Gentes originarie

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Le gentes originarie sono gli arcaici clan familiari romani che sarebbero esistiti al momento della nascita di Roma.

Secondo lo storico Tito Livio, al tempo della fondazione di Roma sarebbe avvenuta la federazione di un gruppo di clan preesistenti sotto l'azione unificatrice di Romolo, a cui si aggiunsero (per le vicende conseguenti al ratto delle sabine) molte famiglie venute al seguito di Tito Tazio, realizzando la fusione del popolo romano con quello dei Sabini. Secondo Tito Livio le gentes originarie sarebbero state un centinaio, distribuite nelle tre antiche tribù dei Ramnes, dei Tities e dei Luceres.[1][2][3] Secondo questa interpretazione Roma sarebbe sorta dall'integrazione di ben tre popoli: Latini, Sabini ed Etruschi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gens e Storia del diritto romano (753 - 451 a.C.).

Romolo per primo avrebbe riunito in assemblea i capi (o "patres", da cui il termine "patrizio") di queste cento famiglie originarie, dando origine al Senato, in origine organo consultivo del re.

Non disponiamo di un elenco completo delle cento gentes originarie; tuttavia è possibile individuare alcuni tra i più antichi gruppi familiari insediatisi nella zona della Roma arcaica in base alle testimonianze storiche, ai ritrovamenti archeologici, alle fonti epigrafiche. Alcune tra quelle che riportiamo sono famiglie romane molto famose, altre sono meno note, specialmente quelle che si estinsero presto lasciando limitate tracce dei loro discendenti nelle magistrature dell'età repubblicana.

Nell'ambito delle cento gentes originarie Theodor Mommsen aveva distinto un gruppo di gentes particolarmente antiche, dalle quali derivano i nomi delle antiche Tribù territoriali di Roma, nel cui territorio avevano i propri "Pagi", cioè i loro possedimenti coltivati. I capi delle gentes erano grandi proprietari terrieri che potevano contare sull'aiuto dei loro clienti che mettevano in primis le loro dipendenze ricevendo un aiuto economico e una protezione.

Tra le antichissime gentes sopravvissute anche nei secoli successivi il Mommsen riporta le seguenti:

Tra le gentes che si estinsero precocemente, il Mommsen ricorda invece le seguenti:

Sempre nell'ambito delle gentes originarie, alle famiglie menzionate dal Mommsen si dovrebbero aggiungere due antichissime gentes ricordate dallo storico Tito Livio nei racconti volti a spiegare le origini del Lacus Curtius:

  • Curtia, di antichissima origine sabina, a cui appartenne il valoroso comandante Mettio Curzio;
  • Hostilia, famiglia di origine di Osto Ostilio e del suo discendente e futuro terzo re di Roma Tullo Ostilio: rientrerebbe tra le gentes di origine romana, ma non è da escludersi la possibile origine sabina del suo mitico capostipite Ostio;

Altre antiche gentes di origine sabina sono le seguenti:

  • Pompilia, a cui appartenne Numa Pompilio, secondo re di Roma.
  • Marcia, a cui appartenne Anco Marzio, quarto re di Roma.
  • Valeria, che sarebbe giunta al seguito di Tito Tazio e divenne una delle famiglie più ragguardevoli in età repubblicana.

Alle gentes originarie dovrebbe inoltre appartenere, in considerazione delle sue antichissime origini troiane e quindi albane la gens

Trattando delle gentes originarie il Mommsen ricorda anche l'antichissimo stanziamento della tribù della gens Claudia, di antica origine sabina, nella zona dell'Aniene; tuttavia il suo insediamento effettivo a Roma risalirebbe "soltanto" al V secolo a.C.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tito Livio, I, 13.
  2. ^ Dionigi di Alicarnasso, II, 37, 2.
  3. ^ Marco Tullio Cicerone, III, 14.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Theodor Mommsen, Storia di Roma antica, Firenze, Sansoni, 1973.
  • (EN) Theodor Mommsen, The History of Rome, Project Gutenburg, 2004. ISBN 0-415-14953-3. Volumi I-V
  • André Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano, Il Saggiatore, 1989. ISBN 88-04-32321-3.
  • Howard H. Scullard, Storia del mondo romano, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-11575-4. Volume II.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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