Iurisdictio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

In diritto romano, per iurisdictio (da ius e dicere) si intende il potere, di cui sono dotati alcuni magistrati, detti giusdicenti, di impostare in termini giuridici la controversia. In questo senso la iurisdictio si distingue dalla iudicatio, che è invece il potere di risolvere la controversia, e attribuito al giudice che dovrà emettere la sentenza.

Dotati di iurisdictio erano i due pretori (praetor urbanus e praetor peregrinus), gli edili curuli e, nelle province, i governatori provinciali.

Secondo quanto puntualizzano le fonti (Varr. de lingua Lat. 6.30), l'esercizio della iurisdictio si manifestava nei tria verba praetoris: do, dico, e addico, che potevano esser pronunciati solamente nei giorni fasti (dies fasti).

Nei sistemi processuali delle legis actiones e dell'agere per formulas questa distinzione fra iurisdictio e iudicatio trovava riscontro nelle due fasi in cui il processo era bipartito: la fase in iure, che si svolgeva innanzi al magistrato giusdicente, e la fase apud iudicem, che si svolgeva innanzi a un giudice privato (unico o collegiale). Da questo punto di vista la nozione tecnica di iurisdictio dell'antico diritto romano non può considerarsi coincidente né con la iurisdictio del diritto intermedio, né, tanto meno, con la moderna giurisdizione.