Lira bizantina

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Lira bizantina
Novgorod lyra.jpg
Lira bizantina di Novgorod
Informazioni generali
Classificazione Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Utilizzo
Musica medievale

La lira bizantina è uno strumento musicale medievale della famiglia degli archi, a tre corde accordate ad intervalli di quinta.

È sicuramente a Bisanzio, nel IX o X secolo, che si deve cercare l'origine di questo strumento. È il geografo persiano Ibn Khordadbeh che lo menziona per la prima volta, in una classificazione organologica. Secondo lo storico arabo El Messaoudi, la lira bizantina è l'equivalente del rebab arabo, con ciò confermando il Glossarium Latino-Arabicum dell'XI secolo. Secondo il compositore ottomano del XIV secolo Abdülkadir Merâgî, questo strumento era diffuso anche fra i turchi e i persiani con il nome di kemânçe-i rumî ("lira dei rumi", letteralmente "dei romani", cioè dei bizantini); tuttavia non esiste nessuna miniatura o fonte che documenti in questi Paesi uno strumento analogo prima del XVIII secolo.

La più antica rappresentazione iconografica dello strumento si trova su uno scrigno bizantino d'avorio datato tra il 900 e il 1100 e conservato a Firenze. Sono stati inoltre rinvenuti due esemplari di lire bizantine risalenti all'anno 1190 durante degli scavi a Novgorod[1].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Questo strumento, dal caratteristico corpo piriforme lungo 40 cm, si presenta in due forme distinte, ossia con un fine manico senza tastiera, oppure senza manico, ma con una tastiera inclusa nella cassa di risonanza in legno; sulla tavola armonica si aprono due fori semi-circolari; la cavigliera è piatta, con i piroli retroposti; le corde sono due oppure tre, e vengono premute lateralmente con le unghie e fatte vibrare con l'archetto.

Modo di suonare[modifica | modifica sorgente]

L'accordatura è variabile: LA-La-Re, Mi-La-Re, o altre a intervalli di quarta. Le corde si suonano premendole lateralmente con le unghie, e non al di sopra delle stesse con il polpastrello (come nel violino): di qui l'assenza della tastiera. Si ritiene che si suonasse su due corde alla volta, con la terza a fare da bordone.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Baines 1992, p. 109

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La lira bizantina, da Atti e Memorie della Società Dalmata di Storia Patria, Ettore Castagna, Roma, 2007

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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