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Organologia

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Praetorius, "Syntagma musicum", tavola con alcuni flauti a becco barocchi.
Praetorius, "Syntagma musicum", tavola con alcuni fagotti antichi.
Quadrangularus Reversum, Harry Partch ±1960

L'organologia è la scienza che studia gli strumenti musicali, indagandone storia, caratteristiche acustiche e meccaniche, tecniche costruttive e prassi esecutive.

Il termine deriva dal greco ὄργανον (= utensile, strumento, strumento musicale) ed è stato usato per la prima volta da Michael Praetorius nel suo trattato Syntagma musicum, del 1618.

Solo alla fine dell'Ottocento Victor-Charles Mahillon (1880-1922) sviluppò, sulla base degli studi di François-Auguste Gevaert (1828-1908), una classificazione quadripartita, perfezionata poi da Eric Moritz von Hornbostel e Curt Sachs nel 1914. Le quattro classi organologiche, determinate sulla base del materiale responsabile della produzione del suono, sono: 1) cordofoni, 2) aerofoni, 3) membranofoni e 4) idiofoni.

In particolare Curt Sachs è tuttora riconosciuto come il fondatore dell'organologia moderna: a lui è intitolato il premio annuale della American Musical Instrument Society. La sua vasta opera, condotta con un rigoroso metodo storiografico e basata sulle teorie del diffusionismo, mette a frutto, applicandole allo studio degli strumenti musicali, le conquiste e le vere e proprie strategie di ricerca di discipline diverse, quali la linguistica, l'antropologia, la sociologia, l'etnomusicologia, l'iconografia musicale.

Fuori dall'Europa, la trattatistica musicale si è dedicata all'organologia secoli prima, in particolare in Cina, India e nel Mondo arabo.

Probabilmente già nell'VIII secolo a.C., in Cina, sulla base del materiale ritenuto più importante, viene concepito il sistema dei bayin (八音), “otto timbri”, corrispondenti a metallo, pietra, seta, bambù, zucca, terra, pelle e legno. La classificazione si diffonde in tutta l'Asia orientale.

La stessa classificazione europea in quattro categorie perfezionata da Hornbostel e Sachs, sembra sia stata ispirata da un'opera in sanscrito, Nātyaśāstra, trattato su teatro, poesia e musica del saggio Bhārata, databili in un arco di tempo che va dal 200 a.C. al 200 d.C.

Nella trattatistica araba, lo strumento più descritto è lo ‘ūd. Al-Kindī (801-866) ne fornisce una descrizione dettagliata per materiali, dimensioni e costruzione. Successivamente Al-Fārābī (X secolo) nel suo Kitab al-mūsīqī al-kabīr tratta i cordofoni e gli aerofoni. Ibn Sīnā (Avicenna, XII sec.) divide gli strumenti a fiati in ragione della presenza o assenza dell'ancia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti della disciplina sono scritti e testimonianze di costruttori ed esecutori, trattati di acustica e chimica, fonti letterarie che descrivono strumenti e fonti iconografiche. In laboratorio si eseguono ricerche al microscopio elettronico, analisi chimico-fisiche ed indagini fotografiche ai raggi ultravioletti ed infrarossi, nonché processi dendrocronologici sui materiali e le vernici utilizzate.

Antichi trattati europei di organologia[modifica | modifica wikitesto]

Organologi[modifica | modifica wikitesto]

Un organologo è una persona che si occupa di strumenti musicali dal punto di vista della storia, della tecnologia e della conservazione. Può essere specializzato in un campo specifico, ovvero in una sola tipologia strumentale (esempio: tastiere storiche), anche molto ristretta (esempio: clavicordi), e in questo caso di solito è un costruttore/restauratore, un musicista/esecutore o un collezionista; può avere competenze più generaliste, e in questo caso spesso è uno storico della musica e/o un curatore o un conservatore di collezioni museali; infine può essere un ricercatore scientifico, fornito di competenze molto tecniche, e occuparsi principalmente di problematiche acustiche, o di indagini e analisi scientifiche finalizzate alla conservazione e al restauro.

Dal 1983 ogni anno l'American Musical Instrument Society premia con il "Curt Sachs Award" un organologo che si sia particolarmente distinto per le sue ricerche. Questo l'elenco dei premiati:

  • 2016 John Koster
  • 2015 Cynthia Adams Hoover
  • 2014 Margaret Downie Banks
  • 2013 William E. Hettrick
  • 2012 Renato Meucci
  • 2011 Albert R. Rice
  • 2010 Jeremy Montagu
  • 2009 Laurence Libin
  • 2008 William Waterhouse
  • 2007 Arnold Myers
  • 2006 Edward L. Kottick
  • 2005 Grant O'Brien
  • 2004 Ivan Macak
  • 2003 Friedrich von Huene
  • 2002 Florence Gétreau
  • 2001 Gerhard Stradner
  • 2000 Alfred Berner
  • 1999 Cecil D. Adkins
  • 1998 Robert E. Eliason
  • 1997 Edmund A. Bowles
  • 1996 Peter F. Williams
  • 1995 Laurence E. R. Picken
  • 1994 Barbara Owen
  • 1993 Jeannine Lambrechts-Douillez
  • 1992 William Richmond Dowd
  • 1991 Herbert Heyde
  • 1990 André P. Larson
  • 1989 Phillip T. Young
  • 1988 Philip Argall Turner Bate
  • 1987 Robert M. Rosenbaum
  • 1986 John Henry van der Meer
  • 1985 Anthony Cuthbert Baines
  • 1984 Sybil Marcuse
  • 1983 David D. Boyden

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stanley Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Musical Instruments, Macmillan, London 1984
  • Kartomi, On Concepts and Classifications of Musical Instruments, Chicago, 1990, University of Chicago Press
  • Erich Valentin, Handbuch der Musikinstrumentenkunde. Bosse, Regensburg 2004
  • Curt Sachs, History of Musical Instruments, 1940 (trad. it. Storia degli strumenti musicali, a cura di Maurizio Papini 1980; dal 1995 negli Oscar Mondadori)
  • Curt Sachs, Geist und Werden der Musikinstrumente 1929
  • Curt Sachs, Handbuch der Musikinstrumente, Breitkopf und Härtel, Wiesbaden 1920
  • Curt Sachs, Real-Lexikon der Musikinstrumente, Berlin 1913

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