente rafforzati nel 395, quando l'imperatore Arcadio (395-408) rimosse la sfera pubblica la guardia del palazzo (Scholae Palatinae) e gli arsenali imperiali (fabricae) dalla prefettura del pretorio e li inglobò al magister officiorum. A partire dal 443 il magister officiorum ha anche giurisdizione legale sui limitanei, i soldati delle truppe di frontiera. Questi ultimi cambiamenti si riflettono nel Notitia Dignitatum, un elenco di tutti gli uffici compilati, circa 400. Ad un certo punto del V secolo, il magister orientale assunse anche l'autorità sulle guardie di frontiera o sui limitanei.

Nel corso del tempo, l'ufficio ha anche assunto il coordinamento degli affari esteri (già nel tardo quarto secolo, i traduttori ufficiali e gli interpreti erano sotto il controllo del magister officiorum per questo motivo), e in Oriente, il Notitia registra la presenza di quattro segretari incaricati del cosiddetto "Agenzia dei Barbari" sotto la supervisione del magister.

Uno dei più importanti magister fu Pietro Patrizio, che mantenne la carica dal 539 al 565 e intraprese numerose missioni diplomatiche in questo ruolo per l'imperatore Giustiniano I (527-565). L'ufficio fu anche conservato in Italia ostrogotica dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente: in quest'ambito era detenuto da eminenti senatori romani, come Boezio e Cassiodoro.

Nell'Impero Bizantino[modifica | modifica wikitesto]

L'ufficio sopravvisse come funzione burocratica nella metà orientale dell'Impero romano. Nel 529 Giustiniano I (527-565) stabilì che il magister officiorum e il quaestor sacri palatii fossero i giudici d'appello supremi per i tribunali militari, ma, durante la fine del VII o VIII secolo, la maggior parte delle funzioni amministrative dell'ufficio furono rimosse, e fu convertita nella dignità dei magistros. Almeno fino all'epoca dell'imperatore Leone VI il Saggio (886-912), tuttavia, fu ricordato l'intero titolo precedente: il suo potente suocero, Stylianos Zaoutzes, è nuovamente registrato come "maestro degli uffici divini".

Nelle sue funzioni amministrative, il magister officiorum fu sostituito principalmente dal logotet tou dromou, che controllava la posta pubblica e gli affari esteri, mentre la guardia del corpo imperiale venne trasformata nei tagmata. Fino al regno dell'imperatore Michele III (842-867) sembra che ci fossero solo due magistroi, i più anziani dei quali erano definiti pròtomagistros; questa figura fu di nuovo uno dei ministri di Stato (senza funzioni specifiche) e capo del Senato bizantino.

Dal regno di Michele III in poi, il titolo fu conferito a più detentori, diventando effettivamente un grado di tribunale, il più alto nella gerarchia bizantina fino all'introduzione dei proedro nella metà del X secolo. La Lista di Precedenza (Klētorologion) di Philotheos, scritta nell'899, implica l'esistenza di 12 magistroi, mentre durante il regno dell'imperatore Niceforo II (963-969), l'inviato occidentale Liutprando di Cremona ne registrò la presenza di 24. Il grado continuò ad esistere in seguito, ma perse sempre più importanza.

Nel tardo X e XI secolo, era spesso tenuto in combinazione con il titolo di vestizione. Dal tardo XI secolo fu considerevolmente svalutato, soprattutto nel periodo comneno, e scomparve interamente dalla metà del XII secolo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]